Contatto Rapido
Agenzia Immobiliare di Roma

La professione di Amministratore di condominio

Consulenza tecnica - Pubblicato da Giorgia Manieri - Nessun commento

La modernità dei tempi, la continua evoluzione delle leggi in materia condominiale e il recepimento delle normative europee stano delineando, in modo chiaro e deciso, la professione di Amministratore di condominio.

La parola professione, deriva dal latino professionem, professio, che a sua volta discende da profiteri, che indica una dichiarazione o una manifestazione di idee, di fede, di sentimenti, fatta pubblicamente, con forme esteriori riconoscibili da tutti. Più specificatamente, indica l’esercizio continuato di una attività umana, e quindi anche una attività di lavoro ovvero l’esercizio di una arte nobile.
L’Amministratore oggi può essere considerato un imprenditore che organizza in maniera professionale i beni condominiali al fine di produrre una serie di servizi.
Si consideri infatti come l’art. 2555 C.c. definisca l’azienda il complesso dei beni organizzati dall’imprenditore per l’esercizio dell’impresa e a sua volta come l’art. 2082 C.c. definisca l’imprenditore chi esercita professionalmente un’attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi.

Pur essendo oggi ancora una attività non riconosciuta da albi professionali di categoria, l’Amministratore di condominio si trova, giornalmente, a dover risolvere problemi tecnici, legali, fiscali.
L’insieme dei beni organizzati dall’imprenditore “Amministratore” consiste nella produzione di un preciso servizio: la fruizione razionale della proprietà comune estesa alla proprietà privata.
Certamente questa definizione può risultare audace, ma pensando in larga scala ai valori che compongono la semplicità di un bilancio Condominiale, si comprende come i “beni organizzati”  siano lo strumento per la produzione del “servizio” condominio. Luce, acqua, gas, assicurazione, ditte di pulizie, ditte di giardinaggio, portierato, manutenzioni ascensori, manutenzioni elettriche, manutenzioni murarie e fabbrili, e molte altre, non sono altro che il complesso patrimoniale che l’Amministratore deve organizzare e gestire.

E’ l’Assemblea, il luogo in cui l’Amministratore deve adoperarsi, almeno una volta l’anno, per fare foggia di tutto il suo sapere e del lavoro svolto con “..la diligenza del buon padre di famiglia” (art. 1710 C.c.) unendo doti oratorie a quelle tecnico/professionali. Ciò e strettamente collegato alle potenzialità che l’Amministratore ha nella esternazione della sua attività imprenditoriale.
La reputazione è ad ogni modo elemento fondamentale della professionalità e della qualità del lavoro. Il Condòmino, infatti, sceglie l’Amministratore sulla base principalmente de “il passe mot”, ovvero del passaparola, rispetto alla reputazione acquisita e alle attività svolte presso altri condomini. Sulla base di questa reputazione, le aspettative del singolo Condòmino si concretizzano nel mandato conferito dall’Assemblea all’Amministratore di condominio, il quale è chiamato al “problem solving”, ovvero alla eliminazione delle cause di un problema di tipo legale, tecnico o fiscale.

L’Amministratore professionista risponde alle aspettative dei proprietari offrendo trasparenza nella stesura dei bilanci, una corretta gestione patrimoniale ed una attenta e scrupolosa trattazione degli interessi altrui, anche collaborando con figure professionali competenti.
Assistiamo, come conseguenza, ad una proliferazione di studi associati e polifunzionali il cui perno è la “produzione del servizio”, fruizione del bene comune, per cui gli Amministratori professionisti si identificano sempre più nel concetto di Knowledge Management, ovvero l’insieme di processi che favoriscono l’accrescimento della conoscenza in un’organizzazione e che guidano l’applicazione di tale conoscenza nel perseguimento di un obiettivo comune.

L’avvocato, l’architetto, l’ingegnere, il geometra, il commercialista interagiscono alla formazione di una struttura altamente specializzata atta, come precedentemente detto, al “problem solving”. In questa prospettiva, l’Amministratore professionista deve organizzare le attività dello studio, convogliando le singole capacità verso l’obiettivo comune. A tale scopo, l’informatizzazione delle procedure gestionali conferma la necessità di una conoscenza approfondita di tutti i sistemi operativi, oltre che per un corretto utilizzo, anche per l’agevolazione allo sfruttamento di tutte le potenzialità necessarie alla erogazione della “produzione del servizio”.

Se da una parte l’Amministratore deve rispondere alle aspettative dei Condomini, dall’altra egli deve dialogare attivamente con le istituzioni ed essere dunque veicolo di comunicazione tra le istituzioni ed il cittadino. Si pensi a tal proposito alla questione del fascicolo del fabbricato, al reintegro dell’IVA e alle detrazioni fiscali previste dalla nuova finanziaria, alla nuova normativa ascensori e all’installazione delle antenne centralizzate paraboliche o terrestri, alla realizzazione di nuove opere di potenziamento della rete di trasporto pubblico.
Ad ogni emanazione di una norma/legge, segue la sua applicazione, alla quale l’Amministratore è chiamato ad ottemperare per conto dei suoi amministrati. Il rispetto della legalità diventa pertanto una necessità portante nell’ambito della professione dell’Amministratore: in tal senso è visibile un interesse crescente delle Università italiane che offrono, ai propri laureandi, Master sempre più qualificanti allo sbocco della libera professione di Amministratore di Condominio, come recentemente è avvenuto nelle Università di Roma Tor Vergata e  di Genova.

Si attende, pertanto, l’attribuzione della legittima importanza alla figura professionale di Amministratore di condominio da parte delle autorità statali, comunali e regionali, anche in virtù della sempre più grande attenzione rivolta dai giovani all’esordio verso il mondo del lavoro.

 

Locale commerciale in vendita a Monteverde

Aggiungi un commento