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Agli artisti la casa piace così!

Marketing - Pubblicato da Giorgia Manieri - Nessun commento

L’attico del mosaicista Ildebrando Casciotta sta nel centro storico di Albano, insomma in quella zona fatta di viuzze selciate con i sampietrini, case di tre piani, una addossata all’altra tanto che pare che si debbano sostenere in mutuo soccorso, mantenute ferme ogni tanto da qualche arco di sostegno, di quelle che mostrano qua e là un lembo di mura romane, appartenenti agli antichi castra, magari venute alla luce in seguito al bombardamento dell’ultima guerra, vicoli che sulla sommità regalano una sottile striscia di cielo e che per raggiungere l’attico devi salire le scale a piedi, gradini di un tempo passato, quasi sempre faticosi da montare; ma una volta quassù come apri la finestra ti si offre un panorama unico: Albano visto dall’alto, fatto di tetti e tettini dalle tegole consumate dal tempo, qui si staglia un campanile, là una chiesa, oltre vedi la collina verdeggiante e lì dietro un lembo della villa papale di Gastelgandolfo, aria fresca dei Castelli, cielo limpido della campagna romana.

Solo in una zona così poteva alloggiare un’artista, che vive tutto il giorno nel suo casolare nei pressi di Latina, dove lavora il mosaico. Meglio conosciuto con il nome di Brando, nell’ambiente musivo è uno tra i grandi di questa arte, che egli ama sia nelle forme passate e fissate in precisi canoni iconografici e materici, sia in quelle moderne, in cui la sperimentazione dà sapore alla vita, e libero da schemi, unisce in sé il pictor immaginarius, cioè il progettista, e il musivarius, cioè il mosaicista, figure scisse tra di loro fino a pochi decenni fa. Infatti un tempo c’era il disegnatore, considerato l’artista e poi c’era il mosaicista, che trasformava in tessere l’idea e che spesso era considerato puramente un esecutore, Brando invece inventa ed esegue. Anche la casa è conforme all’originalità tipica degli artisti: camere a diversi livelli (ancora si sale e si scende!) e un balcone… sul mondo! In questo piccolo attico vivono in tre, e forse gli ambienti più particolari e minuscoli sono proprio i servizi, calcolati per non levare spazio alle camere in cui soggiornare e modellati in base al proprio stile di vita, infatti in considerazione che si sta poco davanti ai fornelli, la cucina, con tutti gli elettrodomestici necessari al vivere moderno, è contenuta in una struttura con le pareti scorrevoli, per chiudere il tutto in base all’occorrenza. Sebbene siano solo in tre hanno voluto comunque due bagni, anche se in realtà l’ambiente è uno solo, che inizia e termina con due ingressi, i servizi sono doppi, collocati in un capo e nell’altro del bagno, mentre unica è la doccia centrale che separa in due il bagno. Uno degli accessi è collocato nella stessa parete dell’armadio della camera matrimoniale!

Ma la parte più originale di casa è il mosaico (composto da blocchi colorati di vetro) che separa le scale esterne dalla sala interna. La sua funzione è duplice: dà luce e ravviva il pianerottolo, stretto e tortuoso, e dà originalità al salone. Ebbene forse non tutti sanno che oggigiorno viene considerato mosaico qualsiasi manufatto composto da parti di materia assemblate insieme nella forma più varia, per cui non è detto che per fare un mosaico si debba per forza ricorrere alla tessera cubica di marmo o pasta vitrea così come siamo abituati a vedere nei monumenti romani o nelle chiese. Il mosaico può risultare dall’unione di ciottoli, pezzi di vetro, piume, conchiglie e via dicendo. La libertà del creare è il segno del nostro tempo e prima di congedarci dall’artista ci viene spontaneo un ultimo sguardo ai caldi, lucenti e trasparenti colori del vetro, che trasformano una parete buia in un inno alla luce!

 

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