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Come compilare un contratto di locazione

Consulenza tecnica - Pubblicato da Giorgia Manieri - 2 Commenti

La locazione è un contratto con il quale una parte (il locatore, che nel linguaggio corrente è definito “proprietario”) si obbliga a far godere un bene all’altra (il conduttore, comunemente chiamato “inquilino”), per un periodo di tempo determinato, in cambio di denaro.
La compilazione esatta dei dati contenuti nei contratti di locazione è diventata molto importante, se si vuole che il contratto sia valido in caso di controllo fiscale o di controversie legali.

Nel contratto di locazione gli elementi essenziali sono quattro:

1. La data di stipula.
È la data del giorno della firma del contratto medesimo. È importante perché a partire da tale momento la legge concede venti giorni per trascriverlo all’Ufficio del registro e quindi per fare decorrere il contratto.

2. L’identificazioni delle parti.
Sono i dati della persona che prende e di quella che concede in locazione, cioè nome e cognome (o ragione sociale se si tratta di società), data di nascita, via di residenza (o sede sociale), codice fiscale (o partita Iva).

3. L’identificazione dell’immobile che viene preso in locazione.
Nel contratto va scritta l’ubicazione esatta dell’’immobile, i dati catastali e la composizione. È importante specificare con esattezza l’uso per cui viene ceduto o preso in locazione: uso abitazione, o ufficio, o laboratorio, ecc.

4. Il prezzo del canone di locazione.
Stabilendo il canone di locazione bisogna specificare:
Il “corrispettivo annuo” cioè il prezzo complessivo annuo concordato per la locazione dell’immobile, senza le spese .
Le “spese annue” ovvero il totale delle somme dovute per pagare costi quali il portiere, l’ascensore, le assicurazioni, il riscaldamento, la spazzatura, l’acqua ecc. Le spese indicate nel contratto non possono normalmente superare il 10% del canone pattuito, a meno che non siano giustificabili, in genere con fattura.

La “rata pattuita”

È la quantità di denaro da pagare a ogni scadenza specificata nel contratto (mensile, trimestrale ecc.) che si ottiene sommando le due voci precedenti (cioè corrispettivo annuo e spese annue) e dividendo il risultato per il numero delle rate annue previste (12 se il pagamento è mensile, 4 se è trimestrale, ecc.).
La durata che varia a seconda del tipo di immobile che si affitta e dei contratti che si sottoscrivono: per “uso abitazione” è previsto il 4+4 anni (eccezione fatta per le esigenze di natura transitoria, contratti convenzionati, o ad uso turistico); per “uso diverso” è previsto il 6+6 anni (per “uso diverso” si intendono tutte le attività lavorative: studi professionali, uffici, magazzini, laboratori, industrie ecc); per uso “alberghiero” la durata è pari a 9 anni.
Nei prossimi articoli andremo ad analizzare il contratto più utilizzato, ossia 4+4, cercando di approfondire quali sono gli obblighi e i diritti che ne derivano, le spese e le tasse che gravano, dopo la firma, sia sul locatore che sul conduttore.

 

Locale commerciale in vendita a Monteverde

2 Commenti


  • stefano

    devo compilare un contratto di affitto


  • Vanessa

    Ho un contratto 4+4 e ho avvisato tre mesi prima che devo andare via e interrompere il contratto ma non avevo notato che sul contratto a penna c’ e’ la clausola che per riavere la caparra bisognava avvisare sei mesi prima. Mi sembra un preavviso un po’ eccessivo… Che posso fare e’ valida quella clausola ?

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