Contatto Rapido
Agenzia Immobiliare di Roma

L’usucapione

Consulenza tecnica - Pubblicato da Giorgia Manieri - 62 Commenti

Ovvero: come diventare proprietari di un bene altrui

È sempre più raro il ricorso allo strumento dell’usucapione per la rivendica di una proprietà, ma il nostro codice civile  lo prevede e come tale mantiene tutta la sua attualità

L’usucapione è disciplinato nel nostro Codice Civile dall’articolo 1158 c.c. al 1167, e  costituisce un modo d’acquisto della proprietà, o di un altro diritto reale, per effetto del possesso continuato per un determinato periodo e in conformità a certe condizioni. Il Diritto d’usucapione, al contrario del diritto di proprietà che non è prescrivibile, necessità che sia esercitato entro un certo tempo stabilito, in caso contrario si verifica la prescrizione.

L’acquisto della proprietà per usucapione trova il suo fondamento: da una parte, dal mancato esercizio delle potestà dominicali da parte del proprietario (disinteresse per la res) e dall’altra, dalla prolungata signoria senza alcun titolo da parte di altri che si sostituiscono al proprietario nell’utilizzazione del bene. (cass. n 11419/03)
Sono necessari due requisiti perché si compia l’usucapione e questi sono: il possesso in senso tecnico da parte di chi non è il titolare del diritto di proprietà e la durata del possesso per un certo tempo legislativamente stabilito.

Il requisito del possesso è composto da due elementi: il corpus possedendi  e cioè l’esercizio dei diritti derivanti dal possesso (es. cura e coltivazione di un terreno) e l’animus possedendi, costituito dalla volontà del possessore di comportarsi come il legittimo proprietario del bene medesimo (Cass.n.5964/96). Non ci può essere usucapione se la cosa posseduta è detenuta in qualità di comodatario se non si muta attraverso una interversio possessionis la sua detenzione in possesso, in forza d’opposizione fatta dal comodatario contro il possessore (Cass. n 3811/95). Il comodato di un alloggio ad uso abitativo, quindi, costituisce detenzione e non possesso ai fini dell’ usucapionem, né in favore del comodatario, né dei suoi conviventi.

Il possesso, inoltre, deve essere continuo, non interrotto, pacifico, pubblico e non equivoco.
– Per continuità (art.1158 c.c) senza interruzione, s’intende l’esercizio costante dei poteri sulla cosa e quindi l’uso, la gestione, lo sfruttamento economico della cosa anche ad intervelli, purché non se ne perda mai il possesso.
– La non interruzione (art.1167 c.c.) è quella situazione di possesso ininterrotto durante il quale non vi sono state azioni da parte di terzi che potessero vantare un qualche diritto sulla cosa. (Cass.n.10652/94 – 4436/96 – 69997/98). L’usucapione è interrotto quando il possessore è privato del possesso per oltre un anno e questo termine corrisponde a quello concesso al possessore privato del bene, che intende avvalersi del diritto di reintegrazione del possesso.
– Il possesso deve essere inoltre pacifico e cioè non acquistato con violenza o clandestinità; pubblico, in quanto esercitato non in modo occulto; visibile ed esteriormente apprezzabile in modo da rilevare l’animus  possidenti.
Infine vi è l’inequivocità che è un requisito intrinseco al possesso, il quale deve coesistere nell’attività corrispondente all’esercizio della proprietà o di un altro diritto reale. (Cass.n.4807/92)

Riguardo al tempo per usucapire un bene è necessario operare una distinzione a seconda che si tratti di un bene immobile, di un bene mobile o di un bene mobile registrato.
Il periodo ordinario per acquisire la proprietà o altri diritti reali sui beni immobili è di 20 anni, ma a ciò vi sono due possibilità particolari che stabiliscono l’usucapione decennale e sono:
la prima, quando si è acquistato un bene immobile in virtù di un negozio traslativo (atto di vendita) posto in essere da chi non era legittimato a tale titolo di vendita, benché inefficace di per sé, poiché non proviene dal legittimo proprietario, è ritenuto dalla legge astrattamente idoneo ad operare il trasferimento del diritto e l’avvenuta trascrizione, condizione essenziale perché da quella data decorrano i dieci anni, e la buona fede. (cass. n 14395/04)

L’altra è quella introdotta con la Legge 346/76, che ha introdotto l’art.1159 bis, denominata usucapione abbreviata, e si applica solo ai fondi rustici con annessi fabbricati situati in comuni montani o aventi un reddito domenicale di catasto non superiore a Lire 350 mila ai sensi della Legge n° 97 del 31/1/94.
Mentre per i beni mobili l’usucapione si attuata in 20 anni se il possesso è stato acquistato in mala fede e in 10 anni se il possesso è stato acquistato in buona fede, ma non ci sia il titolo. Nel caso in cui il titolo e il possesso in buona fede sia contemporaneo, l’acquisto della proprietà è istantaneo.

L’usucapione per i beni mobili registrati si compie in 10 anni ma se l’acquisto è stato fatto in buona fede in base al titolo idoneo trascritto al PRA (Pubblico Registro Automobilistico) l’usucapione si compie in tre anni che decorrono dalla data di trascrizione.
Per ottenere  la proprietà del bene per usucapione oltre ad avere i suddetti requisiti è necessario l’accertamento giudiziario che deve avvenire introducendo un ricorso davanti al giudice Unico e si conclude con  una sentenza.

I mezzi  utilizzati in sede processuale sono: la prova testimoniale, lo stato dei luoghi, la riproduzione fotografica, i documenti prodotti, ecc. L’onere della prova spetta a chi ha introdotto il giudizio, nella prassi il mezzo più diffuso è la prova testimoniale perché il più delle volte la prova verte su circostanze oggettive come ad esempio la detenzione del bene, il tempo, il dominio sulla cosa, ecc.

Certo non si devono sottovalutare prove documentali come ricevute dei tributi e quant’altro.
La sentenza o il decreto di usucapione deve essere trascritta perché avvenga l’acquisto della proprietà.
La trascrizione è necessaria in quanto garantisce la sicurezza e la maggiore efficacia all’atto.

Quando il convenuto deduca con eccezione o domanda riconvenzionale di avere acquistato per usucapione la proprietà del bene rivendicato, si attenua l’onere probatorio a carico dell’attore in rivendicazione, poiché tale onere si riduce alla prova di un valido titolo di acquisto da parte sua e dell’appartenenza del bene ai suoi danti causa in epoca anteriore a quella in cui il convenuto assume di avere iniziato a possedere, nonché alla prova che quell’appartenenza non è stata interrotta da un possesso idoneo ad usucapire da parte del convenuto.

Cassazione civile, sez. II, 8 ottobre 2001, n. 12327

Per l’acquisto della proprietà per usucapione, che trova il suo fondamento in una situazione di fatto caratterizzata, da un lato, dal mancato esercizio delle potestà dominicali da parte del proprietario e, dall’altro, dalla prolungata signoria di fatto sullo stesso bene da parte di altri che si sostituisca al proprietario nell’utilizzazione del bene medesimo, l’inerzia del proprietario si manifesta nel mancato esercizio di dette potestà e nella mancata sua reazione contro il potere di fatto esercitato sull’immobile dal possessore, laddove l’esercizio dei poteri dominicali vale a rendere di per sè equivoco e non pacifico il possesso altrui ed impedisce che questo aderisca al contenuto del diritto di proprietà e la conseguente usucapibilità di tale diritto. Detti principi trovano applicazione anche nelle regioni nelle quali vige il cosiddetto sistema tavolare, non essendo le relative norme speciali in contrasto con essi.

Cassazione civile, sez. II, 18 maggio 1988, n. 3464

L’elemento psicologico del possesso utile per l’usucapione ordinaria della proprietà di un immobile consiste nella intenzione del possessore di comportarsi come proprietario del bene, e prescinde dallo stato soggettivo di buona fede, che non è richiesto dall’art. 1158 c.c. Pertanto quel che rileva ai fini dell’usucapione non è la convinzione di esercitare un proprio diritto o l’ignoranza di ledere un diritto altrui, bensì la volontà di disporre del bene come se fosse proprio.

Cassazione civile, sez. II, 1 luglio 1996, n. 5964

Il comodatario quale detentore della cosa comodata non può acquistare il possesso ad usucapionem senza prima avere mutato mediante una “interversio possessionis” la sua detenzione in possesso, per causa proveniente da un terzo o in forza di opposizione da lui fatta contro il possessore.

Cassazione civile, sez. II, 30 marzo 1995, n. 3811

Ai fini dell’acquisto della proprietà per usucapione, rileva l'”animus possidendi” e non il titolo, di talché è compatibile con la situazione di diritto riportata dall’atto, una diversa situazione di fatto atta a consentire comunque l’esercizio del possesso di un bene “uti dominus” da parte del fruitore.

Cassazione civile, sez. II, 21 dicembre 1999, n. 14368

Il requisito della continuità, necessario per la configurabilità del possesso “ad usucapionem” (art. 1158 c.c.), si fonda sulla necessità che il possessore esplichi costantemente il potere di fatto corrispondente al diritto reale posseduto e lo manifesti con il compimento puntuale di atti di possesso conformi alla qualità ed alla destinazione della cosa e tali da rivelare, anche esternamente, una indiscussa e piena signoria di fatto sulla cosa stessa contrapposta all’inerzia del titolare del diritto. La continuità si distingue, pertanto, dall’interruzione del possesso, giacché la prima si riferisce al comportamento del possessore, mentre la seconda deriva dal fatto del terzo che privi il possessore del possesso (interruzione naturale) o dall’attività del titolare del diritto reale che compia un atto di esercizio del diritto medesimo (nella specie, il possessore di una servitù di veduta ne aveva dismesso per un certo periodo l’esercizio, eliminando con la schermatura di una terrazza ogni possibilità di “inspectio” e di “prospectio” sul fondo limitrofo).

Cassazione civile, sez. II, 13 dicembre 1994, n. 10652

Il possesso ad usucapionem richiede un comportamento continuo e non interrotto, protrattosi per il tempo stabilito dalla legge, che dimostri inequivocabilmente l’intenzione di esercitare un potere sulla cosa corrispondente a quello del proprietario o del titolare di uno “ius in re aliena”.

Cassazione civile, sez. II, 11 maggio 1996, n. 4436

Ai fini dell’usucapione il requisito della continuità del possesso va desunto dal comportamento del possessore, non dalle contrarie intenzioni del proprietario. Ai fini indicati è irrilevante la violenza esercitata in un momento successivo all’acquisto del possesso. A sua volta la non clandestinità va riferita non agli espedienti che il possessore potrebbe attuare per apparire proprietario, ma al fatto che il possesso sia stato acquistato ed esercitato pubblicamente, cioè in modo visibile e non occulto, così da palesare l’animo del possessore di volere assoggettare la cosa al proprio potere e senza che sia necessaria l’effettiva conoscenza da parte del preteso danneggiato.

Cassazione civile, sez. II, 17 luglio 1998, n. 6997

L’acquisto della proprietà per usucapione dei beni immobili ha per fondamento una situazione di fatto caratterizzata dal mancato esercizio del diritto da parte del proprietario e dalla prolungata signoria di fatto sulla cosa da parte di chi si sostituisce a lui nell’utilizzazione di essa. La pienezza e l’esclusività di questo potere che soddisfano il requisito dell’univocità del possesso e lo rendono idoneo a determinare il compiersi della prescrizione acquisitiva vanno dal giudice di merito apprezzate e valutate non in astratto ma con riferimento alla specifica natura del bene, alla sua destinazione economica e produttiva, alle utilità che esso secondo un criterio di normalità è capace di procurare al proprietario ed il cui conseguimento costituisce secondo un analogo criterio il precipuo contenuto delle sue facoltà di godimento.

Cassazione civile, sez. II, 22 aprile 1992, n. 4807

Dimostrato il potere di fatto, pubblico ed indisturbato, esercitato sulla cosa per il tempo necessario ad usucapirla, ne deriva, a norma del comma 1 dell’art. 1141 c.c., la presunzione che esso integri il possesso ed incombe alla parte che invece lo correla alla detenzione provare il suo assunto, in mancanza dovendosi ritenere l’esistenza della prova della possessio ad usucapionem.

Cassazione civile, sez. II, 10 novembre 1998, n. 11286

Chi agisce in giudizio per essere dichiarato proprietario di un bene, affermando di averlo usucapito, deve dare la prova di tutti gli elementi costitutivi della dedotta fattispecie acquisitiva e, quindi, non solo del corpus, ma anche dell’animus; quest’ultimo elemento, tuttavia, può eventualmente essere desunto in via presuntiva dal primo, se vi è stato svolgimento di attività corrispondenti all’esercizio del diritto di proprietà, sicché è allora il convenuto a dover dimostrare il contrario, provando che la disponibilità del bene è stata conseguita dall’attore mediante un titolo che gli conferiva un diritto di carattere soltanto personale. Pertanto, per stabilire se in conseguenza di una convenzione (anche se nulla per difetto di requisiti di forma) con la quale un soggetto riceve da un altro il godimento di un immobile si abbia possesso idoneo all’usucapione, ovvero mera detenzione, occorre fare riferimento all’elemento psicologico del soggetto stesso ed a tal fine stabilire se la convenzione sia un contratto ad effetti reali o ad effetti obbligatori, in quanto solo nel primo caso il contratto è idoneo a determinare l’animus possidendi nell’indicato soggetto.

Cassazione civile, sez. II, 6 agosto 2004, n. 15145

Ai fini dell’usucapione, il possesso del bene può essere acquisito anche a seguito di atto traslativo della proprietà che sia nullo, in quanto, anche dopo l’invalido trasferimento della proprietà, l’accipiens può possedere il bene animo domini, ed anzi, proprio la circostanza che la traditio venga eseguita in virtù di un contratto che, pur invalido, è comunque volto a trasferire la proprietà del bene, costituisce elemento idoneo a far ritenere che il rapporto di fatto instauratosi tra l’accipiens e la res tradita sia sorretto dall’animus rem sibi habendi.

Cassazione civile, sez. II, 29 luglio 2004, n. 14395

In tema di possesso ad usucapionem di beni immobili, la fattispecie acquisitiva del diritto di proprietà si perfeziona allorché il comportamento materiale – continuo ed ininterrotto – attuato sulla res sia accompagnato dall’intenzione resa palese a tutti di esercitare sul bene una signoria di fatto corrispondente al diritto di proprietà, sicché – in materia di usucapione di beni oggetto di comunione – il comportamento del compossessore, che deve manifestarsi in un’attività apertamente ed obiettivamente contrastante con il possesso altrui, deve rivelare in modo certo ed inequivocabile l’intenzione di comportarsi come proprietario esclusivo.

Cassazione civile, sez. II, 22 luglio 2003, n. 11419

 

Locale commerciale in vendita a Monteverde

62 Commenti


  • marras annamaria

    un immobile che esiste da piu’ di 20 anni,costruito in aderenza con il muro di confine e che in questi 20 anni ha avuto 2 proprietari puo’acquistare il diritto dell’uso capione?


  • Giorgia Manieri

    Per Molfesi Arnaldo:
    Se tutto il fabbricato è coperto dal tetto a spiovente la riparazione di un eventuale danno fa carico indistintamente a tutti i proprietari, compresi eventuali negozi, interrati, garage, etc.
    Se, viceversa, il fabbricato fosse in parte coperto da lastrico solare, allora la riparazione dell’eventuale danno spetta a tutti coloro che ne sono incolonnati al di sotto,.
    Distinti saluti.


  • linda mastroiani

    Abitiamo in una casa a piano terra di propieta’ di mia suocera da oltre 20 anni, senza pagare affitto, gli altri fratelli di mio marito non hanno mai impedito a mio marito di restare in questa casa (da premettere che abbiamo costruito e finita la nostra casa a nostre spese), nemmeno i miei suoceri. Inolre mio marito ha un impresa edile (cioè un cappanone) che ha costruito insieme al padre e che da oltre 20 anni paga le bollette enel intestate a lui. In questo momento c’e’ molta tensione perche’ mio suocero e’ deceduto da poche settimane e i fratelli volglione prendersi la propietà dove abitiamo e dove lavora mio marito. Possiamo diventare propietari con la legge del usocapione?
    VI PREGO DI AUTARCI IN SEGUITO.

    Distinti saluti
    Sig.ra Linda


  • renata

    Salve il problema è questo: mio padre ha ricevuto da suo padre una casa circa 50 anni fà che oltre 30 è la sua abitazione, abbiamo scoperto che la casa è stata ceduta a suo padre da un amico in cambio di un altra casa il tutto senza che esista nessun titolo che ne comprovi la proprietà (cioè uno scambio a voce fra amici), ora mio padre è anziano e malato vorrebbe lasciarla a me e mia sorella, ma non esiste un titolo di proprietà nè intestato a lui nè all’amico di mio nonno che l’aveva costruita a suo tempo, come possiamo noi figli ad averne la proprietà dato che vorremmo in un futuro venderla? La casa è iscritta al catasto ma alla conservatoria non risulta nessun immobile. Per l’usucapione un avvocato mi ha detto che serve il titolo, al catasto l’aveva registrata negli anni ’50 la figlia dell’amico di mio nonno che era la sua erede in virtù del fatto che aveva pagato delle tasse. Cosa possiamo fare?? grazie


  • NICOLA

    Per usuffruire della legge usocapione, trattandosi di un cortile di cui un pezzetto apparteneva ad una delle due case accanto, il nuovo proprietario del cortile da due anni, puo’ produrre la documentazione per usocapione sommando anche gli anni del primo proprietario a suo favore?
    Grazie.


  • renata

    Può esistere l’usucapione di un immobile posseduto come proprietario per oltre 40 anni cui non esiste titolo di proprietà? Il diritto di proprietà deve essere usucapito a qualcuno? Come si fà se non esiste nessun altro proprietario se non colui che possiede e abita nell’immobile da 40 anni? Ma che non ha titolo?


  • vincenzo

    Salve,

    abito, da ottobre 1999 ad oggi, un immobile in un complesso condominiale di quattro palazzine.
    All’atto del preliminare è stata pagata una quota quale caparra confirmatoria.
    Dal gennaio 2000 per motivi di irregolarita nelle u.i. non è stato possibile accedere al mutuo, pertanto sono state intraprese delle azioni legali sia civili che penali, che ci hanno dato ragione.
    A tutt’oggi, anche per la dipartita del proprietario per cui abbiamo provveduto a effettuare la riassunzione, non è stato provveduto alla stipula degli atti definitivi.
    E’ possibile acquisire la proprietà per usucapione?
    Grazie.


  • bruno serpetti

    Buon giorno io ho una domanda da fare ed è la seguente: ho acquistato con una società immobiliare all’asta con procedura esecutiva immobiliare RGE 70126 in data 30/09/2003 un appartamento in SAN CESAREO che era di proprietà di mio padre e dove abita da più di 20 anni mia sorella con la sua famiglia ora avendo io richiesto a mia sorella nel 2010 la regolarizzazione di questa situazione lei in risposta mi ha fatto l’usucapione sul bene dichiarando che lei ci abita da oltr 20 anni ora io le domando, ma quando un bene va all’asta non decadono tutti i previlegi per chi gestisce il bene ?
    Compresi pignoramenti ed ipoteche e quindi si interrompe il posseso continuativo da chi occupa il bene? Restando in attesa di una vostra risposta anticipatamente vi ringrazio,
    BRUNO SERPETTI.


  • Salvatore Falanga

    Salve in questi giorni ho riesumato la documentazione di un mio box o posto auto acquistato da un costruttore circa 28 anni fà, perchè voglio venderlo. Con stupore mi sono accorto che nella stessa c’è la scrittura privata dettagliata con tutte le modalità di acquisto nonchè il prezzo di acquisto concordato e ricevuta di pagamento da parte del venditore (già deceduto da qualche anno) ma manca il contratto di acquisto. Indagando sul perchè ho scoperto che all’epoca è stata una vera e propria dimenticanza (a quel tempo lavoravo fuori sede in modo continuo) nè tanto meno il venditore mi ha esortato o ricordato di fare il contratto di acquisto. Chiedendo un pò a qualche tecnico del campo su come posso risolvere la cosa mi hanno risposto che posso ottenere il possesso soltanto con la procedura di usucapione. Vorrei conferma su questo procedimento e se si, se posso farlo personalmente senza rivolgermi ad avvocati, tenuto conto che in questo periodo non ho eccessive risorse. Grazie Salvo


  • Redazione

    Proviamo a dare una risposta breve a tutti, anche se certamente non possiamo conoscere nel dettaglio tutte le situazioni pertanto vi rimandiamo all’assistenza di un professionista ‘dal vivo’.

    Per Linda: è una brutta situazione, anche perchè probabilmente non avete contratti che segnalino oggettivamente la vostra presenza nello stabile da oltre vent’anni. Possiamo solo consigliare di giungere ad una mediazione interna alla famiglia, prima di tentare altre strade.

    Per Renata: probabilmente nel vostro caso la legge dell’usucapione può essere applicata. Il consiglio è quello di rivolgersi ad un avvocato, magari dopo aver consultato un notaio di zona (che potrebbe aiutarvi anche più celermente, se ‘tutto va bene’).

    Per Nicola: temo di no.

    Per Renata (25 agosto): la situazione che descrive è meno rara di quanto lei creda. Il problema primario a nostro avviso non è l’usucapione, cosa che semmai verrà in un secondo momento. Lei sta parlando di una casa che non esiste nel sistema catastale?
    Il proprietario per oltre 40 anni ha evitato di pagare l’Ici?

    Il consiglio è quello di regolarizzare o accertare la situazione dell’immobile al catasto di zona, e quindi procedere con l’eventuale dichiarazione di usucapione.

    Per Vincenzo: secondo noi nel suo caso l’usucapione è da scartare.

    Per Bruno:
    E’ una situazione delicata. Si, un atto di vendita dovrebbe tecnicamente resettare il computo dei 20 anni per la legge dell’usucapione. Ma senza ombra di dubbio avrebbe fatto molto meglio a regolarizzare la situazione già nel 2003, senza attendere tutti questi anni. Spero e le auguro che lei possa trovare una mediazione con il suo familiare, perchè in ogni caso le strade processuali da percorrere non sarebbero piacevoli nè per lei nè per sua sorella.

    Per Salvatore: controlli cosa risulta nelle planimetrie catastali. Se non sono aggiornate deve assumere-contattare un notaio e regolarizzare la sua situazione, prima di vendere eventualmente il box a terzi. Nel suo caso ricorrere all’usucapione sarebbe paradossale, dato che lei è già il proprietario… è proprio l’ultimissima ratio, sicuramente può risolvere facendo lavorare un notaio e gli impiegati del suo catasto di zona.


  • Palmira

    Salve mio padre coltiva un terreno edificabile da 20 anni non ha nessun contratto d’affitto lunica cosa che possiede e il contratto enel per l’irrigazione del terreno da lui stipulato, e contratti dimostrabili della sua coltivazione,ha qualche diritto visto che il propietario e in trattativa di vendita?


  • francesco

    Buona sera, ho acquistato una porzione di cascinale con un cortile fronte casa adibito sulle mappe catastali a corte comune con altri . Questo pezzetto di cortile è stato per più di 20 anni usato dal vecchio proprietario, che al momento della vendita mi ha rilasciato un documento scritto da lui che il cortile è sempre stato di loro uso.
    posso richiedere usocapione e costruire una tettoia per la legna.
    Grazie


  • Elio

    Salve, la locale Amm.ne Com.le ottenne in data 19/5/1983 la proprietà di un frastuolo di terreno nel contesto di rilascio di concessione edilizia (il frastuolo -posto su una estremità del compendio- era, ed è formalmente destinato tuttora dal PRG a “sede stradale di previsione”, mai eseguita e per la quale non risulta dichiarata la pubblica utilità).
    L’atto deliberativo di G.M. che assentiva l’acquisto prevedeva uno scomputo parziale degli oneri concessori in sede di rilascio della concessione edilizia (ciò avvenuto in data 4/6/1983), oltre la possibilità di retrocessione nella eventualità che il terreno ceduto non servisse più per quella previsione urbanistica (mai dichiarata di p.u.).
    Parte cedente ha comunque sempre mantenuto il possesso di quel frastuolo (di fatto lasciato esterno alle recinzioni delimitanti l’area esclusiva del corpo immobiliare edificato giusto il progetto come assentito): da evidenziare che trattasi di frastuolo perimetrale dell’originario compendio, di fatto intercluso su tutti i lati da proprietà private che, mai acquisite dalla Pubblica Amministrazione, hanno reso vana ed inattuata la previsione “meramente” urbanistica.
    Tale possesso è materialmente dimostrabile anche dalla realizzazione successiva di un pergolato in legno come impiegato da anni per la sosta ombreggiata ed esclusiva di veicoli di Parte cedente di cui sopra.
    Sino ad oggi (a far data dal maggio 1983) è mai stata attuata alcuna forma di immissione effettiva nel possesso del patrimonio comunale.
    Disattendendo il riconosciuto impegno retrocessorio come attestato nell’atto deliberativo disciplinante la acquisizione (anno 1983), recentemente l’Amm.ne Com.le ha manifestato intendimento di cessione (?) di tale frastuolo mediante “asta pubblica” a maggiore offerente….. (unico Soggetto interessato potrebbe essere il terzo confinante sul lato opposto rispetto a quello interessato dalla edificazione).
    Rivendicandosi il diritto di retrocessione come sopra (la delibera G.M. è puntualmente allegata al rogito del mag.1983) è stato segnalato alla Amm.ne Com.le anche l’intervenuto conseguimento del diritto di usucapione.
    Quanto sopra può trovare avallo o, come dicono alcuni Tecnici Comunali, quest’ultimo diritto si è estinto?
    Ringrazio per l’attenzione che potrà essere accordata, scusandomi per l’estensione notevole del messaggio.


  • michele

    mio padre mi ha fatto un atto di donazione di un garage fatto da lui oltre 30 anni fa che però è situato su un terreno non ancora diviso con gli altri fratelli.volendo si può effettuare all’occorrenza sempre l’usocapione?


  • Corrado

    13 Marzo 2012
    Nel 1963 è stato usucapito da terzi, un terreno di proprietà dei miei bisnonni . Mio padre ,successore universale di mia nonna paterna che muore nel 1980, potrebbe interrompere l’usucapione agli eredi dei terzi e ridiventare proprietario del bene in forza di sua madre ? Gli eredi dei terzi hanno fatto una successione nel 1986 quando mia nonna era deceduta da soli 8 anni, e non erano passati ancora 20 anni quando il bene usucapito veniva inserito nella loro successione . Tutto ciò è lecito ? Ma l’usucapione non si interrompe,se avviene il decesso di un erede dell’usucapito ? Se sì come posso agire nei confronti degli eredi dei terzi, che vantano ancora il possesso del bene usucapito ? Cordialmente saluto e ringrazio


  • Giorgia Manieri

    @Corrado
    La Sua vicenda è estremamente complessa e credo che sia necessario rivilgersi ad un avvocato che possa prendere in esame tutti i documenti e consigliarLa al meglio.


  • Genny

    Buonasera, vorrei sapere se si può procedere con l’Usucapione.
    La situazione è un pò ingarbugliata.
    Dal 1979 i miei genitori risiedono in un immobile in cui esiste un proprietario ma non si è mai interessato di nulla nel corso degli anni non abbiamo un vero e proprio contratto di locazione ma regolarmente è stato pagato l’affitto, stabilito a voce nel 79, tramite vaglia nazionale intestato a lui una cifra irrisoria e sempre la stessa da oltre 30 anni.Più volte abbiamo chiesto e scritto al proprietario un incontro ma lui è scomparso.Solo pochi giorni fa abbiamo saputo che è deceduto da 8 anni e che risiedeva in un altra regione.Quindi anche i soldi dell’affitto forse non sono mai arrivati a lui direttamente.Mio padre però nel 2003 ha cambiato residenza per motivi personali inoltre non abbiamo le utenze intestate a noi ma sono intestate a vecchi proprietari ed anche il condominio che regolarmente paghiamo noi è sotto il nome dell’attuale proprietario. Cosa si può fare?L’usucapione se si può fare deve essere richiesta per forza da mio padre?
    Grazie


  • Giorgia Manieri

    @Genny
    L’usucapione lo potreste far valere solo se vi foste comportati come proprietari del bene.
    Nello specifico avendo pagato l’affitto, anche se irrisorio, non avendo mai volturato le utenze e non avendo mai pagato la tassa sulla proprietà (la vecchia ICI), escludiamo che potrete far valere quel tipo di diritto.


  • Sebastiano

    salve, ho da poco comprato un terreno agricolo dove però non sono presenti confini e picchetti, ho deciso di recintarlo e quindi chiamare un geometra,e con le misurazioni risulta che il confinante è di un paio di metri nel mio terreno ,gli ho fatto presente questo e lui ora vuole usufruire dell’ usucopione. Io comunque gli ho fatto notare che comunque quel terreno che lui lavora da più di 20 anni l’ho pagato, posso avvalermi “dell’ ignoranza dei confini “? grazie


  • antonio

    Salve,
    siamo tre figli comproprietari di una casa ereditato per successione da nostro padre.
    Primo figlio: ha residenza nella casa, ci vive, s’è fatto volturare gas ed elettricità e paga le relative bollette, che sono intestate a suo nome, paga tutte le spese condominiale e di manutenzione ordinaria e straordinaria della casa. Non ha mai rivendicato di voler usare la casa o di possederla.

    Secondo figlio: ha una sua casa di proprietà altrove dove abita; della casa ereditata dal padre paga solo l’ici e basta, non ci abita e non ha volturato mai nessuna bolletta a suo nome, né pagato bollette della casa ereditata né spese per manutenzione, né ci ha abitato dalla morte del padre. Paga solo ici sulla sua quota di proprietà della casa ereditata e ha firmato la dichiarazione di successione.
    Il terzo figlio: abita altrove in affitto, non ha mai abitato nella casa ereditata, né volturato né ha pagato mai bollette o spese per la casa. L’ici non l’ha mai pagata, e i bollettini a suo nome li ha sempre pagati il primo figlio, quello che abita in casa, li ha pagati con i suoi soldi. Non ha mai rivendicato di voler usare la casa o di possederla.

    Secondo lei bastano queste prove al primo figlio per usucapire la quota degli altri due fratelli?


  • antonio

    Errata corrige: il primo figlio abita nella casa e paga tutte le spese e le bollette, che sono state intestate a suo nome, ed è lui che vorrebbe rivendicare l’usucapione;
    sono il secondo e il terzo figlio che invece non hanno mai rivendicato di voler usare la casa o di possederla.


  • francesco

    GENTILMENTE può notificarmi la risposta dell’articolo n°8


  • MARIO COSTANTINI

    50 ANNI FA (1962) MIA MADRE (ORA DECEDUTA) HA COMPRATO 15/16 DELLA CASA DOVE ANCORA ABITA MIO PADRE … CON LA MORTE DI MIA MADRE ABBIAMO PROVVEDUTO AI VARI ADEMPIMENTI DI SUCCESSIONE … E NEL 1997 ALLA VOLTURAZIONE DI 2/9 A FAVORE UNA MIA SORELLA (SIAMO 3 FRATELLI) …
    OGGI PERO’ CI VIENE UN DUBBIO SU QUEL SEDICESIMO CHE 50 ANNI FA NON E’ STATO CEDUTO !?
    DOMANDA: NEL CASO INTENDESSIMO VENDERE L’IMMOBILE … LO POSSIAMO FARE TRANQUILLAMENTE (V. USUCAPIONE DEL BENE; 50 ANNI !) OPPURE POTREMMO INCONTRARE DELLE DIFFICOLTA’ DAL NOTAIO ?


  • salvatore

    Salve,
    mio padre è propietario di un appartamento con annesso cantinato che dalla visura catastale risulta essere di proprietà di un’altro condomino del palazzo. Mio padre però usufruisce di questa cantina da più di 50 anni. Il propietario vuole vendere l’appartamento e reclama il diritto di proprietà su questa cantina. Può mio padre in questo caso far valere il diritto di possesso per usucapione ?In questi 50 anni mio padre ha fatto fruttare questa cantina dotandola di impianto elettrico ecc.
    In attesa vs gradito riscontro , ringrazio anticipatamente.
    Saluti

    Salvatore Coppola


  • Savina

    Salve
    la nostra situazione è questa: più di 30 anni fà, il nonno di mio marito e suo figlio hanno dato un terreno a mia suocera per potersi costruire una casa, questo terreno era stato acquistato dagli stessi dalla Ex Opera Nazionale Combattenti e per una clausola di contratto era allora indivisibile sino alla fine del pagamento dello stesso alla Ex O.N.C..
    Questo terreno è stato così intestato a nome di tutti e tre, di conseguenza anche la casa al momento dell’accatastamento è stata registrata a nome degli stessi.
    Ora vorrei sapere visto che ormai sono passati più di vent’anni, che non c’è dubbio su chi abbia costruito la casa, che ici e tutte le varie spese sono state sostenute da mia suocera e che ci hanno sempre abitato in modo continuativo come possiamo far valere il diritto di usucapione?


  • Chiara

    Buonasera abito in un condominio e poco oltre il muro della casa inizia un terreno che per oltre 25 anni è stato utilizzato da noi condomini come da accordi con la cooperativa costruttrice come corte condominiale che a suo tempo avevamo diviso in porzioni in base ai millesimi di proprietà e curato fino ad oggi. Poco tempo fa ho deciso di fare un muro di contenimento in quanto parte di questo terreno sta franando e dovendo chiedere i permessi ho scoperto che questo lotto di terreno che doveva essere registrato a nome del condominio risulta ancora intestato alla cooperativa costruttrice che peraltro è fallita da molto tempo. Ora chiedo se possiamo avanzare una richiesta di usucapione, quanto è il costo di tale operazione e quale’è l’iter da seguire in questa circostanza. Ho inoltre un’altra domanda se decidessimo di non intentare l’usucapione essendo fallita la cooperativa qualcuno può espropriarci tale terreno? Grazie mille per l’attenzione cordiali saluti


  • enrica

    buongiorno, dal 1982 a seguito morte di mio padre (siamo 3 fratelli) mio fratello ha continuato l’attivita’ di famiglia (io ero minorenne, mia sorella non era interessata)usando fino ad ora un capannone, che divento’ di mia madrea per i 2/3 e 1/3 di noi figli. da 30 anni mio fratello utilizza il capannone senza pagare affitto (chiesto piu’ volte ma solo a voce)pagando la sua parte di ici e quella di mia mamma (noi sorelle abbiamo pagato la nostra).un anno nella dichiarazione dei redditi di mia mamma (gestita dal suo commercialista) ha fatto apparire che pagava l’affitto (mia mamma per questo ha pagato successivamente una sanzione perche’ non c’era alcun contratto d’affitto registrato). a settembre 2011 mia mamma e’ venuta a mancare, lasciando un testamento (depositato nel 1989) che indicava nelle varie sue ultime volonta’ che mio fratello doveva pagare a noi sorelle la quota dell’affitto mai versato. puoì mio fratello rivendocare l’usocapione? se la risposta e’ afermativa questo e’ grazie al testamento lasciato da mia mamma? grazie infinite per la risposta…..


  • fernando

    salve abito da + di 20 anni in una casa di proprietà al 50% mia e per l’altro 50& dei miei nipoti i quali però non se ne curano minimamente da 20 anni e io non mi ci parlo…ho avuto ben 2 alluvioni e loro neanche per sogno si sono preoccupati, volevo sapere se potevo usocapire anche l’altra metà, ho anche un’altro immobile ma per quest’altro sono passati solo 10 anni ma la situazione è la stessa… grazie


  • Andrea ielmoli

    Buon giorno, sono propietario di un albergo in montagna, dato che la posizione morfologoca del terreno non permette altre uscite dopo di me, mi chiedevo se i due pezzi di terreno,confinanti con la mia proprietà, possano essere aquisiti per usucapione, dato che da più di trent’anni mi occupo della sua manutenzione, lo tengo pulito, abbiamo piantato delle piante da frutta ecc, e mai avuto richiesta da parte dei proprietari di un eventuale affitto.
    E nel caso sia possibile come bisogna fare?
    Ringrazio anticipatamente e porgo distinti Saluti. Ielmoli Andrea


  • Emanuele

    Buon giorno.sono propietario dal più di vent’ anni di una casa dotata di un cortiletto che si affaccia mediante un muro e una porta su un cortile comune ad altre abitazioni.Per caso vengo a scoprire guardando i disegni del rogito della casa (che era di mio zio) che il muro di divisione tra il mio cortile e la corte comune non esiste e sarebbe dai mappali tutto cortile comune.Non ci avevo fatto caso perché la mia casa è di propietà della mia famiglia da moltissimi anni e quel muro é sempre esistito.Cosa debbo fare? Grazie per l’ aiuto.Saluti .Emanuele


  • FILIPPO

    Egregio Avvocato vorrei esporle il mio problema: anni orsono mio padre siglò un compromesso per il l’acquisto di un terreno, e pagando il giusto come d’accordo attraverso le allora usate cambiali ( che conserviamo) per motivi diversi non riuscì mai ad arrivare alla stipula del contratto, da allora sono passati più di 30 anni ho cercato di mettermi in contatto, il proprietario è morto, ho cercato di mettermi in contatto con gli erdedi senza riuscirci, sono andato a vedere il terreno in questi giorni è rimasto tal quale posso chiedere l’uso capione?


  • mike

    Salve, da poco ho comprato un aloggio ma soltanto dopo aver comprato ho scoperto meta del mio solaio preso dal mio vicino.Quando con mio atto ho spiegato la stiuazione (nel mio atto risulta doppio e nel suo atto il suo solaio risulta meta di adesso) mi ha risposto “io approffitto dalla legge usocapione” .Ma proprietario precedente non sapeva nulla non ha mai andato su a verificare e non ha mai lasciato nessuna dicherazione scritto a mio vicino. cioè il vicino vedendo nessuno non usava il solaio ha butato un parete giu e unito meta del solaio con il suo.non sapiamo quando ha fatto questa cosa ,perche vecchio propretario non ha mai utilizzato il solaio pero per tutti questi anni ha pagato ici e vari tasse come fosse solaio intero.
    in questo caso cosa mi consigliate da fare?
    Grazie


  • silvana

    buon giorno,vorrei un informazione,i miei genitori acquistarono una casa indipendente con un po di terreno circa 40 anni fa,(pagando ici correttamente)dove viviamo ancora con mia madre(mio padre è deceduto nel 2000)ora attaccata alla propieta c’era un bosco ceduo che i miei genitori anno pulito e trasfomato come il restante terreno comprato,casa e terreno sono recintati,dopo 40 anni sono venuti dei signori di una societa’ dicendo che il catasto gli ha avvisati di essere propietari di quel pezzo di terreno usato dalla mia famiglia per tutti questi anni,cosa si puo’ fare,possiamo far valere l’uso capione? a chi mi devo rivolgere.grazie


  • NADIA

    BUONGIORNO ..HO UN PROBLEMA ..NELLA CASA INTESTATA A MIA MADRE RISIEDE DA CIRCA 35 ANNI MIA SORELLA E HA SEMPRE PAGATO SENZA AVERE CONTRATTO DI AFFITTO UNA CIFRA DI 200 EURO MESE..SE MIA MADRE DOVESSE MORIRE (LA CASA IN TOTALE è DI CIRCA 350 MQ) mia sorella avrebbe diritto alla casa in cui abita usufruendo dell’usocapione ?

    un cordiale saluto

    Nadia


  • francesco

    Egregio avvocato abito in una casa a schiera di 14 unita(è considerata condominio?)le quali come unica parte in comune hanno la strada di pertinenza comune divisa in millesimi che conduce alla parte posteriore (garage e orti)un proprietario essendo ad un estremo (in pratica da lui la strada finisce “ceca” quindi pur essendo una parte in comune è l’unico ad usofruine)su tale pertinenza è vietato il parcheggio o qualsiasi altra occupazione di suddetta area .detto proprietario ne rivendica l’uso capione dichiarandone tale uso da oltre 20 anni (solo gli ultimi 8 da proprietario i precedenti da affituario).NON essendo d’accordo alcuni altri proprietari della parte comune potrà egli vedere regolarizzato tale uso capione ? Cordiali saluti


  • francesco

    egregio avvocato. ho un quesito. da risolvere. abbito in un piccolo condomio casa di ringhiera. nel 1988 abbiamo aquistato. le unita immobiliari. una di queste anche mio cognato. nel periodo che eravamo in affitto. lui utilizzava un piccolo sgabbuzzino in fondo alle scale.
    dopo che abbiamo acquistato gli appartamenti. ha continuato ad utilizzare per uso proprio. lo sgabbuzzino. che e parte comune del condomionio. in quanto. non lo ha acquistato.in una discussione che abbiamo avuto. lui dice visto che lo a sempre utilizzato lui. gli spetta di diritto. come uso capione. e cosi?? e se non e cosi. come dice. cosa bisogna fare per togliere l’uso dello stesso. ringrazio per la risposta saluti francesco


  • andrea pezzella

    Viviamo nella casa di mia moglie dal 1990 donata dal padre con riserva di usufrutto.Abbiamo sempre provveduto a tutto ma purtroppo il padre istigato da altri e dopo 22 anni ce ne chiede la restituzione .Nel 2001 mia moglie ha stipulato un mutuo insieme ai fratelli per costruire un negozio.Il padre fece da fiejussore.
    Nel 2011 mia moglie ha donato la casa a nostra figlia dichiarando l’estinzione dell’usufrutto per non uso .
    il padre ha impugnato l’atto ed ora pende il giudizio .
    Come potrà essere l’esito del giudizio?


  • giuseppe

    Giuseppe
    Gentile redazione,
    abito, dalla nascita (ho 50 anni), in una casa che fu abitata, prim’ancora che da mio padre, da mio nonno paterno e dai suoi fratelli. Mio Nonno e i suoi fratelli risultano proprietari ciascuno per 6/36. L’ultimo dei fratelli proprietari coabitò con me e la mia famiglia fino al 1975, cioè fino alla sua morte. Da allora l’abitazione è stata abitata e sfruttata anche commercialmente(dal 1980) esclusivamente dalla mia famiglia. Ciò è dimostrabile, oltre che dalla potenziale testimonianza delle numerose persone della comunità in cui vivo, anche dal pagamento delle varie utenze, da diverse autorizzazioni comunali, da fatture di lavori di restauro, dall’ici, dall’iciap ( l’ici dei commercianti), ecc. Nel 2009 abbiamo deciso di usucapire l’immobile. Un erede (che a me e alla mia famiglia fino ad allora risultava quasi sconosciuto) si oppone asserendo che tale godimento del bene, da parte nostra, è stato reso possibile solo grazie alla sua tolleranza, data anche dallo stretto legame di parentela ! ( risultiamo cugini di 2°grado). Che ne pensate ?

    P.s. Mio nonno è l’unico, fra i suoi fratelli eredi, di cui è stata aperta la successione.

    Grazie per la cortese attenzione e per l’ottimo servizio che rendete. Saluti.


  • giuseppe

    Giuseppe
    Gentile Avvocato,
    ho 50 anni e abito, sin dalla nascita, in una casa che fu abitata, prim’ancora che da mio padre, da mio nonno paterno e dai suoi fratelli. Mio Nonno e i suoi fratelli risultano proprietari ciascuno per 6/36. L’ultimo dei fratelli proprietari coabitò con me e la mia famiglia fino al 1975, cioè fino alla sua morte. Da allora l’abitazione è stata abitata e sfruttata anche commercialmente(dal 1980) esclusivamente dalla mia famiglia. Ciò è dimostrabile, oltre che dalla potenziale testimonianza delle numerose persone della comunità in cui vivo, anche dal pagamento delle varie utenze, da diverse autorizzazioni comunali (edili e commerciali), da fatture di lavori di restauro, dall’ici, dall’iciap ( l’ici dei commercianti), ecc. Nel 2009 abbiamo deciso di usucapire l’immobile. Un solo (fra i tanti eredi citati in giudizio, e che a me e alla mia famiglia fino ad allora risultava quasi sconosciuto) si è opposto, asserendo che tale godimento del bene, da parte nostra, è stato reso possibile solo grazie alla sua tolleranza, data, a suo dire, anche dallo stretto legame di parentela! (risultiamo cugini di 2°grado). Che ne pensate ?

    P.s. Mio nonno è l’unico, tra i suoi fratelli eredi, di cui è stata aperta la successione.

    Grazie per la vostra cortese attenzione e per il prezioso servizio che rendete. Saluti.


  • roberto

    salve in buona fede mi sono appropiato,di una striscia di terreno ,del mio vicino,di circa 4 metri x 30 a est del mio confine.da dire che da oltre 10 anni ho piantato 6 piante di ulivo e 5 di palme e coltivandolo scrupolosamente.mentre il restante terreno del vicino e rimasto in totale abbandono con diversi interventi dei vigili del fuoco .neglianni habbiamo subito dei danni negli alberi sia io che i vicini a causa degli incenti, ora lui rivendica il suo terreno da me coltivato .quale diritto posso ottenere grazzie x la vostra cortese attenzione e di una certa risposta.


  • piero

    Buonasera, mio padre ha una seconda casa e da circa 30 anni ci vive mio fratello che regolarmente paga tutte le bollette tranne l’ici perche è intestato a mio padre.
    può avvalersi dell’uso usucapione?
    In attesa porgo cordiali saluti
    Piero


  • redazione

    @piero: No, è un parente diretto.


  • Maria

    Salve,da circa 2anni mio padre e deceduto e insieme a mia madre e altri 4sorelle siamo diventati comproprietrari di una casa.una mia sorella vive da circa 20in un mini appartamenti suddiviso dalla casa ma non e dichiarato nell atra meta mia mamma vorrei sapere nel momento in cui tutti noi fratelli vorremmo vendere la casa mia sorella puo crearci problemi con l’usucapione?


  • antonello

    siamo 3 figli abbiamo ereditato 1 appartamento di nostro padre in questo appartamento ci viviamo io e mio fratello mia sorella dato che e sposata vive nella casa di suo marito essendo ke lei rientra in 1 terzo della propieta vorrei sapere quale tasse e utenze alei li tocca pagare di questa casa dato che dalla successione x morte o dovuto pagare io tasse e utenze aspetto vostra risp.graz


  • Vincenzo

    Salve,
    sto per acquistare un magazzino da una signora che ha acquistato il terreno insieme ad altre 5 persone, hanno costruito abusivi la palazzina (che poi hanno sanato), si sono presi ognuno la casa e il magazzino 30 anni fa ma un atto di divisione non l’hanno mai fatto. Ora me lo vuole vendere con un usucapione senza sentenza, cioè dovrei accettare io dal notaio, che rischi corro? Come funziona?


  • Paola

    Possiedo un’abitazione che è mia al 100% dal 1998. Prima tale casa era di proprietà di mio padre. Alla sua morte, avvenuta nel 1981, è stata divisa in tre quote: mia madre, mia sorella ed io, tutte con proprietà al 33,33%. Nel 1998 ho acquistato le quote di mia madre e di mia sorella con atto notarile registrato ed ho la piena proprietà, nessuno possiede l’usufrutto. In questa casa vi abbiamo abitato da sempre. Poi mia sorella si è sposata ed è andata ad abitare in un’altra casa. Io, invece, ho vinto un concorso fuori dalla mia città e mi sono trasferita lontano.
    Mia madre, dal matrimonio, continua ad abitarvi a titolo gratuito. Nel 2011 ho deciso di tutelarla e di tutelarmi redigendo un contratto di comodato d’uso gratuito registrato.
    La mia domanda è questa: avendo una sorella che ha sempre avuto un senso di proprietà-possesso nei confronti di questa casa, pur essendo sposata ed abitando nella sua, potrebbe lei (alla morte di mia madre) o mia madre stessa -oggi in vita- vantare un diritto di usucapione nei confronti della mia abitazione approfittando del mio buon cuore?


  • Giorgia Manieri

    Salve, non si deve assolutamente preoccupare, perchè se lei ha acquistato la piena proprietà dell’immobile ed ha stipulato anche un comodato con sua madre, non vi è alcuna possibilità che sua sorella possa attivare la procedura dell’usucapione.


  • Giovanni

    Salve avvocato, ho comprato una casa con ancora dentro delle persone che prima dell’acquisto promettevano di uscire al più presto. Adesso queste persone mi hanno notificato una citazione con cui vogliono prendersi la casa per usucapione. La citazione è stata notificata solo a me e non anche al vecchio proprietario, cosa che mi sembra strana perché, se usucapione c’è stato, allora si è verificata nei confronti del vecchio proprietario e non nei miei confronti. Spero di avere un suo parere e la ringrazio anticipatamente.


  • redazione

    Deve rivolgersi ad un avvocato e senz’altro consultare anche il notaio presso cui avete stipulato l’atto di vendita.

    Faccia in fretta.


  • Giancarlo

    Ho costruito una casa a mie spese nel terreno di mia madre “con concessione edilizia a nome suo”, ci abito da oltre 25 anni, ho tutte le utenze a nome mio, che ho sempre pagato come acqua, Enel, etc. etc., nessuno ha mai rivendicato niente, alla morte di mia madre apriamo il testamento e la casa viene lasciata a me, gli altri fratelli impugnano il testamento e ora siamo in causa, ché probabilità ho di vincerla, posso fare una causa per usucapione pacifico e ininterrotto avendo superato il minimo di 20 anni per usucapire?


  • redazione

    Bella domanda signor Giancarlo, quali sono le sue possibilità di vittoria? Paradossalmente la parentela potrebbe sfavorirla, trattandosi di bene connesso ad eredità. In altre situazioni probabilmente avrebbe meno imprevisti per ottenere l’effettivo usucapione.


  • andrea

    sono proprietario di un’immobile,non ho potuto più pagare il mutuo e la banca mi ha pignorato l’immobile,mettendolo all’asta ma senza esito positivo x la vendita, continuo ad abitare nell’immobile da circa tre anni,potrei chiedere usocapione dell’immobile dato che io mi occupo di tenere in ottime condizioni la casa e un pezzetto di giardino, grazie.


  • Michele

    In 15 persone, per le varie successioni che si sono fatte,siamo proprietari di un monolocale in un paese di mare,(l’immobile è privo di utenze gas luce acqua ecc… e non interessa a nessuno ed è quindi abbandonato a se stesso. Domanda: poichè non riesco a contattare tutti i proprietari, posso di mia iniziativa attivare le utenze e utilizzarlo almeno 1 mese all’anno per le vacanze?.
    Ringraziando anticipatamente porgo cordiali saluti.
    Michele


  • Antonia

    15 anni fa ho acquistato una casa vacanze e l’ho intestata a mia figlia. Ho sempre usufruito io di questa casa anche per lunghi periodi pagando tutte le spese (enel, gas, imu, tari, tasi, manutenzioni varie, giardinaggio migliorie etc. etc.). Passati i canonici 20 anni posso usucapire la casa ?
    Grazie.


  • redazione

    No, non può.


  • redazione

    Sì, certamente.


  • redazione

    Può provarci.


  • Enry

    Mio padre nel 1986 acquistò tramite compromesso di vendita un pezzo di terreno per ampliare il nostro giardino, ora io, il figlio, non trovo più il compromesso. Ho interpellato le altre parti, avvocati e vecchi curatori del terreno, ma nessuno ormai trova il foglio. Come posso procedere. Chiaramente dopo l’acquisto mio padre ha piantato olivi e si è preso cura del pezzo di terra come suo. Vi prego di aiutarmi nel trovare una soluzione. Grazie


  • maria

    Salve.nel 2003 abbiamo acquistato una casa con un mutuo intestandola a nostro figlio.Ora per 3500 euro di cambiali non pagate da parte di mio figlio ad un privato la banca interviene come creditore nella vendita all’ asta. La banca ci dice di non pagare più le rate del mutuo e dopo 6 rate non pagate ci rievocano il mutuo.In questa casa ci abbiamo abitato noi e non nostro figlio ed abbiamo eseguito lavori di ristrutturazione.Possiamo ritardare la vendita all’ asta impugnando un diritto di abitazione chiedendo alla banca di ripristinati un mutuo


  • silvano

    Salve, sto comprando una casa costruita nel 1975. Palazzina di 2 piani con 4 appartamenti. 2 al piano terra rialzato e 2 al primo piano. Sotto la casa tramite una rampa si accede a tre locali non accatastati, praticamente inesistenti al catasto ma sempre sfruttati dai proprietari originali come cantine. Una decina di anni fà, hanno venduto l’appartamento del primo piano con tanto di giardino posto sul retro della palazzina regolarmente di proprietà quindi accatastato per l’appartamento del primo piano. Ora io sto comprando l’appartamento al piano rialzato che ha anch’egli un giardino di proprietà, regolarmente accatastato. Domanda, i locali cantina con la rampa di accesso tramite cancello vorrei che siano di mia proprietà, come lo sono sempre stati per l’appartamento che sto comprando. Ma lo sono stati solamente perchè i vecchi proprietari senza scrivere su carta che il primo piano non poteva avere diritto di quei locali. Ma poteva solamente usufruire per il passaggio verso il loro giardino di proprietà. Il fatto è che su quel vialetto e locali c’è da spendere soldo per sistemarli. La signora oramai vecchia sono anni che non gli dà una ripulita. Che consigli mi date? P.s. in quei locali è stato sempre vietato l’accesso ai proprietari del piano primo.


  • silvano

    E siccome su quel vialetto e sulle c’è da spendere dei soldi. Per renderle decenti. Non vorrei che i proprietari del primo piano, che ho saputo ci stanno facendo un pensierino su quei locali mai usati da loro, vogliano subbentrare richiedendo ai nuovi acquirenti degli spazi che non sono mai stati i loro.


  • salvatore

    Salve, ho comprato nell’anno 1972 un appezzamento di terreno incolto dove ho costruito una casa, provvedendo quindi a chiudere con un recinto per errore mi sono impossessato di un appezzamento di terreno di proprietà dello stesso venditore.
    Da allora ad oggi non ho avuto nessun atto interruttivo ne diffida e perciò ritengo che per effetto dell’istituto dell’usocapione dovrei essere diventato proprietario a tutti gli effetti.
    Nell’attesa di ricevere un Vostro cortese riscontro, porgo distinti saluti.
    Assicuro di non avere fatto prima di ora nessun commento. grazie.

Aggiungi un commento