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Isolamento termico dell’appartamento

Edilizia - Pubblicato da Giorgia Manieri - 3 Commenti

La maggior diffusione del gas metano degli ultimi anni, insieme alle facilitazioni introdotte dalla normativa vigente (legge n. 10/91), ha agevolato il passaggio dalla caldaia centralizzata a quella individuale. Secondo la normativa, infatti, tale trasformazione può essere decisa dalla semplice maggioranza millesimale e non più dall’unanimità dei condomini.
Un impianto autonomo rispetto a quello centralizzato, consente una maggiore libertà nella gestione del riscaldamento domestico, in termini di scelta sia dei tempi di accensione dell’impianto sia delle temperature desiderate. Una gestione del riscaldamento che rispecchia il proprio stile di vita permette di risparmiare molto, tuttavia, un impianto individuale associa a tale vantaggio una serie non trascurabile di svantaggi:

– è necessario rompere muri e pavimenti per costruire camini e canne fumarie sopra il colmo del tetto per lo scarico dei fumi, nuove tubature per il trasporto dell’acqua calda e del gas;
– è necessario convertire l’impianto a metano;
– è meno sicuro perché, in un condominio con tanti impianti singoli, basta che un solo proprietario trascuri le norme di sicurezza per creare pericoli per tutti;
– la manutenzione di tante singole caldaie è più costosa poiché le spese fisse non sono divise tra tutti i condomini.

Al momento esiste una valida alternativa tecnologica che coniuga i vantaggi dell’impianto centralizzato con quelli dell’impianto di riscaldamento individuale, in altre parole un impianto centralizzato con la contabilizzazione termica.
Tale impianto permette di gestire in modo autonomo il riscaldamento del proprio appartamento, mentre la caldaia rimane sempre unica per tutto il condominio. Ogni condomino ha la possibilità, attraverso particolari dispositivi, di spegnere, ridurre o aumentare (entro il limite di legge di 20 gradi in media, più due di tolleranza) la temperatura del proprio appartamento.
I dispositivi che fanno la differenza sono:
– il contatore individuale, grazie al quale è misurata (contabilizzata) la quantità di calore effettivamente consumata;
– la valvola termostatica, che installata su ogni singolo radiante, permette di scegliere la temperatura e gli orari che più soddisfano le esigenze del singolo condomino.
I vantaggi di quest’impianto si traducono, pertanto, in “si paga quel che si consuma e si usa solo quando serve”.

Per la contabilizzazione del calore, come per l’energia elettrica, bisogna pagare una quota fissa delle spese di riscaldamento per coprire i costi della manutenzione della caldaia comune e degli altri apparecchi collegati. Tale quota fissa, stabilita dall’assemblea di condominio, varia tra il 20 ed il 50% dei costi totali di riscaldamento, in funzione del tipo d’impianto. Essa è suddivisa tra i condomini sulla base della ripartizione millesimale degli appartamenti. La parte restante delle spese di riscaldamento per ogni condomino corrisponde al calore consumato misurato dalle apposite apparecchiature di contabilizzazione.

Migliorare le caratteristiche di isolamento termico dell’edificio

L’isolamento termico dell’involucro è considerato dalla normativa vigente (L.10/91) la prima misura di risparmio energetico, in quanto più efficiente ed economica perché i costi di investimento si recuperano già entro pochi anni tramite i risparmi energetici ottenuti.
Le caratteristiche dell’isolamento termico influiscono sulle dispersioni di calore per trasmissione verso l’esterno (in inverno) attraverso le pareti perimetrali, le pareti confinanti con zone non riscaldate, le coperture, gli eventuali  pavimenti poggianti sul terreno e i ponti termici.  Ridurre le dispersioni per trasmissione è importante perché il fabbisogno termico di un edificio, ovvero l‘energia primaria di cui necessita nei mesi di riscaldamento, affinché la temperatura interna resti costante ad un determinato valore fissato dalla normativa, si calcola attraverso un bilancio energetico (perdite – guadagni): valutando cioè l’energia in uscita (dispersioni per trasmissione, per ventilazione, perdite relative all’impianto e apporti gratuiti solari non utilizzati) e l’energia in entrata (apporti gratuiti solari ed energia primaria immessa dall’impianto di riscaldamento).

Agendo quindi sull’isolamento termico si può ridurre il consumo di energia (di circa il 20%) per l’impianto di riscaldamento con risvolti economici ed ambientali.

Ridurre le infiltrazioni di aria fredda esterna e limitare le dispersioni di aria calda interna dagli infissi
Prima di arrivare alla sostituzione completa dell’infisso esistente con un infisso di nuova  generazione, che possiede un coefficiente U di trasmittanza (watt dispersi al mq per ogni C° di differenza tra interno ed esterno) molto basso, è possibile mettere in atto piccoli accorgimenti:
– utilizzare delle guarnizioni (es. silicone!!);
– creare un doppio vetro inserendone uno nuovo sull’esistente;
– creare un nuovo serramento, internamente od esternamente all’esistente;
– isolare il cassonetto (bastano 2 cm di spazio).

Manutenzione dell’impianto di riscaldamento

Le operazioni di manutenzione dell’impianto sono semplici e convenienti laddove la caldaia non sia vecchia tanto da richiedere la sostituzione.
Esse sono tutte  finalizzate ad evitare che parte dell’energia destinata a riscaldare la casa sia dispersa all’esterno:
controllo della temperatura ed analisi dei fumi che fuoriescono;
– pulizia della caldaia;
– regolazione del bruciatore.

 

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3 Commenti


  • Marco

    Si, è vero, il riscaldamento autonomo è una gran comodità in confronto al riscaldamento centralizzato. La soluzione ibrida proposta nell’articolo non mi sembra ottimale per il semplice motivo che, i condomini, sapendo la caldaia accessa comunque, tendono a tenere un clima tropicale anche quando non serve e se l’ammnistratore intervenisse sul termostato regolandolo a suo piacimento farebbe decadere il concetto di semi-autonomia. Io per conto mio ho cominciato a risparmiare gas ed elettricità con gli infissi vetroventilato. Montati durante una ristrutturazione riutilizzano l’aria calda che colpisce il vetro in inverno rimmettendola dentro l’appartamento ed in estate buttano fuori l’aria calda. Il tutto grazie ad una ventola posta all’interno della camera ventilata. Fino ad ora funzionano bene ed il comfort nonchè il risparmio esiste. Se vi interessa cercate vetroventilato oppure finestre a risparmio energetico.


  • Seo Guru

    Ciao Marco e benvenuto qui.

    🙂

    Hai perfettamente ragione: il primo metodo per risparmiare è quello di ricorrere a degli infissi di ultima generazione, gestendo lo scambio termico degli ambienti con l’esterno in modo ‘moderno’.

    La ‘soluzione ibrida’ proposta è forse un po’ utopica, anche se tecnicamente sarebbe una buona strada da percorrere. Io personalmente vivo in un appartamento con riscaldamento a gas totalmente autonomo, ci siamo distaccati dal centralizzato proprio quest’anno: e posso dirti che abbia risparmiato quasi il 50% netto (se consideriamo anche le spese del vecchio scaldabagno elettrico, che consumava come un treno…).

    🙂


  • Gaetano Moschetto

    Per gli impianti esistenti a colonne montanti, la soluzione la valvola termostatica permette al condomino di prelevare solo il calore deriderato (autonomia, posso decidere di stare a 19°C o a 22°C) e contabilizzazione individuale con ripartitore incentiva ad evitare gli sprechi (più prelevo più pago) e consente una equità nel pagamento (chi decide di stare a 19°C pagherà meno di chi decide a viivere a 22°C).
    Quindi si crea un il circolo è virtuoso.

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