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I nostri gatti

Voglio spendere due righe per raccontarvi come tutto è cominciato.
Vengo da una famiglia numerosa (siamo cinque) e in tutta la mia vita l’unico animale che è riuscito ad entrare in casa è stato un pesce rosso. Voglio smentire tutti coloro che pensano che con un pesce non si può instaurare un rapporto. Sissi ogni mattina al risveglio ci salutava con grandi guizzate. Purtroppo dopo tre anni ci ha lasciato. Il funerale e la sepoltura hanno precluso qualsiasi accesso ad altri animali.
Poi sono andata a vivere con il mio compagno e il bisogno di tenerezze, fusa, coccole ed effusioni ha avuto il sopravvento.

Fuffy-e-i-suoi-fratelli

Ho cercato per il web il gatto dei miei sogni. Doveva essere una femmina, completamente nera e a pelo lungo. Una norvegese, ma senza pedigree. Naturalmente allora il mio era solo desiderio di avere un gatto, quindi doveva necessariamente rispecchiare tutti i requisiti. Oggi che sono passata dal desiderio all’amore allo stato puro adoro tutti i gatti: neri, bianchi, tigrati, pelo corto, lungo, occhi gialli, verdi, celesti, non fa differenza, il fascino del felino colpisce in ogni caso, luogo o situazione.
Ma torniamo al mio primo incontro.
Finalmente dopo mesi di ricerche trovo la mia cucciola. Appena la vedo in foto mi innamoro.

Mi prenderete per pazza se vi dico che i due giorni che hanno separato le trattative dall’andare a prenderla, li ho passati a fissare la foto e a sospirare come un’adolescente che fissa il suo moroso!!!!!
Anche il nome era già stato scelto: Fuffy. Proprio come l’elefante della pubblicità di Sky. Non facevo altro che ripetere: “Posso portare anche Fuffy? … Fuffyyyyy”.

Nel momento in cui l’ho presa tra le braccia ho provato una sensazione così intensa, troppo difficile da esprimere a parole, se non con il termine “maternità”. Quella minuscola palletta nera dipendeva da me in tutto e per tutto, e io ero la sua mamma. Niente e nessuno ci avrebbe mai potuto dividere.
Per lei solo il meglio. Così: ciotole di lusso, cibo di lusso, sabbietta di lusso, giocattoli di tutti i generi e forme!!!
Solo su una cosa non ero pronta a transigere: la gatta non entra in camera da letto!!!
Povera illusa…

Fuffy

La prima sera, da mamma inesperta quale ero, già avevo derogato alla mia unica regola e le avevo preparato la cuccia ai piedi del letto. A notte inoltrata eravamo tutti pronti per andare a dormire, così la metto nella sua cesta morbidissima, le auguro la buona notte e mi stendo con il mio compagno. Neanche il tempo di chiudere gli occhi che Fuffy ci aveva già raggiunto sul letto, in cerca di coccole. Noncurante del mio disappunto, si era infilata sotto le lenzuola, si era acciambellata e infine addormentata!!!
Da quel momento ho capito che sarei stata la sua schiava… e che l’avrei fatto anche con estremo piacere!!!

La mia collezione di gatti

La mia passione per i gatti mi ha portato ad amare il loro affascinante mondo.
Ho cercato di studiarli e capirli, entrare nelle loro menti e naturalmente, cosa più difficile, ho tentato di carpire le innumerevoli piccole differenze racchiuse nei più disparati “miao”.
In poco tempo mi sono resa conto che di gatti ne è pieno il mondo, e così ho cominciato anche a collezionarli. Ovviamente un gatto tira l’altro e così in men che non si dica possiedo una collezione di tutto rispetto.

Gatti di innumerevoli forme , colori e materiali: legno, ferro, carta, erba, ceramica, cristallo… e naturalmente gatti di tutto il mondo!

Ecco qui il mio primo gatto, acquistato nel 2008 per la mia nuova casa. Per un po’ di tempo è stato il re, unico della sua specie. E’ realizzato in cartapesta, ed è veramente dolcissimo.

Ecco una foto del particolare del volto. Ha lo sguardo sognatore tipico dei mici veri!

collezione-gatti

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Il trend negativo delle compravendite immobiliari

Non è una novità che la casa venga considerata dagli italiani come sinonimo di sicurezza, benessere e conforto.

Anche in tempi difficili, come quelli attuali, difficilmente si rinuncia a interrogarsi sulle proprie reali possibilità di acquistare l’immobile adatto a soddisfare le nostre esigenze.

Nonostante questo la discordanza tra sogno e realtà è tangibile. Viene dimostrata nel rapporto sull’andamento del mercato immobiliare stilato dalla Direzione Centrale e Osservatorio specializzato in questo settore, con particolare riferimento agli immobili residenziali.

Il rapporto fornisce dati e analisi inerenti le dinamiche del mercato immobiliare italiano delle abitazioni, si riferisce alle stime tratte dall’andamento dello stesso attraverso l’anno 2013 (grazie anche alla consultazione delle banche dati dell’Agenzia del Territorio).

In particolare si delinea un calo del 15% nel 2013 rispetto al 2012, di conseguenza ancora nel 2013 si registra un calo del – 10,9% nonostante vi siano state (come dimostrano le percentuali) lievi soglie di miglioramento. L’area territoriale maggiormente colpita dalla crisi riguardante le compravendite immobiliari è riconducibile alla parte Nord-Ovest (- 13.1%) della nazione.

Detto questo è interessante e curioso notare come a calare sono gli acquisti con mutuo riferito a tipologie residenziali quali i “monolocali” (- 20%), mentre le case di medie e grandi dimensioni subiscono e risentono meno della difficoltà economica degli italiani (- 6,7%).

Naturalmente un fattore in grado di incidere sulla scelta d’acquisto è il progressivo andamento del tasso d’interesse, quest’ ultimo influenza e ha influenzato notevolmente il mercato ( nel 2012 il mercato immobiliare subisce una brusca fermata mentre nel 2013 si registreranno graduali ridimensionamenti). Dalle oscillazioni del tasso si determinerà un calo o un rialzo della rata mensile da versare, ci saranno poi differenze suddivise per aree geografiche e per comuni.

Acquistare casa implica sicuramente una precisa riflessione, si ragiona sempre più per dati e costi anche se il bene in questione riguarda la nostra sfera emotiva e irrazionale (i sogni su come come desideriamo sia il nostro futuro rifugio). Si ragiona anche in termini di tempo, la società corre e si trasforma velocemente, spesso invece chi cerca l’agognato immobile non possiede ore illimitate da dedicare alla ricerca.

Le tecnologia aiuta la ricerca all’utente, contribuiscono i siti internet specializzati e non, aiutano i portali immobiliari ponendo in risalto le offerte e i contatti delle migliori agenzie, ed ora anche i social network (facebook, twitter…) dedicano pagine a chi desidera vendere o acquistare casa.

Raffinare la ricerca grazie a tutti questi strumenti è da ritenersi sicuramente ottima cosa, nonostante questo affidatevi sempre a professionisti seri come agenzie immobiliari o portali che vi indirizzano ad esse, anche se ci saranno alcuni costi in più verrete seguiti con attenzione e professionalità. (assistenza pre-contrattuale, assistenza contrattuale e post-contrattuale).

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Il marketing digitale per le agenzie immobiliari

Innovare sempre. Farsi trovare pronti di fronte agli strumenti della modernità per sfruttarli creando canali di business capaci di rivalutare costantemente la propria professione.

Sperimentiamo strategie di search marketing in campo immobiliare dal 2007.
Con successo.

Il marketing digitale è una risorsa solida ma versatile, indispensabile per le agenzie immobiliari che vogliono ottenere una presenza online efficace e redditizia.

Search marketing

Intercetta la domanda online con strumenti moderni e competitivi.
Usa la S.E.O. per posizionare il tuo sito in Google, assecondando il tuo target commerciale di riferimento.
Usa banner e annunci Pay Per Click per sfruttare la potenza della concessionaria pubblicitaria più grande del mondo, Google inc.

Informati sul search marketing immobiliare

Social media

Possiamo arricchire il tuo sito con widget e plugins dei principali social networks del momento (Twitter, Facebook, GooglePlus, Pinterest, Linkedin).
Possiamo gestire professionalmente la tua pagina aziendale su Facebook, movimentandola costantemente e valorizzando le interazioni dei tuoi fan.
Possiamo pianificare campagne pubblicitarie altamente targetizzate, per ottenere lead profilati grazie al circuito banner Facebook Ads.

Scopri il social media marketing per agenzie immobiliari

Blog aziendali e Sviluppo siti

Il content marketing è un approccio diverso al marketing di lungo periodo.
Attivare un canale d’informazione costantemente aggiornato significa proporsi ad un pubblico più vasto e meno generico, significa investire sull’autorevolezza del proprio brand.

Scopri la potenza di un blog aziendale che funziona.

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Social media marketing immobiliare

Non sempre le ‘cose nuove’ funzionano solo perchè piacciono a tanti.

Utilizzare i social media come strumento di comunicazione aziendale è una scommessa che va affrontata con serenità e con la giusta voglia di mettersi in gioco e, perchè no, tentare una strada del tutto nuova rispetto al passato.

I social media come strumento di direct marketing sono l’invenzione più potente dai tempi del telefono, molto probabilmente.

Una matura presenza sui social media può costituire un canale privilegiato per la comunicazione tra azienda e pubblico, tra azienda e clienti. Le piattaforme di social publishing possono rilevarsi degli ottimi strumenti di relazione diretta, possono innescare contatti reali e assolutamente proficui, tangili al 100 per 100.

Gestione pagina Facebook aziendale

A cosa serve?

Facebook invita le aziende a partecipare alle relazioni sociali sulla sua piattaforme utilizzando una pagina aziendale ufficiale, che sia in grado di rappresentare oggettivamente l’azienda all’interno del network.

La copiosa mole di utilizzatori del sito ha velocemente assunto una tale confidenza con il mezzo da aver ormai completamente digerito alcuni di questi assunti comuni, tanto da considerare, per esempio, la pagina aziendale di un’impresa come fosse una vera e propria appendice virtuale degli uffici di segreteria dell’azienda stessa.

Sono proprio le aziende che tra le prime hanno sfruttato Facebook come cassa di risonanza per i propri business che dimostrano quale straordinaria possibilità di marketing diretto siano oggi i social media, in generale e Facebook in particolar modo.

Il messaggio o la richiesta torna al livello ‘base’ della relazione economica, ‘dal produttore al cosumatore’.

Eppure i social media sono strumenti delicatissimi, e improvvisare potrebbe essere controproducente, potrebbe essere deleterio.
Se è impossibile non esserci, tanto vale affidarsi a dei professionisti.

In cosa consiste?

Creaiamo una pagina Facebook per la tua azienda e facciamo in modo che appaia professionale e costantemente aggiornata.
Sviluppiamo i contatti e le interazioni sulla pagina e moderiamo le discussioni tra i tuoi ‘fan’.

Pubblichiamo periodicamente degli approfondimenti o degli spunti editoriali per invogliare gli utenti Facebook a partecipare o ad interagire con la tua pagina, aumentando la risonanza dei suoi stesi messaggi.

Ti mettiamo in contatto con quella parte dei tuoi clienti che utilizza quotidianamente Facebook. Saranno loro a presentare la tua azienda ai loro amici e a tutti i loro contatti, con un semplice click.

Campagne pubblicitarie con Facebook Ads

A cosa serve?

Progettare e lanciare una campagna pubblicitaria su Facebook costa meno di quanto ci si potrebbe aspettare. E’ un’opportunità che conviene cogliere prima degli altri.

Il valore aggiunto di una campagna Facebook Ads è intimamente connesso con il modello di targetizzazione degli utenti che solo una community come Facebook può offrire.
I messaggi pubblicitari possono essere consegnati a target estremamente selezionati, basati sugli interessi e sui dati raccolti da Facebook stesso attraverso i profili utente.

Sfruttare le potenzialità di questo tipo di inserzioni può permetterti di raggiungere velocemente un’ampia audience di potenziali clienti, preselezionata secondo determinate caratteristiche sociali, geografiche e comportamentali.

In cosa consiste?

Nel corso della fase preliminare verranno individuati gli obiettivi specifici della campagna, che può quindi essere focalizzata su alcune specifiche proposte commerciali in offerta presso la vostra agenzia.

Definiti obiettivi e target la campagna prevede tre tipi di interventi operativi.

Allestimento delle landing page di contatto sul vostro sito o sulla vostra pagina Facebook, in regime di test A/B per ottimizzare la call-to-action
Predisporre nel dettaglio la profilazione e la generazione del contatto è necessario per remunerare al meglio il capitale investito nella campagna pubblicitaria

– Realizzazione editoriale della campagna di annunci pubblicitari, corredati da immagini. Profilazione commerciale della campagna tramite il pannello professionale di Facebook Ads, scelta del target e delle politiche di bidding per ottimizzare la spesa.
Scrivere testi efficaci è fondamentale, scegliere il giusto target pubblicitario è indispensabile. Seguire quotidianamente il bidding significa vincere la gara con i competitor e sfruttare le occasioni migliori al momento giusto.

Monitoring costante della campagna
Interventi proattivi per ottimizzare le performance della campagna e abbassare i costi per contatto, report periodici

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Search marketing immobiliare

Internet è un mezzo di comunicazione in continua crescita ed evoluzione, ed è innegabile che negli ultimi anni sia diventato il contenitore capace di raccogliere tutte le ‘vetrine’ più consultate dai consumatori, in ogni settore dell’economia.

Ecco perchè è impossibile continuare a rinunciare a questa opportunità, demandando ad intermediari (portali di vario genere) la propria presenza aziendale online.

Pianificare una moderna campagna di marketing per il proprio sito aziendale può invece fare la differenza nei confronti dei competitor.

S.E.O. – Ottimizzazione e posizionamento nei motori di ricerca

A cosa serve?

Un intervento SEO finalizzato al posizionamento nei motori di ricerca permette ad un sito di intercettare traffico web targetizzato e naturale, direttamente dalle pagine dei risultati di ricerca di Google e degli altri Search Engine.
Il sito guadagna visibilità nel medio e lungo periodo per un insieme di parole chiave commercialmente coerenti, raggiungendo naturalmente i suoi potenziali target di riferimento.

In cosa consiste?

Una campagna seo che funziona prevede una specifica analisi preliminare del sito e del settore commerciale di riferimento.

A questa fase seguono di solito tre tipi di interventi operativi.

– Un dettagliato processo di revisione tecnico-editoriale del sito in promozione (intervento on-site)
Si tratta di una rifinitura complessiva orientata ad ottimizzare le performance del sito e valorizzarne al meglio le potenzialità.

– Una campagna promozionale capace di suscitare link e citazioni da blog, portali e altri circuiti promozionali di settore (intervento off-site)
Si tratta di un insieme di operazioni editoriali protratte nel tempo, orientate esplicitamente verso la crescita progressiva del traffico in ingresso su sito.

– Un attività di monitoring capace di registrare ed analizzare i flussi di traffico intercettati (report periodici)
Si tratta di uno strumento insostituibile per correggere o incentivare le strategie messe in campo, per misurare concretamente l’impatto dei propri investimenti online.

Google Adwords – Annunci e banner in Pay per Click

A cosa serve?

Una campagna promozionale su Google Adwords è probabilmente la soluzione pubblicitaria più versatile e potente tra quelle offerte online, non per nulla tutti i portali immobiliari di successo non disdegnano di utilizzare anche questo canale per intercettare il proprio traffico targetizzato.

Qualsiasi azienda può utilizzare i banner e gli annunci di Google Adwords per intercettare immediatamente determinati flussi di traffico a favore del proprio sito. Si tratta del circuito pubblicitario più grande del pianeta.

In cosa consiste?

Una campagna pubblicitaria in regime di pay per click può essere uno strumento straordinario per diverse operazioni di marketing immobiliare, dalla profilazione dei contatti commerciali fino alla vendita diretta degli appartamenti.

Se gestita professionalmente una campagna su Google Adwords richiede un’analisi preliminare che sia in grado di individuare gli obiettivi concreti, il budget necessario e il target di riferimento dell’investimento pubblicitario che si intende sostenere.

Alla fase di analisi seguono tre tipi di interventi operativi.

– Una fase di preparazione materiale del sito con allestimento di landing page mirate e split test A/B, orientati alla generazione del contatto e all’ottimizzazione del costo per contatto (intervento on-site)
Si tratta di una premessa fondamentale per monitorare ed ottimizzare il ritorno dell’investimento pubblicitario; il settore immobiliare è troppo competitivo per sprecare risorse senza predisporre tutto il necessario per misurare materialmente i riscontri ottenuti da una singola campagna pubblicitaria.

– Una fase di allestimento materiale della campagna pay-per-click presso il pannello di Google Adwords (intervento off-site)
Si tratta di un intervento di natura prevalentemente editoriale che prevede la redazione di gruppi di annunci pubblicitari e l’eventuale realizzazione di banner grafici, la scelta delle keywords commerciali e la selezione dei partner pubblicitari presso cui esporre le proprie inserzioni.

– Una fase di monitoring costante della campagna attiva (report periodici)
Si tratta di un intervento di ottimizzazione proattiva della campagna in corso, fondamentale per contenere i costi entro i limiti di budget ma contemporaneamente ottimizzare le conversioni (contatti e/o vendite) e il relativo costo per conversione.

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È ora di investire nel mattone romano

A Roma è tempo di comprare nel mercato immobiliare. I prezzi degli appartamenti sono scesi sotto i 4000 Euro a metro quadro. Se la cifra vi può sembrare esorbitante, considerate che si tratta sempre della Capitale.

Oltre a questo, tutto dipende dalla zona e dal tipo di appartamento. Le stime parlano di un -7,1% nel quarto trimestre 2013, in confronto con lo stesso periodo del 2008. I prezzi sono destinati a scendere.

Infatti, il prezzo si riduce ancora in base alla zona: se nel centro il prezzo è inferiore ai 4000 Euro, nelle altre zone di Roma si può arrivare a pagare anche meno di 3500 Euro, mentre i Parioli continuano a essere un quartiere elitario nel prezzo (meno di 6000 Euro, nonostante la crisi).

Dato che i tempi di ripresa sono molto lunghi a causa di una bolla speculativa che coinvolge il mercato immobiliare in tutta Italia, molti proprietari potrebbero pensare di vendere il proprio appartamento per cercare di contenere le perdite.

Il mercato sta subendo un ribasso generalizzato: la questione è che ci sono palazzi che hanno un prezzo che scende velocemente, mentre per altri il prezzo scende più lentamente.

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Chi si trova a comprare in questo periodo, quindi, troverà immobili dal prezzo ribassato rispetto al valore di partenza e, quando il mercato immobiliare si sarà stabilizzato, vedrà lo stesso appartamento aumentare di valore.

Ovviamente, questo se considerate il mattone come un investimento. Ad allontanare, purtroppo, ci sono diversi deterrenti: prima di tutto, le nuove tasse che sono applicate sugli immobili di proprietà.

Questa congiuntura potrebbe però essere più favorevole se avete la vostra attività a Roma e state cercando un appartamento perché siete stanchi di essere pendolari.

Se prima era difficile trovare un immobile adatto alle proprie esigenze, i prezzi ribassati dalla crisi potrebbero rendere più vicini immobili che prima non venivano considerati per il “prezzo di listino”.

Chiedete in agenzia immobiliare quali sono le offerte del momento in base alle vostre esigenze: potrebbe accadere che l’appartamento che state cercando è casualmente “in offerta”, mentre altri appartamenti continuano a essere fuori portata.

Fate bene i vostri conti e confrontate le varie opportunità della Capitale: la soluzione potrebbe essere a portata di mano!

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Previsioni per il mercato immobiliare del 2014

Il 2014 dal punto di vista del mercato immobiliare potrebbe non essere tanto differente da quanto già visto nel 2013. I problemi legati alla vendita degli immobili restano gli stessi.

Pochi oggi hanno la possibilità di poter richiedere un mutuo, sia per costruire nuovi appartamenti, sia per acquistare gli immobili già presenti. La garanzia principale è un reddito fisso da lavoro dipendente a tempo indeterminato, per molti giovani in cerca di un appartamento solo un sogno.

Il problema bancario non è il solo problema. La tassazione sulla casa che cambia continuamente (con tutte le sigle del caso di cui abbiamo già parlato) è un’altra incognita che spinge verso altre forme di investimento.

Gli appartamenti, secondo le stime del gruppo TecnoCasa, subiranno una diminuzione di valore che, da città a città, varia dal 2% al 5%. A Roma gli appartamenti perderanno dal 2% al 4% del valore iniziale.

Le altre città non se la passano meglio: chi acquista oggi a Bari potrebbe trovarsi un appartamento con un valore inferiore del 5% rispetto a quanto inizialmente investito. Le più “fortunate” sono Napoli e Milano, con uno “sconto crisi” variabile dall’1% al 3%.

Fin qui abbiamo parlato delle grandi città: e i paesi di provincia? Lì acquistare potrebbe essere ancora più conveniente. Infatti, i paesi hanno spesso degli appartamenti invenduti o non affittati da anni. Per incentivare l’afflusso di nuovi abitanti, alcuni sindaci si sono impegnati persino a eliminare quell’aumento dell’Imu che ha causato tanti disastri lo scorso 24 Gennaio.

Quali saranno gli immobili che si venderanno più facilmente? Quelli in buone condizioni: se ci sono dei lavori da fare, il nuovo proprietario sa già che, oltre al mutuo per aver acquistato l’appartamento, dovrà indebitarsi ancora per poter vedere rientrato il proprio finanziamento.

Il mercato immobiliare premierà anche chi ha inserito l’efficienza energetica tra le priorità nei lavori per l’appartamento: l’installazione di un pannello solare potrebbe far salire di parecchio il cartellino del prezzo in agenzia.

L’ideale sarebbe approfittare della congiuntura per trovare un appartamento adatto alle proprie esigenze: idea impossibile da realizzare nel periodo pre-crisi. Il mercato immobiliare tende al ribasso, ma il “mattone” resta sempre un investimento relativamente sicuro a parità di tempo e di capitale investito.

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Investimenti immobiliari nelle capitali europee

Il fascino di Roma è inimitabile e l’afflusso di turisti è tale che qualsiasi appartamento in zona può essere affittato bene a turisti e trasfertisti per un breve periodo. Se come investimento, pensate di vendere e di rivendere velocemente un immobile, le capitali europee sono a portata di mano.

In particolare, l’investimento più redditizio si basa sui cosiddetti immobili commerciali, ovvero su quegli immobili adibiti a uffici che possono essere affittati o rivenduti velocemente a società estere.

Lo studio è stato condotto dall’Urban Land Institute (ULI) e non inserisce nessuna città italiana tra le prime dieci in classifica. Quali sono le capitali europee più redditizie nel campo degli uffici?

1. Varsavia
2. Vienna
3. Mosca
4. Parigi
5. Helsinki
6. Praga
7. Edimburgo
8. Lione
9. Madrid
10. Birmingham

Sono le dieci capitali più ambite. Cosa rende gli immobili commerciali di queste città così redditizi? Prima di tutto, l’attenzione all’ambiente: tutti gli edifici a massima efficienza grazie all’installazione di un impianto fotovoltaico o per le strutture di isolamento sono ben viste e rendono notevolmente di più.

Altro fattore importante è la possibilità di attirare investimenti dall’estero. In queste capitali è semplice aprire un’impresa e la tassazione non è quella italiana: quindi, ci sono anche le condizioni di trovare nuovi clienti o nuove imprese disposte a stabilirsi e a produrre nelle capitali europee.

Oltre alla tassazione, il mercato immobiliare in queste zone è agevolato da un sistema bancario favorevole, che concede finanziamenti a tassi di interesse relativamente bassi per chi intende fare impresa sul territorio.

Per le aziende, sapere di poter contare su agevolazioni fiscali per i primi anni di attività, un sistema del credito solidale con chi investe (anche dall’estero), un edificio stabile che faccia risparmiare notevolmente sulle bollette significa avere diverse garanzie e, di conseguenza, maggiori opportunità di sviluppo.

Il mercato immobiliare viaggia velocemente fuori dai confini europei: se le carte sono in regola, non c’è motivo per non investire nel “mattone” anche in questo caso. Gli immobili commerciali, se c’è possibilità di sviluppo, sono un ottimo investimento da tenere presente in un periodo di crisi generalizzata nel nostro Paese.

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Inganni e limiti degli annunci immobiliari

Spesso gli annunci che si trovano nelle bacheche delle agenzie immobiliari (o su internet) non sono “veritieri” come ci si potrebbe aspettare. Il sito del settore Immobiliare.it ha reso noti i dati sugli annunci non proprio trasparenti.

In un mese, il sito ha ricevuto ben 550 segnalazioni da parte di utenti che sono andati a vedere gli appartamenti promossi negli annunci. La procedura standard del sito è di rimuovere l’annuncio finché il proprietario dell’appartamento non lo modifica, rendendolo più realistico.

Dove si mente di più? Sui metri quadri. Infatti, si punta sempre all’eccesso: se l’appartamento è di 67 metri quadri, scatta a 70. Un’altra idea molto diffusa è quella di essere vaghi sulla composizione delle stanze.

La cucina o un salotto leggermente più grandi trasformano l’appartamento in un accogliente bivani, così come c’è chi aumenta drasticamente il prezzo del canone o di vendita per il grande lusso di un piccolo garage.

Chi inserisce l’annuncio, difficilmente lo elimina dopo aver trovato a chi affittarlo/venderlo. In caso di affitto, si continua a cercare un contratto più conveniente, mentre in caso di vendita si pensa che ormai sia affare del nuovo proprietario eliminare ogni tipo di annuncio.

Anche dove c’è l’obbligo di legge, le informazioni latitano. La classe energetica è un esempio lampante. Se è vero che tutti gli impianti dovrebbero essere a norma, è altrettanto vero che chi vende cerca di omettere questo dato: in questo modo, sarà il nuovo proprietario a eseguire i lavori obbligatori a proprie spese.

Stesso discorso vale per gli affitti: spesso, gli immobili che non rispettano le normative per la classe energetica sono da anni in attesa di qualcuno che le abiti. Oltre a questo, gli appartamenti hanno spesso impianti molto vecchi, che finché funzionano vanno avanti.

Si tratta di immobili su cui i proprietari hanno già investito molto e che non sembrano redditizi se non vendendoli o pensando a un contratto di locazione.

Infine, date sempre un’occhiata alle fotografie: per rendere l’immobile più appetibile c’è chi utilizza Photoshop e cerca ogni mezzo per concludere l’affare anche nel primo giorno di visita dell’appartamento.

Ricordare che le agenzie immobiliari chiederanno sempre un compenso per il lavoro di intermediazione svolto: l’Agcom ha recentemente sanzionato un’agenzia immobiliare che, come trovata pubblicitaria, diceva di non ricevere compensi, nascondendoli poi tra le clausole dei contratti.

catasto

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Affitti d’oro: si apre la discussione in Parlamento

Oltre ai palazzi riservati al Parlamento (Palazzo Chigi, Palazzo Madama e Quirinale), gli onorevoli, se vogliono, possono prendere in affitto degli appartamenti per assicurarsi di essere presenti alle sedute.

In alternativa (o almeno dovrebbe essere un’alternativa), i politici nazionali dovrebbero poter percepire una diaria che rimborsi le spese di viaggio e le spese di alloggio nel caso la residenza non fosse a Roma.

Fin qui tutto bene, se non fosse che da anni gli onorevoli “godono” dell’utilizzo di più palazzi nei dintorni di quelli del potere: il caso più eclatante è il cosiddetto caso degli “affitti d’oro” di Palazzo Marini.

Per decenni il Palazzo è stato necessario per ospitare diversi parlamentari che via via si sono susseguiti nei vari governi. La notizia degli affitti d’oro è uscita fuori in clima di spending review e di tagli settoriali.

Infatti gli affitti di questi appartamenti erano a carico dello Stato e solo in minima parte dei prestigiosi inquilini. Mentre si chiedeva agli italiani di tirare la cinghia, si continuava a pagare un canone “cospicuo” per i due palazzi.

Un canone tanto cospicuo che – calcolato per gli anni di pagamento – avrebbe consentito di acquistarli, senza continuare a investire a fondo perduto! Ovviamente il gestore non ha nessun demerito in questo: come proprietario dei palazzi e avendo delle spese su di essi e sui comfort creati ad hoc, ha tutto il diritto di percepire un affitto congruo come corrispettivo ai servizi offerti.

Ci si chiede però perché, se questi palazzi sono così necessari, non si sia pensato ad una forma di leasing, che consentisse allo Stato di acquistare gli appartamenti, non fosse altro per non perdere quanto speso dai cittadini.

palazzo marini

Il Movimento Cinque Stelle è stato il primo a rendersi conto dell’uso di Palazzo Marini e di chiedere spiegazione con un’interrogazione parlamentare. Purtroppo, l’appello è rimasto inascoltato.

Palazzo Marini continua la propria attività, senza che il singolo parlamentare paghi almeno la metà del canone di affitto per l’appartamento che utilizza per il proprio lavoro in Parlamento.

La zona centralissima di Roma e i costi di gestione del Palazzo fanno pensare seriamente a uno spreco di denaro pubblico, mentre il mercato immobiliare è al ribasso ed è sempre più difficile per l’italiano medio avere delle garanzie convincenti per un contratto di locazione.

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Esubero di capannoni industriali in vendita

La stima viene dai maggiori siti che si basano su annunci immobiliari. Con la crisi moltissime aziende (per non fallire o perché già fallite) hanno dismesso i propri capannoni.

Il risultato è che moltissimi capannoni, tuttora utilizzati per le esigenze aziendali, sono in vendita al miglior offerente. Si parla di un 12,6% di aumento delle offerte rispetto al 2010. Si tratta di una media nazionale, ma sorprende il dato della Lombardia: uno dei polmoni produttivi d’Italia mette in vendita più capannoni (il 16,9%) rispetto ad appena quattro anni fa.

I prezzi dei capannoni variano: la media è di 700 Euro al metro quadro, ma ovviamente tutto dipende dalle esigenze di magazzino e dalla zona di riferimento

capannone industriale
I capannoni sono diventati un lusso per le imprese per due motivi: la diminuzione delle commesse, che non consentono di fare ulteriori investimenti, e l’applicazione dell’Imu su alcuni capannoni destinati all’uso produttivo.

I capannoni non sono i soli a subire questa “dismissione”. I cosiddetti “locali commerciali” sono in vendita o in affitto ovunque, anche a prezzi ribassati e nelle zone centrali.

La minor circolazione di denaro non favorisce chi vende a ogni livello: per questo, la situazione dei locali commerciali (a prescindere dalla destinazione d’uso) diventa il simbolo di una crisi che coinvolge soprattutto il motore dell’Italia, ovvero le imprese.

Come si acquista un capannone? Prima di tutto, bisogna vedere se un capannone di medie dimensioni è sufficiente per l’attività che state portando avanti. Anche la zona può dare dei vantaggi: se il capannone è vicino all’attività commerciale e ai luoghi da raggiungere, la società ha minori costi di trasporto nel lungo periodo.

Molti capannoni si trovano in zone lontane dai centri abitati, proprio per evitare che lo scarico delle merci crei problemi alla popolazione. Prima di acquistare, date sempre un’occhiata ai documenti di riferimento.

I documenti più importanti sono il permesso di costruzione rilasciato prima della realizzazione del capannone e l’atto di concessione. In più, sarà necessario, completato l’acquisto, effettuare il passaggio di proprietà davanti al notaio con due delegati (uno dell’azienda che vende e l’altro dell’azienda di chi compra).

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La pubblicità e i messaggi tra le righe

La pubblicità somiglia (con le dovute differenze) alla mente umana. Anche la pubblicità, infatti, ha un contenuto manifesto e un contenuto latente. Lo scopo resta lo stesso: vendere un prodotto. Il come fa la differenza.

Nelle pubblicità migliori (e su questo gli USA insegnano), il prodotto viene mostrato solo negli ultimi tre secondo dello spot, in un flash. Perché?

Iniziamo da ciò che vediamo, ovvero dal contenuto manifesto della pubblicità. Una situazione comune, un problema comune, una soluzione non comune, anzi straordinaria.

Il nodo centrale è proprio questo: la soluzione è il proprio prodotto, straordinario e unico. Per dimostrarlo, una situazione comune, che potrebbe capitare in qualsiasi momento a ognuno di voi tutti i giorni.

Il contenuto inconscio qual è? Si tratta del lavoro che circonda tutta la scena pubblicitaria: le luci, la storia, i personaggi che ruotano intorno, la presentazione del prodotto non sono lasciati al caso, anzi.

Lo studio si focalizza proprio su questi aspetti, prestando particolare attenzione agli ultimi tre secondi, che devono spingere all’azione (quella che i pubblicitari in genere chiamano “call to action”).

Gli ultimi tre secondi sono il momento in cui la mente è concentrata sulla pubblicità, perché lo spettatore vuole sapere come andrà a finire. Ben diversa la pubblicità su Internet, dove tutto si gioca sull’emozione data dalle parole.

La grandezza di una persona che lavora in questo settore sta nel catturare l’attenzione di un utente di per sé disattento e portargli dentro una sensazione che si possa ricordare nel tempo come piacevole.

Le persone saranno così portate a ricercare quella sensazione di benessere nel prodotto pubblicizzato. Anche il prodotto stesso, nel confezionamento, ha dei messaggi nascosti.

Tutto parla: i colori scelti, la posizione del prodotto sugli scaffali, eventuali promozioni, oppure la possibilità di ottenere dei punti acquistando quel prodotto, oppure raggiungendo una soglia di spesa.

Tutti “vantaggi” che servono a incentivare l’acquisto del prodotto, motore della pubblicità. Come difendersi dalle pubblicità così invasive da catturare l’inconscio?

Iniziate a chiedervi se quel prodotto vi serve. Si tratta di un consiglio che si dà a chi soffre di shopping compulsivo, ma è valido per tutti. La pubblicità crea un bisogno che materialmente non c’è. Chiedetevi se vi serve un semplice smacchiatore, o se è il caso davvero di prendere “il più potente del mercato” (su quali prove poi, boh!).

In una parola, fate attenzione quando acquistate: c’è un’intera categoria pronta a vendervi qualsiasi cosa, soprattutto se si parla di crisi e di calo dei consumi, cioè quando la competizione si fa spietata.