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Le polizze assicurative sulla casa per chi è in affitto

La scelta di una polizza assicurativa sulla casa è attualmente poco diffusa tra gli affittuari.
Chi vive in una casa che non è di sua proprietà, infatti, spesso ritiene che l’assicurazione sia responsabilità esclusiva del proprietario. In tempi di crisi, inoltre, tale spesa è considerata poco conveniente, quasi fosse un bene superfluo in modo particolare se si vive in affitto.

In realtà la situazione è molto diversa e gli affittuari hanno bisogno di una copertura assicurativa tanto quanto chi possiede la casa. Una polizza sulla casa, infatti, permette di tutelare non solo l’immobile, ma anche tutti i beni contenuti al suo interno quali mobili, elettrodomestici, abbigliamento ed effetti personali.

intermediazione immobiliare

I casi in cui una copertura assicurativa si rivelano fondamentali sono numerosi: dall’incendio agli eventi atmosferici dannosi, dalle fughe di gas ai furti o agli atti di vandalismo. Tali eventi, pur accadendo di rado, costituiscono un problema molto grave e il modo più sicuro per proteggersi è assicurarsi una polizza casa che ricopra le spese legate a tali danni.

Inoltre, le polizze assicurative forniscono assistenza e rimborso anche in caso di eventi meno gravi e più frequenti rispetto a calamità naturali, quali danni a elettrodomestici che possono mettere a rischio i propri beni e le case vicine. Basti pensare a una lavatrice difettosa che potrebbe far allagare la propria casa e quella del vicino, coinvolgendo l’affittuario in possibili richieste di risarcimento.

Le polizze assicurative odierne, infatti, garantiscono protezione anche in caso di danni causati a terzi dall’affittuario o da un suo familiare e da eventuali risarcimenti al proprietario stesso. Un semplice incidente che può accadere nella vita di tutti i giorni, potrebbe mettere l’affittuario nelle condizioni di dover affrontare una spesa elevata improvvisamente e in poco tempo. In tempi di crisi, quindi, quella che appare a molti come un beneficio superfluo e poco importante, può essere la soluzione economica migliore.

La tutela della casa in cui si vive è una necessità primaria e oggi esistono soluzioni differenti per ogni tipo di esigenza. Le differenti polizze assicurative, infatti, offrono diverse possibilità a seconda delle richieste dell’affittuario, in base al tipo di casa in cui si vive e alle proprie richieste. L’assicurazione protegge non solo i locali della casa mettendo quindi a riparo l’affittuario da richieste di risarcimento del proprietario, ma anche il loro contenuto, importantissimo per chi ci vive.

È addirittura possibile tutelarsi in caso di danni causati dal proprio animale domestico, come il cane nel giardino del vicino e per infortuni subiti dalla propria baby sitter o collaboratrice domestica sul lavoro. Inoltre, in una zona ad alto rischio sismico, l’assicurazione è l’unico modo per tutelarsi dalle conseguenze innumerevoli di un terremoto, poiché lo Stato non offre risarcimenti di questo tipo. L’offerta delle polizze assicurative è molto vasta e dà la possibilità di scegliere in base alle proprie condizioni economiche.

Perché assicurare una casa in affitto in un periodo di ristrettezze economiche? La risposta è nell’importanza di tutelare se stessi, la casa in cui si vive e di prevenire spese molto più difficili da affrontare.

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E’ possibile utilizzare il lastrico solare del condominio?

In un condominio da me gestito un condomino abita in un appartamento sanato ricavato da locali ex lavatoi e attraverso una porta-finestra può accedere direttamente al terrazzo condominiale.

1) Può fare uso privato di detto terrazzo?
2) Può delimitare, sia pure solo con vasi di piante, la parte di detto terrazzo prospiciente il suo appartamento?
3) Ha avanzato richiesta al condominio di acquistare o in subordine di affittare detta area, quali sono gli atti a cui ottemperare per formalizzare tali eventualità?

RISPOSTE

1) Il condomino in questione, come tutti gli altri condomini dello stabile, ha diritto di utilizzare a suo piacimento il lastrico condominiale, nei limiti di cui all’art. 1102 del Codice Civile.

2) Sempre in forza allo stesso articolo del C.C. II comma, il condomino può apportare, a sue spese, eventuali modificazioni che ritenga necessarie o utili a migliorare il godimento della cosa, ovvero: può delimitare con vasi di piante un tratto del terrazzo condominiale, sempre che non rechino danno (art. 1122 C.C.). Quello che di certo non può fare è impedire, con detta delimitazione, pari uso della porzione di terrazzo così delimitata agli altri condomini. È facile immaginare però quanto una situazione come quella descritta possa generare facili quanto indesiderabili discussioni. A nostro avviso quindi, sarebbe opportuno che tale delimitazione, sia pure posta in modo formale o che permetta comunque il libero passaggio e utilizzo dell’area, non vi fosse. Vi è inoltre da sottolineare che, in forza all’art. 1144 C.C., se pure i condomini accetteranno per quieto vivere l’esistenza della delimitazione, ciò non potrà divenire fondamento per il possesso dell’area.

3) Per l’affitto della porzione di balcone condominiale, non vi sono particolari problemi, è infatti sufficiente una delibera a maggioranza dei presenti in seconda convocazione. Lo stesso non si può dire per la eventuale vendita. In questa ipotesi è necessaria una delibera unanime e, soprattutto, che tutti i condomini si rechino dal Notaio a sottoscrivere l’atto di vendita.

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L’housing sociale

Non tutti possono permettersi un canone di affitto elevato, oppure hanno le garanzie sufficienti per chiedere un mutuo. Se l’attestazione di reddito non supera una certa soglia, queste persone possono chiedere di aderire a progetti di housing sociale.

Di cosa si tratta? Parliamo di edilizia convenzionata per la realizzazione di nuovi edifici. I progetti sono portati avanti spesso con i fondi europei e vanno a risolvere quella che è l’emergenza abitativa di un territorio.

Non tutti possono accedere all’housing sociale, pur avendone le caratteristiche richieste: tutti i richiedenti vengono inseriti in una graduatoria. Ogni problematica presente nella famiglia che fa richiesta per un appartamento in housing sociale viene analizzata e dà diritto a dei punti: questi possono far salire in graduatoria le persone più svantaggiate.

Per esempio, avere dei figli maggiorenni e disoccupati a carico, oppure avere un diversamente abile nel proprio nucleo famigliare, dà dei punti che possono far salire di graduatoria per l’ottenimento di una casa popolare con l’housing sociale.

Con questo strumento, tre sono le possibilità per chi sceglie di essere inserito nelle graduatorie:

– L’affitto calmierato. Rispetto al valore di mercato, le persone che hanno ittenuto un appartamento in affitto pagano un canone di affitto mensile “simbolico” rispetto alla città e alla zona in cui abitano.

– L’affitto che si trasforma in leasing. Oltre a pagare un affitto calmierato, chi si trova in graduatoria può chiedere di acquistare, dopo un certo periodo di tempo, la casa in cui si trova in affitto, con la possibilità di poter “scontare” con i canoni già pagati con un leasing immobiliare.

– L’acquisto in edilizia convenzionata. Chi si trova in graduatoria può chiedere di acquistare direttamente l’appartamento assegnato per poterne ottenere un prezzo nettamente inferiore rispetto a quello di mercato. Il passaggio di proprietà avviene velocemente e non ci sono molte pratiche da sbrigare.

L’housing sociale parte sempre con un bando pubblico da parte degli enti locali. Se volete aderire a questi programmi, visitate i siti degli enti: se c’è un bando, sarà in primo piano tra le iniziative pubbliche. Il bando vi dirà anche dove presentare i documenti per accedere alla graduatoria.

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Le aste immobiliari

L’asta immobiliare è un’ottima idea se state cercando un appartamento e volete risparmiare un po’ sul prezzo di vendita. Secondo le statistiche, il valore dell’immobile può essere scontato del 25% per chi sceglie di acquistare in questo modo. Passando dal tribunale di competenza, però, è necessario seguire alla lettera le procedure.

Il funzionamento è lo stesso per qualsiasi asta: il miglior offerente si aggiudica l’immobile. L’asta si svolge in tribunale, oppure in un ufficio notarile incaricato dal tribunale. Gli avvisi sono pubblici, ma per partecipare è necessario che chi sia all’asta non sia il debitore o un suo prestanome. All’asta possono partecipare sia delegati di aziende, sia privati interessati all’acquisto per esigenze personali.

Prima di partecipare, gli interessati devono fare domanda all’ufficio preposto (lo stesso dove si terrà l’asta) nei giorni immediatamente precedenti all’evento. La domanda andrà inviata in busta chiuse se l’asta è senza incanto, altrimenti può essere consegnata normalmente a mano.

In un’asta senza incanto anche l’offerta è in busta chiusa e non deve essere mai inferiore al prezzo di partenza dell’asta stessa. La prima asta immobiliare è sempre senza incanto e si passa a quella con incanto quando le aste precedenti sono state inutili per mancanza di partecipanti.

Chi va all’asta immobiliare e riesce a ottenere l’immobile può visionare gratuitamente tutti i documenti relativi all’appartamento appena comprato: infatti, visura catastale e altri documenti sono direttamente nel fascicolo, pronti per essere utilizzati accanto alla perizia dell’incaricato del tribunale.

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La perizia è fondamentale per chi deve chiedere un mutuo per l’appartamento appena acquistato: gli istituti di credito evitano di chiamare un proprio intermediario se hanno i documenti emessi dal tribunale e questo significa un notevole risparmio per chi compra sia come tempo che per le spese accessorie.

Ovviamente è importante verificare che il giudice che si occupa della pratica abbia eliminato tutte le ipoteche che quell’appartamento aveva con il precedente proprietario: tra i documenti che vi verranno consegnati, dovete assicurarvi che non ci siano più carichi pendenti, in modo che questi, in un futuro, non possano essere a vostro carico.

Ricordatevi che le spese di sfratto sono a vostro carico come l’immobile passa di mano e che vi conviene sempre chiedere a un custode giudiziario di visitare l’appartamento prima di partecipare all’asta.

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Il mutuo per la ristrutturazione

Il mutuo continua a essere il mezzo preferito per acquistare o ristrutturare un appartamento. L’immobile ristrutturato aumenta di valore e i proprietari possono utilizzare una serie di detrazioni promosse dal governo.

Spesso è la necessità a costringere alla ristrutturazione: oltre a sostituire un impianto non a norma, le abitazioni troppo grandi e troppo gravose per le tasse applicate vengono divise in due piccoli appartamenti, consentendo così a un’altra famiglia di abitare.

In questo modo, anche le spese sull’appartamento si dimezzano, anche se le autorizzazioni da fare non mancano. Il mutuo per la ristrutturazione è scelto soprattutto dal Sud Italia negli ultimi anni: la stima è stata condotta dal sito di settore Immobiliare.it.

Il mutuo viene utilizzato solo nel caso di lavori notevoli: da soli rappresentano il 7,6% dei prestiti richiesti per ristrutturare, anche se nella rilevazione precedente erano appena il 2,6%.

Un bel 5% in più, sorprendente se si pensa alla difficoltà oggettiva di ottenere un mutuo: di solito, chi richiede un mutuo per ristrutturare ha già finito di pagarne uno per l’acquisto di un appartamento (oppure è vicino alla fine del piano di ammortamento).

Questo significa che chi chiede un mutuo per la ristrutturazione ha almeno 44 anni di media e vuole un mutuo più veloce rispetto a quello appena concluso per acquistare l’appartamento. Quanto vale il mutuo richiesto per la ristrutturazione?

Qui si sente molto la differenza Nord-Sud. Se in Sicilia bastano 58000 Euro di mutuo per far fronte alle spese di ristrutturazione, in Trentino Alto-Adige la media sale a 91000 Euro. La media nazionale si attesta quindi a 72000 Euro, con forti differenze in base al lavoro da fare e alla zona dove si trova l’immobile.

Ristrutturare conviene? Certo che sì. Oltre a risolvere esigenze contingenti, la ristrutturazione migliora lo stato dell’immobile e quindi, per via indiretta, le possibilità di vendita.

In un periodo dove il mercato immobiliare è un po’ a rilento, avere una possibilità in più fa tanto, accanto all’affidabilità di un serio agente immobiliare.

Fate valutare da un perito il valore della casa dopo aver eseguito i lavori. È importante avere sempre a portata di mano i documenti aggiornati e informare il Catasto per le ristrutturazioni di una certa importanza.

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Come aumentare il valore di un immobile

Molti si trovano oggi ad affrontare un mercato immobiliare ben diverso da quello che si poteva riscontrare sino a pochi anni fa. Il mutuo da pagare diventa così di importo superiore al reale valore immobiliare. Come porre rimedio?

Prima di tutto, sfatiamo un mito: una casa non è un investimento in un’unica soluzione, ma un investimento nel tempo. Investire nel mattone significa prendersi cura di quella casa: se non se ne ha tempo, denaro e capacità meglio puntare su altre forme meno redditizie.

Un immobile di proprietà ha delle spese correnti anche se vuoto: il condominio e le utenze, accanto alla minaccia di una nuova IMU, portano a ritenere più utile rivendere/affittare una casa, piuttosto che tenerla così. C’è un grosso MA…

La casa deve essere agibile. Ovvio? Ma anche no. Con il tempo, è normalissimo che l’impianto debba essere sostituito, la muratura rifatta, la struttura aggiustata. Tutto questo ha i suoi costi, ma ripaga. Può essere l’occasione per scongiurare la crisi immobiliare degli ultimi tempi.

Poniamo il caso di un immobile di due stanze acquistato trent’anni fa e il cui mutuo sta per finire. Non c’è migliore occasione per pensare di riqualificare l’immobile a risparmio energetico: la classe energetica più sicura farà schizzare il valore del vostro immobile a un prezzo più alto rispetto al mutuo che state concludendo.

Le condizioni dell’immobile sono la caratteristica più evidente usata dalle agenzie immobiliari per consigliare i proprietari: se l’intonaco cade e serve una pitturata, oppure se le tubazioni vanno rifatte, non dovete aspettare tempo.

Un immobile sano vale di più. Lo sa bene chi si occupa di home staging: piccoli lavori di casa possono darvi un rendimento insperato. Non si tratta di ricostruire la casa da zero, ma di rifare quelle strutture che comunque rifareste se abitaste in quell’immobile.

Cosa ci guadagna il proprietario? L’immobile varrà di più, ma i lavori fatti andranno al nuovo proprietario, non ci guadagna niente il vecchio proprietario a rivenderlo. Niente di più sbagliato.

È vero che i lavori, una volta terminati, resteranno al nuovo proprietario. È anche vero, però, che sarà proprio il nuovo proprietario a ripagarvi fino all’ultimo centesimo i lavori fatti e anche a peso d’oro.

Come mai? Il valore dell’immobile dipende da diversi fattori: se voi alzate questo valore, guadagnate di più, mentre il nuovo proprietario sarà costretto a pagare più tasse per un immobile che ha cambiato classe per via dei lavori effettuati. In più, i lavori a risparmio energetico si possono anche detrarre dalle tasse. Voi cosa fareste per aumentare il valore del vostro appartamento?

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Le caratteristiche che rendono un immobile più economico

Ecco quali sono le caratteristiche per risparmiare un po’ sull’abitazione (riservandosi la possibilità di fare investimenti successivi per aumentare il valore della vostra casa).

La zona. Le zone centrali incidono sul prezzo, mentre le zone in periferia e meno accessoriate riducono notevolmente il prezzo di acquisto del vostro immobile. Questo “sconto” ha i suoi svantaggi: per raggiungere le zone più fornite, dovremo usare l’auto, ma se già per lavoro siete pendolari, la cosa non dovrebbe creare troppi problemi.

I metri quadri. Più che il numero delle stanze, sono i metri quadri a fare la differenza. Una casa di tre stanze a 180 metri quadri non è lo stesso di una casa di tre stanze a 60 metri quadri (la seconda casa avrà tre buchi, non tre stanze!). Ovviamente, se dovete vendere un appartamento, evitate di segnare come stanza la cucina per cercare di aumentare il valore dell’immobile: la cucina fa parte degli accessori, non delle stanze!

Lo stato. Quando si parla di appartamenti, c’è sempre un po’ di velata ipocrisia: quando si parla di “buono stato” si risparmia sicuramente, ma è bene fare una visita attenta dell’immobile, per capire in cosa consista questo “buono stato”. Altrimenti, potreste usare lo “sconto” di questa voce per una serie di lavori di ristrutturazione obbligatori.

La classe energetica. Anche su questo punto sarebbe meglio non risparmiare: un impianto a norma evita i problemi legali, ma aumenta anche la sicurezza dei vostri cari o di chi abiterà l’immobile. Anche qui, lo “sconto” nasconde un serio lavoro sull’impianto elettrico. Siete sicuri di voler risparmiare anche su questo?

I vicini. Su questo il cinema le ha pensate davvero tutte: se l’appartamento è ribassato fino a livelli assurdi e non ha problemi, potrebbero esserci vicini pedanti che hanno fatto scappare il vecchio proprietario! Informatevi sulle regole di condominio e sul comportamento dei vicini per quanto possibile…

Il mercato immobiliare. Anche per gli immobili vige la regola della domanda e dell’offerta. Se ci sono molti immobili vuoti, ma poche possibilità di ottenere un mutuo, le case si abbassano di prezzo (facendovi risparmiare), mentre se il contante gira, anche le case aumentano il loro valore.

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Rivaluta il tuo immobile sfitto con gli affitti brevi

Avete un appartamento di proprietà ma le spese di condominio e l’IMU vi stanno dissanguando?
Avete deciso di affittarlo ma non riuscite a districarvi tra la giungla legislativa dei contratti di affitto?

Le Chat Immobiliare saprà consigliarvi un contratto di locazione adatto alle vostre esigenze e curerà tutte le fasi della trattativa.

LOCAZIONI BREVI
Se avete la necessità di locare l’appartamento per un periodo breve, per mantenere intatta la disponibilità del bene e monetizzarlo al meglio, potrete usufruire dei nuovi contratti transitori.

Le Chat Immobiliare, dopo aver ricercato la documentazione tecnica dell’appartamento, vi saprà consigliare su come valorizzare il vostro immobile.
La pulizia innanzitutto. Le Chat Immobiliare si preoccuperà di ripulire i locali, perchè ricordiamo che un ambiente sporco porterà il potenziale cliente alla fuga ancora prima di prendere in considerazione la locazione.

I nostri servizi di home staging esalteranno i pregi e l’unicità della casa e renderanno appetibile il bene. Sarà nostra cura realizzare annunci completi di foto e video di alta qualità, perchè ricordiamo che in realtà il cliente effettua la prima visità su internet, risulta quindi fondamentale trasformare l’appartamento in una vera e propria “vetrina”.

Pubblicizzeremo il vostro immobile sui principali portali immobiliari (Immobiliare, Porta Portese, Kijiji/Ebay, Subito, Bakeca, Attico, ecc.), grazie ad un investimento pubblicitario di tutto rispetto.
Effettueremo le visite 7 giorni su 7 per non perdere alcun potenziale cliente.
Predisporremo il contratto di locazione più conveniente, scegliendo tra il transitorio e quello per studenti universitari e lo registreremo all’Agenzia delle Entrate.

Completata la locazione Le Chat Immobiliare continuerà al vostro fianco, aiutandovi con la gestione corrente. Sarà nostra cura suddividere le bollette tra i nuovi inquilini, predisponendo una scheda dettagliata per ogni affittuario, completa di tutte le pese a suo carico.

LOCAZIONI LUNGHE
Se invece desiderate affittare il vostro appartamento per un periodo più lungo possiamo consigliarvi i classici contratti 4+4, 3+2 o 6+6.
I nostri servizi naturalmente saranno gli stessi proposti per le locazioni brevi.

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Tempi di vendita e accesso al credito

I tempi di vendita immobiliare a Roma si sono abbondantemente allungati a partire dal 2008.

A distanza di 5 anni e in una congiuntura economica particolarmente delicata molte aziende hanno dovuto rinunciare alle loro immobilizzazioni immobiliari, mentre i privati ovviamente non possono fare altro che adattarsi alle condizioni del mercato, non potendo molto spesso ragionare sui tempi lunghi degli investimenti ma su quelli contingenti della vita concreta, matrimoni, divorzi, eredità, famiglie in crescita e decrescita.

Contemporaneamente l’attuale accesso al credito e al mutuo immobiliare è particolarmente ristretto, complicando ulteriormente le tempistiche di vendita effettiva.

Stando alle statistiche le agenzie immobiliari sono costrette a lavorare per mesi prima di concludere un mandato di vendita.

Eppure proprio la stessa crisi ha aperto e sta aprendo possibilità inaspettate per quei pochi che hanno deciso di acquistare in questo periodo, e possono permetterselo.

I prezzi di molte proprietà prestigiose, o semplicemente ambite per la localizzazione o per altre caratteristiche abitative peculiari, sono decisamente calati, anche a Roma.

L’attuale legislazione premia la ristrutturazione, dando la possibilità, in molte situazioni, di allargare la metratura dell’immobile.

Le banche, del resto, restie ad accendere mutui nella stragrande maggioranza dei casi, premiamo alcune fasce di clientela con tassi variabili che potrebbero facilmente convenire al privato in grado di ottenere tale fiducia creditizia, in questo periodo di stagnazione e solvibilità incerta.

Se avete la liquidità o il credito necessario per tentare un investimento immobiliare molto probabilmente questo momento economico è quello che fa al vostro caso.

Dovreste considerare le variabili macroeconomiche e congiunturali e approfittare della circostanza per tentare l’acquisto di una proprietà immobiliare, proprio oggi, ma al prezzo decisamente più basso di sempre.

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Cos’è il leasing immobiliare e perché utilizzarlo

Il leasing immobiliare è una procedura di acquisto molto diffusa, soprattutto quando invece di immobili abitativi, si parla di locali commerciali e di uffici. La procedura è abbastanza semplice e offre notevoli vantaggi sia per chi compra che per chi vende.

Cos’è il leasing immobilare? Ogni immobile ha il suo valore di mercato. Un compratore può scegliere di acquistarlo sostenendo le spese di un mutuo, oppure scegliere di averlo in locazione pagando un canone mensile.

Il leasing è a metà tra queste due strade: da un lato per un certo periodo di tempo stabilito dal contratto (fino a 15 anni), il compratore diventa inquilino, pagando un canone di affitto più oneroso rispetto ai prezzi del mercato immobiliare.

Una volta passato questo termine, l’inquilino può scegliere di riscattare completamente l’immobile. Per farlo non sarà costretto a pagare l’intero valore dell’immobile, ma gli verranno scalati gli importi del canone di locazione già pagato.

Un esempio pratico rende l’idea: se un libero professionista vuole un ufficio tutto suo (ufficio del valore di 100000 Euro), con il leasing può pagare al proprietario da 500 Euro al mese in su. Passati 15 anni, per riscattare l’ufficio e acquistarlo, dovrà pagare in un’unica soluzione solo 10000 Euro (perché gli altri 90000 Euro saranno già stati pagati con l’affitto).

Se l’inquilino non può riscattare l’immobile al termine del contratto, perde questo diritto a utilizzare gli importi dell’affitto e l’immobile resta del suo primo possessore.

Questa operazione offre notevoli vantaggi a livello fiscale, perché:

– Non ci sono ipoteche da mettere per gravare la situazione dell’immobile.
– Il valore dell’immobile sarà quello stipulato al momento del contratto (anche se negli anni successivi il valore dovesse aumentare, per questo conviene farlo adesso).
– Chi ha la partita IVA può detrarre il leasing dalla dichiarazione dei redditi.

Per chi vende in leasing, il vantaggio principale è di ottenere subito un canone di affitto superiore per affrontare il difficile periodo di crisi economica che stiamo vivendo.

I documenti richiesti per chiedere il leasing sono minori rispetto alla richiesta di un mutuo. Infatti, vi basteranno soltanto le fotocopie dei documenti di riconoscimento, il numero di partita IVA e la dichiarazione dei redditi che attesti la vostra capacità nel pagare l’affitto per passare al leasing.

Naturalmente, il proprietario può chiedere ulteriori garanzie, come: un garante o la possibilità di mettere un’ipoteca su un altro immobile di proprietà della famiglia, oppure una copertura assicurativa che lo cauteli contro ogni evenienza (inserendo poi questo costo tra le spese accessorie).

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Come tutelarsi quando si compra casa

Quando si compra casa, è molto semplice sbagliarsi. Per darvi una mano, ecco qualche consiglio tratto dalle associazioni dei consumatori per evitare problemi durante l’acquisto della vostra casa di proprietà.

1) Partite con una somma precisa. Se avete intenzione di acquistare casa, sappiate che questo è il momento migliore per farlo. L’IMU e la crisi hanno spinto molti proprietari ad abbassare i prezzi, a tutto vantaggio del nuovo compratore. In ogni caso, partite con una somma precisa e cercate di non sforare oltre la richiesta del mutuo. In questo modo, eviterete problemi che possono sorgere all’ultimo momento. Le spese legate all’acquisto di un’immobile non riguardano solo i mattoni: tenetelo a mente, inserendo nella voce anche la parcella del notaio.

2) Rivolgetevi a un’agenzia immobiliare per esigenze particolari. Se avete già iscritto i vostri figli a scuola e non volete cambiarla o volete un’abitazione vicina al vostro posto di lavoro, il consiglio è di rivolgervi a un’agenzia immobiliare, altrimenti rischiate di perdere tempo senza motivo.

3) Visitate l’immobile almeno due volte. La prima impressione è quella che conta, ma spesso conviene confrontare, oppure visitare la casa un paio di volte prima di acquistarla. In questo modo, eviterete brutte sorprese una volta firmato il contratto davanti al notaio.

4) Date un’occhiata a tutti i documenti che riguardano quella casa. C’è già un’ipoteca su quell’immobile? Inutile aprire un’altra pratica di mutuo, negoziate con la banca dando quello che spetta al vecchio proprietario (ovvero il mutuo che ha pagato fino a quel momento). Avrete così condizioni bancarie più vantaggiose. In più, verificate com’è la situazione al catasto, se ci sono planimetrie da fare, ecc. Meglio prevenire che curare (anche in fatto di immobili!).

5) Documenti da chiedere assolutamente e tempi di consegna. L’immobile chiave in mano è uno spot pubblicitario. Ci sono diverse pratiche da fare e tutto dipende da quanta fretta avete nel trovare casa. Prima di tutto, dovrete assolutamente farvi dare dal condominio una certificazione che tutti i pagamenti precedenti sono stati rispettati (altrimenti toccherà pagare a voi i conti pregressi), una certificazione sull’agibilità dell’abitazione (non dovete abitare lì?) e farvi avere una certificazione sugli impianti (per esempio, se c’è la caldaia, dovete richiedere tutti i documenti che riguardano i controlli obbligatori per legge ogni anno).

Bene, questi sono alcuni consigli per difendervi al meglio e per acquistare la vostra casa con una certa serenità: spesso basta una distrazione per trovarsi in difficoltà, perché complicarsi la vita quando potreste evitare giocando d’anticipo?

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Cos’è la nuda proprietà e quando utilizzarla

La nuda proprietà è una forma di acquisto di immobili che sta prendendo molto piede nel mercato immobiliare. Come mai? La nuda proprietà rappresenta un apparente svantaggio per chi acquista.

Infatti, acquistando la “nuda proprietà“, il compratore non rientra in possesso dell’immobile se non dopo il decesso degli inquilini o degli ex proprietari. In questo periodo, non sarà possibile abitare nell’immobile se non “convivendo” con gli ex proprietari.

Il cavillo legale, invece, sembra favorire chi vende l’immobile, perché resta nel proprio appartamento. In realtà non è così. Il proprietario medio che vende in questa maniera è anziano, non ha figli ai quali lasciare l’immobile e la sua pensione non basta a coprire spese come l’IMU.

L’immobile diventa così l’unico modo per affrontare le spese più urgenti e per vivere in tranquillità la propria vita. Quando conviene utilizzare la nuda proprietà?

Quando intendiamo l’immobile come un investimento. Il mercato immobiliare è sceso. Gli immobili hanno perso valore commerciale. Si tratta del momento buono per iniziare a investire, per poi rivendere l’immobile nel caso il mercato dovesse salire (come indicano tutti i fattori legati al mercato azionario). Male che vada, potrete rivendere la nuda proprietà a un prezzo superiore rispetto a quando l’avete acquistata, ottenendone un rendimento. In più, la nuda proprietà permette di ricevere uno sconto sul valore attuale dell’immobile fino al 50%.

Quando l’immobile è necessario solo per brevi trasferte o per le vacanze. Se siete pochi giorni alla settimana in una città per lavoro, potete utilizzare l’immobile semplicemente per non pagare un albergo, avendo il vantaggio di una persona (l’ex proprietario) che terrà la casa in ordine e gestirà l’eventuale posta in arrivo.

La nuda proprietà riduce i costi notarili o generalmente “fiscali”. Gli oneri fiscali sono ridotti al minimo: il contratto prevede semplicemente il passaggio di proprietà, senza dover rendicontare gli affitti, ma semplicemente dando in usufrutto l’immobile agli ex proprietari.

La nuda proprietà non è rosa e fiori. Spesso i problemi nascono dall’aver tenuto taciute alcune clausole nel contratto. Per esempio, è importante che l’ex proprietario non possa mettere in sub-affitto l’appartamento, come è altrettanto importante gestire spese ordinarie (a carico dell’ex proprietario) e quelle straordinarie (a carico del nuovo proprietario).

In più, fate in modo che le carte siano a posto: registrazione al catasto, visura, tutto deve essere in ordine al momento dell’acquisto. Verificate con molta attenzione questi dettagli per non partire poi svantaggiati dopo l’acquisto.