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Il primo passo per il risparmio energetico

Edilizia - Pubblicato da Giorgia Manieri - Nessun commento

Perché isolare
La politica di risparmio energetico punta ad un migliore isolamento termico degli edifici, grazie ad un maggiore utilizzo di tecnologie ad alta efficienza, nonché all’impiego di fonti rinnovabili.
E’ solo agendo sulle caratteristiche intrinseche degli edifici che è possibile rendere efficaci successivi interventi finalizzati al risparmio energetico, che applicano tecnologie di utilizzazione, soprattutto, dell’energia solare. Inoltre agire sulle caratteristiche di isolamento di un edificio, esistente o di progetto, significa mettere in gioco somme relativamente basse e con tempi di recupero dell’investimento  (attraverso il risparmio energetico ottenuto) generalmente brevi, tanto da far percepire l’utilità dell’intervento, almeno dal punto di vista economico.

Un corretto isolamento termico (diminuendo le dispersioni di calore per trasmissione verso l’esterno, in inverno, attraverso le pareti perimetrali, le pareti confinanti con zone non riscaldate, le coperture, gli eventuali  pavimenti poggianti sul terreno e i ponti termici) riduce la quantità di energia necessaria per il riscaldamento, che oggi è una delle voci più consistenti di consumo.
A tale proposito la Legge 10/91 sul risparmio energetico fissa dei limiti relativi alle dispersioni per trasmissione, attraverso un coefficiente volumico limite di dispersione per trasmissione (Cdlim), che rappresenta la massima potenza che può essere dispersa dall’unità di volume dell’edificio e per una differenza unitaria di temperatura tra interno ed esterno. Fissa inoltre un limite anche al fabbisogno termico attraverso una grandezza, il FENlim (fabbisogno termico normalizzato, invernale).
Da queste due grandezze intuiamo che le spese di riscaldamento dipendono dalla grandezza dell’ambiente da riscaldare (volume), dal clima esterno e dalla temperatura che si vuole all’interno (differenza di temperatura tra interno ed esterno) ed anche dall’isolamento termico.
Questo significa che un edificio, a seconda della zona climatica in cui si trova, non dovrebbe disperdere più di quanto fissato dalla legge, e non può avere una necessità di energia maggiore di quella determinata dalla norma stessa.
È utile riflettere sul fatto che una percentuale molto bassa degli edifici esistenti nel nostro paese rispetta tali limiti.

Cosa e come isolare

Isolamento di pareti
L’isolamento delle pareti perimetrali può avvenire secondo tre modalità diverse:
1) isolamento in intercapedine,
2) dall’interno,
3) dall’esterno (detto a cappotto).

L’inserimento dell’isolante termico nell’intercapedine tra due pareti è molto diffuso; l’isolamento dall’interno è utilizzato in particolare in interventi di ristrutturazione, per vantaggi piuttosto ovvi relativi alla facilità della posa in opera e al risparmio economico che si ottiene evitando l’onere di altre opere edili; l’isolamento a cappotto consiste nell’applicazione sull’intera superficie esterna verticale dell’edificio di pannelli isolanti, sui quali viene poi applicato lo strato di finitura. Delle tre questa ultima è la tecnica più costosa e complessa, anche perché necessita di opere provvisionali di servizio (ponteggi).

Tecniche di isolamento:  in intercapedine, dall’ interno, dall’esterno.

Qualche esempio: se si è in presenza di una muratura piena si può decidere di isolare indifferentemente dall’interno o dall’esterno. Paragonando i due interventi, il primo è di poco più economico del secondo (utilizzando come materiale il polistirene siamo intorno ai 45,00 € al mq contro i 50,00 €) ma dà come risultato un risparmio energetico minore (il 20% contro il 25%). Il tempo di recupero economico varia da più di 12 anni a meno di 4 anni, per il primo intervento, mentre varia da più di 12 anni a meno di 6 anni e mezzo per il secondo intervento.
È chiaro che le variazioni dipendono dal clima, più una zona è “fredda”  più energia necessita per essere scaldata, e dunque più tempo ci  vorrà per recuperare l’investimento.
Se si è invece in presenza di una muratura con intercapedine, l’intervento più conveniente è proprio l’isolamento nell’intercapedine stessa in quanto, facendo un calcolo e ipotizzando di utilizzare la vermiculite come materiale isolante, vediamo che il risparmio ottenuto si aggira intorno al 25%, mentre la spesa da sostenere è di circa 30,00 € al mq e che il tempo di ritorno economico varia anche qui da un più di 12 anni a meno di 4, a seconda della zona climatica.
Isolamento di coperture
Tra tutte le superfici esterne di un edificio, spesso il tetto è l’elemento che disperde più calore, non è difficile isolarlo e relativamente poco costoso.
Se si tratta di una copertura piana l’intervento è piuttosto delicato in quanto è necessaria una accurata impermeabilizzazione, e se praticabile, anche di una adeguata pavimentazione.
Se siamo in presenza di un sottotetto non praticabile conviene posizionare lo strato isolante sul pavimento del sottotetto stesso: porlo infatti sulla superficie inclinata della copertura a falde significherebbe riscaldarlo inutilmente con il calore che sale dagli ambienti sottostanti. Questa alternativa la si utilizza nel momento in cui il sottotetto è praticabile e quindi è un ambiente da riscaldare a tutti gli effetti.
Infine se in copertura abbiamo un ultimo piano, sarà sufficiente isolare l’ultimo solaio.
I costi variano per una copertura piana dai 40,00 € circa al mq, se non praticabile, ai 90,00 € se praticabile: aumentano infatti le spese relative all’impermeabilizzazione e alla pavimentazione; il risparmio si aggira intorno al 15-20%; e i tempi di recupero economico anche in questo caso variano in base alla zona climatica da meno di 12 anni e meno di 6 anni e mezzo per una copertura non praticabile, mentre si aggira intorno ai 12 anni per una copertura praticabile.
Invece i costi per una copertura inclinata variano dai 15,00 € ai 45,00 € in base alla praticabilità del sottotetto; il risparmio ottenuto oscilla dal 10% al 20%; il tempo di recupero economico varia da meno di 12 anni a meno di 4 anni.
Se abbiamo inoltre a che fare con un ultimo solaio, la situazione è simile a quella della copertura inclinata.

Isolamento di solai inferiori
Gli alloggi che si trovano sopra i porticati, spesso disperdono il calore attraverso il pavimento a diretto contatto con l’ambiente esterno più freddo; anche garage e cantine hanno apporti di calore, inutili, dagli ambienti sovrastanti riscaldati.
Si elimina questo inconveniente semplicemente isolando il soffitto dei locali non riscaldati o dei porticati.

E’ ovvio che una volta ultimati gli interventi di isolamento, se ci troviamo in un edificio esistente, bisognerà regolare nuovamente l’impianto di riscaldamento, altrimenti il risultato sarà solo un ambiente più caldo, senza alcun risparmio.

 

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