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Il degrado urbano

Marketing - Pubblicato da Giorgia Manieri - Nessun commento

A volte, mi capita di percorrere le strade della mia città in autobus e, guardando dal finestrino, mi rendo conto che una grande quantità di dettagli mi sfugge quando sono alla guida della mia auto; sono infatti riuscito ad osservare delle lussuose terrazze di cui non conoscevo l’esistenza, ma anche dei palazzi in totale abbandono che non avevo mai visto prima. Quella visione dei palazzi in decadimento mi ha molto colpito, mi ha fatto riflettere sul fatto che situazioni uguali o simili a quella vista dal finestrino del Bus, possano presentarsi ovunque. Quindi quel semplice tragitto in  autobus si è trasformato in un’importante quanto grave constatazione: le città odierne hanno un notevole livello di degrado urbano.

Ovviamente oggi non si ha la stessa concezione di degrado che si aveva nei secoli scorsi; si  prenda, ad esempio, Londra nel ‘700 : le pessime condizioni di vita di quell’epoca non erano neanche paragonabili agli attuali problemi di riqualificazione, anzi, possiamo dire che le città contemporanee, nonostante abbiano molti luoghi in stato di abbandono, costituiscono i “modelli di città ideale”  per i sobborghi del XVIII secolo!
Per quale motivo tutte le  città sono soggette a questa spiacevole tendenza al disfacimento?  La risposta è semplice: la trascuratezza e l’abbandono; quando un’abitazione viene abbandonata, non ha più motivo di essere mantenuta: chi si prenderebbe l’onere di preoccuparsi di una casa che non è di nessuno?

Purtroppo la mentalità della maggior parte delle persone tende al campanilismo,* quindi è molto difficile pensare a ciò che non è proprio; risulta così una generale diffusione di quelle famose frasi “non lo faccio perché non è di mia competenza” . Continuando su queste posizioni si arriva a quella trascuratezza sopra accennata che insieme al concetto di abbandono sono la causa prima del degrado urbano.
Per poter dare delle definizioni di decadimento dell’ambiente urbano si può fare riferimento al concetto di immagine : la vista di tutto ciò che è degradato non corrisponde alla sensazione visiva di ordine , pulizia, funzionalità e spazi aperti. Mentre invece, termini come  disordine, inutilità, saturazione, elementi fatiscenti etc. si legano perfettamente all’idea del degrado. I punti critici potenzialmente soggetti ad esso vanno distinti, viene infatti ritenuto più urgente un edifico fatiscente rispetto ad una strada dissestata per una questione di natura fisica: la vista umana “coglie” in primis  l’edificio di fronte a se, subito dopo la strada. L’effetto visivo, in questo caso, si pone in primo piano rispetto alla funzionalità ( della strada ).

Sia gli edifici  che le strade sono degli oggetti macroscopici in una città, ma se scendiamo nel dettaglio ci si accorge che anche un lampione o una panchina sono soggetti al decadimento e così via tutti gli altri elementi di arredo; pensiamo ad una panchina di legno: quanto tempo può rimanere intatta, considerando il frequente uso che se ne fa? Per individuare elementi in stato di abbandono, molto spesso, si procede a osservazioni mirate e non ad ampio raggio. A Roma esistono dei quartieri che presentano un notevole livello di degrado, anche nel settore –arredo :

San Lorenzo ( III Municipio )
Tor Bella Monaca e Torre Angela ( VIII Municipio )
Ostiense e Testaccio ( XV Municipio )
Primavalle e Torrevecchia ( XIX Municipio )
Aurelio ( XVIII Municipio )

A San Lorenzo i siti in stato di abbandono sono numerosi soprattutto per quanto riguarda i muri; nel VIII Municipio gli edifici e le aree verdi non godono di ottima salute, anche a Ostiense è notevole il degrado delle facciate degli edifici. A Primavalle, a Torrevecchia e all’Aurelio i punti critici sono soprattutto i marciapiedi, le strade e un generale disordine creato dai mezzi di trasporto privato. Quest’ultimo punto, solitamente, viene messo in relazione con un altro tema che è il Decoro Urbano ma ci tengo a ricordare che il decoro e il degrado sono strettamente collegati.

Abbiamo affermato che i quartieri sopra elencati presentano gravi problemi relativi all’immagine generale del quartiere e all’arredo urbano ma finora abbiamo affrontato solamente discorsi negativi. Se si analizzano i quartieri semicentrali si può osservare che in alcune zone di Roma, il problema del degrado urbano quasi non esiste! Il quartiere Prati ad esempio, ( XVII Municipio ) è una di quelle zone che ha un’elevata cura dell’immagine, e se questa viene mantenuta sarà ovviamente più difficile trovare siti in via di decadimento. Il fulcro sta nel riuscire realizzare, prima, questa riqualificazione e poi soprattutto mantenere nel tempo il nuovo aspetto. Questa, a mio avviso, è l’unica soluzione possibile per contrastare il problema del degrado urbano, che comunque sia continuerà a durare nel tempo; è assai raro infatti che una volta pulito un muro questo rimanga tale per un lungo periodo. Le soluzioni quindi non saranno mai definitive, ma sicuramente gli interventi di pulizia e riqualificazione possono rallentare il fenomeno. Purtroppo però rimettere a nuovo una porzione di territorio largamente degradato costa molto sia economicamente sia per i tempi.

E’ per questo motivo infatti che spesso, tutto viene lasciato così com’è. Se si ha la fortuna di ottenere i fondi, ogni singolo Municipio si dovrebbe impegnare nella cura dell’immagine della propria zona realizzando riqualificazioni e monitoraggi; in questo modo, l’Amministrazione Comunale avrebbe il compito di semplice coordinatore tra Municipi e non quello di gestire, monitorare e risanare tutto il territorio comunale.
E il cittadino cosa può fare? Potrebbe sembrare strano ma ha un compito importante: mantenere la sua città pulita, fare in modo che le opere realizzate per la comunità rimangano nuove il più possibile; in fondo a tutti piace una città più vivibile.

 

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