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La Tabella millesimale di Riscaldamento

Consulenza tecnica - Pubblicato da Giorgia Manieri - 15 Commenti

Le spese per il riscaldamento rappresentano una grossa fetta del bilancio condominiale. Per questo le diatribe tra i Condomini per la ripartizione di tali spese sono all’ordine del giorno. La Tabella millesimale di Riscaldamento deve essere quindi elaborata con la massima cura e devono essere adottati criteri obiettivi che non possano essere contestati dagli interessati.
Il problema che andiamo ad affrontare in questo articolo è squisitamente tecnico, ma gli utenti e gli Amministratori più volte hanno manifestato l’intenzione di approfondire, per quanto possibile, l’argomento al fine di comprendere un po’ meglio il lavoro del professionista incaricato di redigere tale tabella e di darsi quindi una ragione di alcuni numeri che a volte sembrano non giustificati. Cerchiamo quindi di essere il più chiari possibile, affrontando l’argomento punto per punto.

QUALI SONO LE SPESE PER UN IMPIANTO DI RISCALDAMENTO CENTRALIZZATO
Acquisto del combustibile (gas, gasolio o altro);
Energia elettrica necessaria al funzionamento del bruciatore, delle pompe di circolazione dell’acqua, dell’illuminazione del locale e quanto altro;
Manutenzione dell’impianto e Terzo Responsabile;
Controlli della combustione da parte degli Enti preposti;
Lavori per ottemperare a quanto previsto dalle normative vigenti in materia di sicurezza dell’impianto.

Se non sono state installate apparecchiature per la contabilizzazione individuale del calore, tutte le spese sopra menzionate, ad esclusione dell’ultima, dovranno essere ripartite tra i Condomini in base alla Tabella Millesimale di Riscaldamento. Le spese relative ai lavori necessari al rispetto delle normative vigenti devono invece essere ripartite secondo la Tabella millesimale di Proprietà tra tutti i Condomini che risultano proprietari  dell’impianto centralizzato di Riscaldamento.
Se invece sono installate apparecchiature per la contabilizzazione del calore, vale quanto sopra detto, salvo che il 70 o 75 % delle spese per l’acquisto del combustibile dovranno essere ripartite in proporzione agli effettivi consumi. L’argomento verrà affrontato in modo più approfondito in un prossimo articolo.

QUALI SONO I CRITERI  UTILIZZATI PER L’ELABORAZIONE DELLA TABELLA MILLESIMALE DI RISCALDAMENTO
Nel tempo sono stati utilizzati i metodi più disparati. Le tabelle sono state ricavate dalla volumetria complessiva di ogni appartamento, oppure dalla superficie radiante complessiva dei termosifoni di ogni unità immobiliare, oppure ancora, dalla potenza termica dichiarata dalle case costruttrici dei radiatori. Infine, il professionista può calcolare lui le potenze termiche dei radiatori.

CALCOLO DELLE POTENZE TERMICHE DEI RADIATORI
Il metodo che attualmente si ritiene più oggettivo e più indipendente dalle situazioni particolari è quello indicato nell’appendice “A” delle norme UNI 10200 del settembre 1993, che si avvale dei risultati ottenuti nelle prove tecniche effettuate per l’elaborazione delle norme UNI 6514. Tale metodo, specifico per determinare la potenza termica di un corpo scaldante a convezione naturale, distingue la componente radiante (proporzionale alla superficie esterna complessiva tramite una costante ottenuta sperimentalmente) dalla componente convettiva (proporzionale al volume del corpo scaldante tramite un coefficiente che deriva dalla geometria del radiatore e dal materiale di cui è costituito).

In parole povere, il professionista, incaricato di determinare le tabelle millesimali del riscaldamento, calcola il volume complessivo e la superficie del termosifone, come se si trattasse di un parallelepipedo, senza cioè contare il numero degli elementi, la loro forma o quant’altro; poi quantifica, con l’aiuto di speciali tabelle, il coefficiente “C” che dipende dal tipo di materiale (ghisa, acciaio o alluminio) e dal tipo di radiatore (piastra, elementi più o meno alettati, scaldasalviette, ecc.); infine introduce i dati nella formula

Q = (314 x S) + (C x V)

dove “Q” è la potenza termica del radiatore, “S” è la superficie convenzionale e “V” è il volume, “314” è la costante sperimentale e “C” è il coefficiente convettivo.
La somma delle potenze termiche di tutti i radiatori di una unitĂ  immobiliare costituirĂ  la potenza termica complessiva della stessa unitĂ  immobiliare.

COEFFICIENTE DI DISTANZA DALLA CALDAIA
L’energia dissipata nell’ambiente è proporzionale alla potenza termica dei radiatori, al tempo di accensione dell’impianto ed alla temperatura dei radiatori. La potenza termica l’abbiamo calcolata, il tempo di accensione è uguale per tutti, quindi rimane da calcolare il coefficiente “K” che tiene conto della distanza dell’unità immobiliare dalla caldaia.

LA TABELLA DEFINITIVA
Si moltiplicheranno infine le potenze termiche delle unitĂ  immobiliari per i relativi coefficienti di distanza. La proporzione tra i numeri ottenuti, rapportata a 1000, costituirĂ  la tabella millesimale di riscaldamento.

CONCLUSIONE
Come sempre si è cercato di presentare un tema complesso in modo semplice, coscienti che dietro le nostre esposizioni ci sono mille piccoli problemi tecnici che di volta in volta debbono essere valutati e risolti dal professionista incaricato.

 

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15 Commenti


  • i.am.one

    salve, ho letto la vostra guida . Mi chiedevo quali sono in concreto i coefficenti K ad esempio per piano o per distanza dalla caldaia e soprattutto quale sia la formula definitiva del calcolo delle tabelle millesimali.
    Navigando in rete ho riscontrato che ci sono diversi tipi di calcolo e in alcuni casi si valuta anche la cubatura dei singoli interni.

    Io ad esempio ho svolto una ricerca di mercato sui radianti presenti negli appartamenti prendendone le marche ed modelli traendomi le loro rese termiche . Essendo la mia una revisione di tabelle millesimali , ho scrutato le precedenti per capire quale sia stato il metodo del precedente professionista e per capirne gli eventuali errori da correggere; in sostanza ha usato dei millesimi di cubatura (immagino che abbia calcolato i volumi dei singoli interni e poi li abbia sommati e rapportati a 1000 )che sono stati sommati a quelli di superficie radiante (calcolati credo con lo stesso metodo di quelli della cubatura) ed infine si sono utilizzate le distanze dalla caldaia in metri ed un assegnato un coefficente che non riesco a capire come e per cosa sia stato assegnato. Sta di fatto che alla fine della tabella c’è un numero che corrisponde al millesimale di ogni interno ma di provenienza (calcolo) ignoto!

    Credo che in sostanza il mio compito è di essere più trasparente nei calcoli e di correggere degli eventuali errori di calcolo.

    grazie!

    cordialitĂ 

    Marco Resti


  • stefania

    Buongiorno,

    in riferimento alla formula per determinare LE POTENZE TERMICHE DEI RADIATORI vorrei chiedere se, gentilmente, potete fornirmi indicazioni su dove recuperare le “tabelle speciali” dove vengono indicati i diversi valori per il coefficiente convettivo “C”. (non essendo in possesso delle norme UNI, ho provato a cercarle ma senza esito positivo)

    Ringrazio anticipatamente.
    CordialitĂ .
    Stefania


  • Angelo Gualandi

    PiĂą che un commento, avrei una domanda da porre: abito in una palazzina di 6 unitĂ  in provincia di bologna, con un unico proprietario e detengo a mio carico 319 di 2036 millesimi, quindi il mio coefficente dovrebbe essere 0,1567 arrotondato per eccesso, se una bolletta del gas è di 1000 euro ne pago 156,7 giusto? Se un appartamento rimane sfitto, il mio coefficente si alza o rimane lo stesso? (il mio padrone di casa dice così) Grazie e scusate l’intrusione!


  • Giorgia Manieri

    @Angelo Gualandi
    Grazie per l’intrusione…
    Se l’appartamento è sfitto è un problema del padrone di casa!


  • masci

    Egr sig, vorrei un informazione dal 18/4/2012 le autorimesse si sono staccate dalle spese di riscaldamento? Gradirei una risposta grazie. Tony


  • Aldo Petrini

    Salve,a fronte di lavori di modernizzazione e/o aggiunta di caloriferi piu’ grandi rispetto agli originali,e’ possibile richiedere la riformulazione della tabella millesimale relativa al riscaldamento centralizzato?
    Mi spiego nel complesso dove abito in 2 delle 10 unita’ immobiliari sono stati cambiati i caloriferi (termosifoni) originali e sostituiti con altri piu’ grandi e moderni (tipo quelli alti scaldasalviette),in questo caso posso richiedere l’aggiornamento delle tabelle?
    Da quello che leggo con la nuova legge sul condominio le tabelle sono modificabili non all’unanimita’ solo in 2 casi ed uno di questo e’ che siano frutto di un errore.
    Grazie.


  • Vittorio Cipolletta

    Vittorio Cipolletta
    11/XI/2013
    Lo scorso anno abbiamo installato nel nostro condominio una nuova caldaia a condensazione
    alimentata a metano. Su tutti i termosifoni abbiamo installato le valvole termostatiche con la contabilizzazione del calore consumato. Alcuni condomini, adducendo come motivo la loro sfavorevole esposizione (sottotetto,nord,esterno dell’edificio),chiedono di modificare conseguentemente i valori letti. Esistono a tal riguardo leggi nazionali o regionali(Lombardia).
    Grazie


  • Cesarino

    Buongiorno, motivo della richiesta riguarda la mia U.I. sulla adozione dei sistemi di regolazione e contabilizzazione del calore, dove sono evidenziate problematiche e consistenti disparitĂ  di costi tra utenti.
    Il tecnico nella sua relazione ha redatto tabelle-Rapporti millesimi e del consumo, in funzione alla normativa UNI 10200.
    Da detto calcolo la tabella è stata compilata con la ripartizione per calorie erogate.
    Nel mio caso la mia U.I. è situata al primo piano e con piloti sottostante aperti ai lati e che i millesimi di energia utile sono di gran lunga superiori rispetto alle altre unità aventi la stessa superficie utile, e di conseguenza alla tabella a-Regolamento contrattuale.

    Chiedo se per il conseguente riparto degli oneri di riscaldamento di contabilizzazione esiste altri criteri per misurare una spartizione dei costi equamente suddivisa es:

    a) In base al volume delle U.I. espresse in MC.
    b) Sulla superficie radiante (tabella attuale che non esprime la equa suddivisione dei costi, in quanto calcolata sul N.degli elementi).
    c) Criterio misto 50% in base al volume dei singoli locali e 50% al N.degli elementi.

    La norma UNI 10200 si tratta di norma tecnica che assume il valore COGENTE solo quando recepita come tale da Leggi e decreti, per cui resta solo un buon riferimento utile e importante per una buona esecuzione o valutazione, quindi è l’assemblea a decidere alla sua spartizione in base ai millesimi di riscaldamento.
    Alla prossima assemblea vorrei esporre i tre diversi criteri di ripartizione e proporre la ripartizione sul volume riscaldato; considerando che da un mio calcolo questi si avvicina anche alla tabella-Riscaldamento contrattuale.

    Chiedo gentilmente un vostro gradito commento sulla proposta che intendo perseguire e nel frattempo ringrazio e porgo i miei cordiali saluti.


  • redazione

    La sua proposta ci sembra sensata e ben formulata, non le resta che proporla in assemblea di condominio.


  • Angela

    Scusate l’intrusione, sono proprietaria di un piccolo appartamento di 47mq al 4 ed ultimo piano. Durante il giorno la temperatura dell’appartamento non arriva ai 18 gradi e solo a sera arriva ai 20 gradi. Dopo l’obbligo di installare i contabilizzatori per il 2013 mi sono trovata da pagare 2000 euro di riscaldamento! 281 euro di fisso e 1711 di consumo. Ricordo che sono 47mq! Appartamenti sotto al mio anche di 150mq hanno pagato sulle 800 euro di consumo perchè sono abitazioni riparate e possono tenere spenti i radiatori. L’amministratore in tutta risposta alla mia disperazione mi ha invitata a cambiare casa perchè non si può fare nulla.
    Ma è mai Possibile che uno va a stare in una piccola casa per pagare meno spese e si ritrova invece a pagare cifre del genere solo per il riscaldamento? Possibile che non si possa fare nulla? Dopotutto gli appartamenti ai piani inferiori oltre ad essere posizionati favorevolmente usufruiscono comunque del calore rilasciato dalle tubazioni dell’acqua calda che attraversano le loro pareti, pavimento o soffitto, quindi calore gratuito! La ripartizione dei costi del 30% fisso e del 70% a consumo senza considerare la posizione dell’appartamento è ingiusta! Sono disperata!! Qualcuno che ne sa di piĂą può aiutarmi? Non chiedete soldi per favore…..grazie…


  • redazione

    Salve Angela, comprendiamo il suo disagio.
    Forse i costi del vostro riscaldamento sono troppo elevati, o comunque poco efficienti a fronte delle scarse prestazioni di cui godi.

    In ogni caso potresti far rivedere le tabelle millesimali all’interno del tuo condominio, anche se temo che come inquilina dell’ultimo piano pagheresti comunque una tariffa maggiorata rispetto ai vicini.

    Ti converrebbe probabilmente un impianto di riscaldamento autonomo.

    In bocca al lupo!


  • Angela

    Grazie per la risposta. Certamente investire per un impianto di riscaldamento autonomo sarebbe la soluzione migliore e so che ora la legge lo permette senza che sia necessario il consenso dei condomini. Ho letto però che comunque rimane a mio carico la quota fissa ordinaria e straordinaria per la manutenzione della caldaia condominiale….e anche questa la ritengo non corretta soprattutto per casi come i miei. Sa dirmi magari se esiste una qualche condizione che permetta di essere esclusi al 100% alla manutenzione della caldaia? Faccio presente, magari può servire…. che gli ultimi piani di questa palazzina sono stati costruiti solo successivamente, qualche anno dopo (anni ’60).
    Grazie ancora..


  • agnese

    Buongiorno,
    sto cercando in rete i criteri di calcolo delle tabelle millesimali di riscaldamento e da quello che ho capito possono essere diversi. Vorrei porle una domanda, nel mio condominio stanno adottando i contabilizzatori e in questa occasione verranno rifatte le tabelle millesimali dei riscaldamenti. Io mi staccherò dal riscaldamento centralizzato. Devo fare anche io la tabella millesimale dei riscaldamenti anche se sarò autonoma e non usufruirò più del riscaldamneto centralizzato? Grazie in anticipo per la sua risposta.


  • Studio Tecnico Associato AMM

    In relazione al D.L. 102/2014, i millesimi termici necessitano di approvazione da parte dell’assemblea? Se si con quale maggioranza?
    Grazie.


  • YASMIN

    Nel mio condominio con riscaldamento centralizzato stanno eseguendo i lavori per l’installazione di apparecchiature per la contabilizzazione del calore, a questo scopo sono stati modificati i millesimi riscaldamento senza alcuna delibera condominiale. Ma può l’amministratore procedere senza interpellare i condomini in assemblea almeno per illustrare come ha fatto il calcolo dei nuovi millesimi??? Grazie per chi potesse essermi d’aiuto.

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