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Restaurare il balcone

Edilizia - Pubblicato da Giorgia Manieri - 8 Commenti

ANALIZZIAMO I MOTIVI DI DEGRADO ED I RIMEDI DELL’OPERA PIÙ FREQUENTE CHE VIENE SVOLTA SUI PROSPETTI DEGLI STABILI

Mediamente ogni venti anni i fabbricati hanno bisogno di interventi di manutenzione per ripristinare i prospetti che il tempo degrada. La tinteggiatura ha perso il suo tono o peggio, si è disgregata; gli intonaci sfarinano; ma di regola ciò che è più malconcio sono i balconi ed i cornicioni. Su queste parti aggettanti dei fabbricati si concentrano i problemi tecnici e si accaniscono gli agenti atmosferici, fino a renderli fatiscenti e in taluni casi, pericolosi.

LA STRUTTURA DELL’AGGETTO
Il balcone, il cornicione, la pensilina, sono tecnicamente una mensola aggettante dal piano verticale del prospetto. Sia che sono costituiti da putrelle in ferro e laterizio (di regola tavelloni o voltine di mattoni) per i fabbricati a muratura portante, sia che si tratti di soletta in cemento armato (per gli stabili con struttura reticolare in c.a.), il problema del degrado non cambia, poiché le cause e gli effetti producono gli stessi problemi, ovvero, ossidazione delle parti in acciaio contenute nella mensola; aumento del proprio volume per effetto della ruggine; pressione interna sul calcestruzzo e sulle malte di rivestimento con conseguente distacco di queste.

Schematizzando si può dire che l’aggetto è costituito da una serie di strati che, dall’alto verso il basso sono:
– pavimentazione (cm 1/3),
– massetto di allettamento  della pavimentazione (cm. 3/5)
– impermeabilizzazione (cm. 0,3/2),
– camicia di calce (cm. 1/2),
– struttura portante ( cm. 12/20 circa),
– intonaco all’intradosso (cm. 1,5/3),
– tinteggiatura.

LE CAUSE DEL DEGRADO
Di regola la causa che provoca il degrado di un balcone o di un cornicione, è sempre la stessa: l’acqua. Che poi sia piovana o da annaffiamento, poco importa dal punto di vista tecnico poiché l’effetto non cambia.
I punti critici di infiltrazione sono:
–     l’angolo di attaccatura tra pavimento e parete dello stabile;
–     la linea di giunzione tra pavimento e stangone di bordo;
–     più raramente, il pavimento stesso.

Il processo ben conosciuto è semplicisticamente quello già descritto che però comporta, a seconda di dove avviene, problemi molto diversi. Se infatti l’infiltrazione è in zona pressoché centrale o a ridosso del muro verticale dello stabile, i danni di norma si limitano a una macchia della tinteggiatura e, solo qualora l’infiltrazione perduri per molto tempo, a disfacimento o distacco dell’intonaco dall’intradosso. Se invece l’acqua penetra in prossimità  del perimetro esterno, (tra pavimento e stangoni, oppure, in corrispondenza dei montanti in ferro della ringhiera infissi nel pavimento o negli stangoni), in fase avanzata si può arrivare al distacco di intere parti di frontalino con ovvie pericolose conseguenze, considerato che la stragrande maggioranza dei balconi aggetta su pubbliche vie.

I RIMEDI
Neanche a dirlo, la cosa migliore è la manutenzione preventiva ma, visto che tutti sembrano poco propensi a prevenire, la cura risulta sempre radicale e costosa.
spesso, intervento di urgenza con piattaforme aeree per la rimozione del pericolo con asportazione dei tratti fatiscenti di intonaco;
ripristino, immediato o postumo, delle parti deteriorate con procedimenti oggi abbastanza standardizzati che prevedono la pulizia (per quanto possibile) del ferro arrugginito e la stesa su di esso di un anti-ossidante.
Rinzaffo con  intonaci premiscelati tixsotropici e fibro-armati.
Finitura con rasante premiscelato.
Tinteggiatura.
Va da sé che qualora all’intervento di ripristino delle parti ammalorate  non fa seguito anche l’eliminazione della causa, magari con la sostituzione di tutti gli stangoni di bordo, il rifacimento della impermeabilizzazione e conseguente nuova pavimentazione, abbiamo solo gettato via denaro!

IL CONSIGLIO DEL TECNICO
Qualunque tecnico esperto ed avveduto non può che consigliare la manutenzione programmata che in sostanza consiste nel monitorare annualmente il fabbricato (cosa semplice e veloce) per individuare i punti critici e definire  gli interventi di cui ha bisogno. In questo modo si potrebbero prevenire i danni, evitare le opere radicali, si diluirebbe negli anni la spesa della manutenzione e si manterrebbe il proprio stabile in perfetta efficienza.

 

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8 Commenti


  • barlone nando

    o un problema con i cornicioni di casa mia si sta gonfiando il cemento e sopra il cemento e anche intonacato mi consiglia di demolire tutto o soltanto le parti gonfie ? lo devo scoprire bene il ferro anche dietro ?


  • giuliano

    Avrei una domanda da porle, nella ristrutturazione dei balconi la ditta appaltatrice nel applicare la guaina bitumica, per alcuini di essi ha sigillato la stessa per tutto il perimetro degli stangoni in altri invece no, vorrei sapere secondo la regola dell’arte quale è la giusta tecnica per l’apllicazione della guaina bitumica affinchè nel tempo non si verifichino infiltrazioni dannose?


  • Giorgia Manieri

    @Giuliano Trovando la Sua domanda di interesse generale ho preferito rispondere creando un articolo a sè.
    Per visualizzare la risposta può cliccare sul titolo dell’articolo:
    L’applicazione della guaina bituminosa


  • natale

    Buon giorno avrei una domanda da Farle, e’ possibile che la pioggia o l’acqua possa in qualche modo danneggiare i tavelloni sotto ai balconi tanto da sfarinarsi? Al punto da dover sgrossarne alcune parti di tavelloni (o forati ) prima di ristrutturare? Questo e’ quello che dice l’ingegnere dei lavori della nostra palazzina dopo la rimozione e asportazione dei tratti fatiscenti di intonaco.
    In attesa porgo distinti saluti


  • claudio

    In fase di ristrutturazione del balcone sopra il mio ho notato che nel sottobalcone dopo la asportazione dei forati rotti, dopo avere rifatto il frontalino, stanno mettendo dei pezzi di polistirolo per sostituire la parte mancante. Mi sembra un cosa anormale. Voi che dite.


  • Fabio

    Tutto nella norma.


  • Alex

    Salve, ma nel rifacimento della pavimentazione dei balconi a seguito di infiltrazioni di acqua attraverso le fughe dei mattoni, oltre al rifacimento della guaina e alla sostituzione delle piastrelle è sempre necessario sostituire anche gli stangoni anche se stanno bene?


  • redazione

    E’ comunque preferibile, ma ovviamente dipende dallo stato effettivo dei materiali.

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