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INTRODUZIONE al CONCETTO di MANUTENZIONE

Edilizia - Pubblicato da Giorgia Manieri - Nessun commento

Il mondo della casa si sta evolvendo, come tutte le cose del nostro tempo, con una rapidità inaspettata. Cambia l’approccio ad esso ed il significato che diamo al “mattone”, ma soprattutto sta cambiando la considerazione economica, in un mercato che, se da sempre tendente al rialzo, mai come in questi tempi ha prodotto valori e conseguentemente ricchezza.

Tutto ciò sembra scontato perché è sotto gli occhi di tutti, ma non è altrettanto scontato cosa tutto questo stia modificando nel “proprietario medio”, in colui che acquista un immobile ancora per i soliti motivi – la sicurezza del “tetto”- l’investimento sicuro al riparo dalla svalutazione. Le statistiche dicono che oggi il 70% degli Italiani sono possessori di casa, una media altissima, ma nonostante ciò la corsa continua apparentemente inarrestabile, dando vita ad un mercato frenetico e talvolta irreale (nella quantità di domanda e di offerta), come se “il bene casa” fosse un sogno inaccessibile, prova questa che forse noi Italiani il bisogno della proprietà lo abbiamo nell’inconscio.

Fino a circa venti anni or sono, l’acquisto di una casa era l’appagamento, il raggiungimento della meta. Così come il costruttore la costruiva e la consegnava era perfetta, solo pochi, negli anni, ritenevano di investire denaro per migliorarne l’abitabilità interna o per abbellirla a propria immagine, ancor meno si preoccupavano del suo aspetto esteriore (prospetti esterni, androne, scale) questo anche in considerazione del fatto che il degrado dovuto all’inquinamento aggrediva in modo molto limitato (circa il 20-25% di oggi) le parti ad esso esposte. Insomma acquistare una casa era l’atto finale di un percorso e così come si comprava, dopo decenni di uso, si lasciava in eredità ai propri figli.

Nell’ultimo ventennio, gradualmente, molto è cambiato, l’abitazione non è solo il “tetto sicuro”, è e deve anche essere bella, moderna, accessoriata, rappresentativa anche oltre la propria misura.
E questo è sicuramente un dato positivo e significativo di crescita e di benessere.
La manutenzione esterna, quella per intenderci delle parti comuni, ha impiegato più tempo a fare breccia nei bisogni degli Italiani, che fino a non molto tempo fa consideravano le “parti comuni” quasi di “nessuno”. Anche questo tabù è crollato e sempre più il mercato della manutenzione e del restauro assume proporzioni importanti, con ovvii risvolti economici e lavorativi, divenendo un importante comparto dell’edilizia, con organizzazioni produttive diverse dal settore costruzioni, altamente qualificate e organizzate per rispondere ad una domanda sempre più esigente e significativa.

Il prossimo passo, anche se noi Italiani lo faremo con un ventennio di ritardo sugli Americani, sarà il cosiddetto Global Service, ovvero quella gestione globale che in una programmazione decennale curerà tutte le problematiche dell’ordinaria e straordinaria manutenzione di uno stabile, a prezzi certi quantificati in sede contrattuale (ovvero all’inizio del decennio di gestione) e con garanzie certe, magari avvallate da polizze fidejussorie. Gli operatori del settore sanno però che al di là della bontà della formula, oggi ci si scontra ancora con la mentalità della diffidenza (in qualche modo giustificata da un mercato pieno di improvvisatori pronti a fare incetta  di sprovveduti) e che solo il tempo e la selezione delle aziende condurranno lentamente verso nuovi e più convenienti sistemi gestionali del “bene casa”

Questi sono gli argomenti che tratteremo in una serie di prossimi articoli, entrando nel merito di essi per scoprire i concetti di: decoro architettonico, prevenzione del decadimento, livello di efficienza ed efficacia, grado di soddisfacimento, livelli di accettabilità, processo di gestione, e quant’altro oggi sembra lontano dalle nostre case, ma che in vero non lo è più, proprio perché ” il mondo sta cambiando … con rapidità inaspettata”.

 

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