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Il distacco dal riscaldamento centralizzato

Consulenza tecnica - Pubblicato da Giorgia Manieri - 145 Commenti

Ci si può liberamente staccare dall’impianto di riscaldamento centralizzato? E se la risposta fosse affermativa, quante e quali sono le spese che è giusto riconoscere al condominio?

Dopo la insopportabile calura estiva è arrivata la stagione invernale ed è tempo di accendere il riscaldamento  e con esso si ripropone il controverso problema del distacco dall’impianto di riscaldamento centralizzato per il passaggio al sistema autonomo, con il relativo esborso delle spese a cui il condomino dovrebbe essere sottoposto, non solo per i lavori che il distacco comporta, ma anche per le richieste di partecipazione che le assemblee condominiali avanzano al momento della istanza di distacco. Allo scopo di dare una chiara e, possibilmente, definitiva soluzione a detto dilemma, è necessario fare un escursus giurisprudenziale  sull’evolversi del problema del riscaldamento.

LA NORMA

In primo luogo poniamo l’attenzione su quanto disposto dall’art. 1118 del  Codice Civile e precisamente al 2° comma, inderogabile: “Il condomino non può rinunziando al diritto sulle cose comuni, sottrarsi al contributo nelle spese per loro conservazione”. Ciò significa che, quando la propria unità immobiliare è collegata alla cosa comune, da questa non è possibile staccarsene. D’altro canto le norme che disciplinano l’istituto condominiale sono conseguenzialmente collegate l’una all’altra da una reciprocità di diritti e di doveri comuni, proprio per salvaguardare il diritto di proprietà sia comune che esclusivo.
E se il codice civile con la norma inderogabile dell’art. 1118, precisa i diritti e i doveri in ordine alla proprietà comune in un edificio, l’art. 1119 c.c. afferma: “Le parti comuni dell’edificio non sono soggette a divisione, a meno che la divisione possa farsi senza rendere più incomodo l’uso della cosa a ciascun condomino”.
Detto principio dell’impossibilità della rinuncia all’impianto centralizzato era stato ribadito dalla stessa Corte di Cassazione che aveva così statuito: ” il distacco di una parte dell’impianto della centrale termica così come la creazione di un impianto autonomo di riscaldamento, concreta un’alterazione della cosa comune e non già una delle modifiche consentite dall’art. 1112 c.c., poiché in tal caso si altera la destinazione della cosa comune, snaturandola o impedendone o compromettendone la funzione che le è propria “Cass. 12.3.77 n. 1001.
Col passare del tempo però, ed essendo il problema del distacco sempre  più sentito, La Suprema Corte di Cassazione  ha ritenuto opportuno porre un distinguo tra “conservazione” e ” uso”.

LA LEGGE 10/91

Anche  il legislatore si è posto il problema di attuare delle leggi in merito e la più importante e indicativa è la ben conosciuta legge n.10/91, la quale ha stabilito dei principi fondamentali che come tutti ben sappiamo, hanno modificato lo stesso codice civile nella parte riguardante le maggioranze per deliberare l’abbandono dell’impianto centralizzato, modifiche che, ovviamente, sono state recepite anche dagli stessi magistrati, una di queste è evidenziata dall’art. 26 – 2° comma della legge in deroga all’art. 1120 e 1126 c.c. la quale stabilisce che la delibera condominiale di trasformazione dell’impianto centralizzato di riscaldamento in impianto unifamiliare a gas, necessita delle quote millesimali e non richiede ai fini della sua validità, di essere accompagnata dal progetto delle opere corredato da una relazione tecnica di conformità di cui al successivo art. 28 comma 1°, attenendo tale progetto alla successiva fase di esecuzione della delibera. In senso conforme si è espressa la Cass.del 25.5.01 n.7130. La Suprema Corte ha infatti stabilito che è legittimo che un condomino possa distaccarsi dall’impianto di riscaldamento centralizzato, quando l’interessato dimostri che dal suo operato non derivino aggravi di spese per coloro che continuano a fruire dell’impianto, né squilibri termici pregiudizievoli della regolare erogazione del servizio ( Cass.n.1775/98).
Ma la stessa Corte, pur avendo statuito che d’ora in avanti il condomino può liberamente staccarsi dall’impianto di riscaldamento centralizzato, ha altresì sancito che questi sarà comunque tenuto al solo pagamento delle spese di conservazione dell’impianto e non di quelle inerenti alla ordinaria gestione, come il gasolio o la pulizia periodica del bruciatore.

LE ULTIME SENTENZE

La Corte di Cassazione è giunta a ciò dopo innumerevoli peripezie al fine di dipanare le ultime velleità dei fautori dell’impianto di riscaldamento centralizzato,  che volevano a tutti costi porre a carico di colui che si distaccava le spese di gestione dell’impianto non più usato; ha ritenuto opportuno di non far gravare sugli altri condomini una maggiore spesa  distinguendo il concetto di conservazione  da quello dell’uso (Cass. N. 1214/96). Infatti il condomino non può sottrarsi al contributo per le spese di conservazione,  ma è anche vero che non sarebbe conforme al sistema imputare ai condomini le spese per l’uso delle cose, degli impianti e dei servizi, che essi non usano con l’avvenuto distacco. Per cui oggi si può finalmente affermare senza alcun dubbio, che un condomino si può distaccare dall’impianto centralizzato di riscaldamento senza specifica e preventiva autorizzazione del condominio, purché dimostri di non arrecare danno agli altri, mentre l’assemblea gli può imputare solo le spese inerenti alla conservazione dell’impianto (straordinaria manutenzione) e non già quelle afferenti ai consumi e alla ordinaria manutenzione.

 

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145 Commenti


  • valloreo maria josè

    il mio problema è più grave da anni ho problemi di riscaldamento ma non solo io. il condominio continua a mantenere un impianto vecchio e a fare continue riparazioni sia sulla rete che sulla centrale.
    posso io distaccarmi senza dover più partecipare alle spese di nessun genere, visto che loro non possono garantirmi il calore???grazie .


  • Fabio

    Se il suo appartamento si trova all’ultimo piano può staccarsi dall’impianto di riscaldamento centralizzato, comprovando il problema mediante perizia tecnica, ed è tenuta al pagamento delle sole spese di manutenzione straordinaria.


  • andrea

    in base all’art 1118 e 1119 relative le parti comuni dell’edificio, lei si può staccare dall’impianto di riscaldamento centralizzato(questo vale anche per il condizionamento)quando lei lo riterrà più opportuno, senza distinzioni di piano o quant’altro, fermo restando che l’unico costo rimasto a suo carico sarà la manutenzione straordinaria dell’impianto e non quella ordinaria, voglio precisare che staccandosi da quest’ultimo bisogna anche dimostrare che non si rechi aggravio sulle spalle degli altri condomini staccandosi dall’impianto, sobbarcando a quest’ultimi cifre rilevanti(punto nevralgico della questione)


  • DARIO

    Come deve interpretare questo articolo?
    Non puo’ invece essere chiamato a partecipare alle spese di consumo o di esercizio riguardanti un servizio di cui non usufruisce.
    Anche per tali ultime spese l’esonero non e’ necessariamente totale, ben potendo il rinunciatario essere tenuto ad accollarsi, alternativamente, gli eventuali maggiori oneri che gli altri condomini si vedono costretti a sopportare in conseguenza della diminuzione del numero dei contribuenti rimasti collegati all’impianto oppure alla quota forfettaria determinata dall’assemblea condominiale quale compensazione del calore di cui l’unita’ immobiliare staccata comunque continua indirettamente a godere per la collocazione della stessa all’interno dell’edificio.


  • rolando

    grazie per la chiarezza dell’argomento, il mio quesito e’ se mi distacco dall’impianto (abito all’ultimo piano) le spese straordinarie come pagarle? premetto che le spese di riscaldamento erano suddivise per elementi, non avendoli piu’ come proporre la mia quota? grazie


  • Antonio

    Si va bene, distaccarsi si può, nel mentre – secondo me – il regolamento di condominio potrebbe essere modificato mediante inserimento di una norma che impone al rinunziatario del riscaldamento, di partecipare alla spesa del combustibile, in una percentuale da fissare in via autonoma, conseguente al beneficio indiretto che ne subisce l’unità del rinunziatario, mediante propagazione del calore attraverso i muri circostanti ed i soffitti, degli altri appartamenti. Su tale previsione regolamentare, presa con la maggioranza semplice, degli intervenuti all’assemblea, non mi sembra possa nessun tribunale decidere in merito. Esso provvedimento non sarebbe “contra legem” e, quindi, legittimo. Nel nostro condominio una tale norma esiste ed i rinunziatari oltre a pagare le spese secondo i principi di cui all’art. 1123 in ragione della percentuale di riduzione accordatagli partecipano in toto pro-quota ai sensi dell’art. 1118 del C.Civile alle spese per il mantenimento in efficenza dell’impianto (manutenzione, conduzione e/o sostituzione).
    Comunque,anche secondo quanto disposto dal DPR nr. 59 del 2 aprile 2009, richiamato dall’art.7 del D.Lgs. 311 del 29 dicembre 2006 che ha sostituito il sopra riportato articolo 26/2° comma della legge 10/1991, ci si può distaccare autonomamente nel mentre il successivo art. 8, prevede che nei condomini non è possibile procedere alla installazione di impianti autonomi se non prima vi sia una specifica “diagnosi energetica” redatta e sottoscritta da un professionista e che deve essere depositata preventivamente presso gli Uffici competente (tra questi il Comune in primis).


  • la Ferla Paolo

    e si si cambia la caldaia centralizzata, chi si stacca deve pagarla?


  • Redazione

    Deve partecipare alla spesa straordinaria, sì.


  • Maria

    Salve, sto per comprare un appartamento al primo piano di quattro, con riscaldamento centralizzato. ho letto i post precedenti ma con perizia di un tecnico posso staccarmi diventando così autonomo senza pagare spese extra considerando il primo piano???????????


  • Redazione

    La risposta è si. Ma.

    – Paghi comunque le spese di manutenzione straordinaria dell’impianto centralizzato.

    – Ti conviene aspettare l’entrata in vigore della nuova normativa, che vedrà la risoluzione di questo genere di controversie di fronte a degli arbitri civili (e non più di fronte al giudice di pace o simili). Si aspetta il varo per la primavera prossima.

    In ogni caso serve una perizia tecnica e una ratifica da parte dell’assemblea di condominio.

    In ultimo occorre conoscere se – nel regolamento condominiale interno – ci fossero clausole particolari – e vessatorie – previste per questo genere di distacchi (anche se è raro, ma è meglio informarsi prima).


  • alberto

    Gentilissimi,
    vivo al terzo ed ultimo piano fuori terra di un condominio composto da 12 unità abitative, riscaldate con una caldaia a gas (riscaldamento centralizzato). Vorrei sapere se allo stato attuale posso distaccarmi. Alla richiesta di passare al riscaldamento autonomo gli altri condomini si sono opposti. Riporto inoltre che non c’è un regolamento condominiale interno, nè un amministratore. Personalmente mi distaccherei anche immediatamente, pur di non pagare le cifre folli che paghiamo (senza considerare gli sprechi, visto che è necessario tenere a volte le finestre aperte per mantenere una temperatura non tropicale).
    grazie
    Alberto


  • Davide

    Buon giorno,
    sono in affitto in un negozio, senza termosifoni, da circa 2 anni e mi ritrovo a spendere un salasso in spese condominiali (per la maggior parte di riscaldamento).
    Ho capito che potrei non pagare il costo del combustibile e dovrei solo accollarmi il costo della manutenzione straordinaria (cosa buona e giusta) ma, purtroppo, l’ho capito solo ora!
    Il proprietario deve comunicare il distacco all’amministratore (immagino di si)? e se la comunicazione avvenisse ora, posso chiedere di riavere, o di scalare, quanto ho dato in più per i 2 anni passati?
    Grazie mille


  • Redazione

    Per alberto:

    La sua è la condizione ideale per il distacco, ma le consiglio comunque di provare di nuovo a chiedere il benestare dei condomini. In ogni caso lei può:

    – far stilare ad un tecnico certificato una perizia che attesti fino a che punto il suo eventuale distacco potrebbe (o non potrebbe, diciamo noi) nuocere ai suoi vicini in termini di perdita calorica dovuta alla prossimità con le sue mura (cosa che non è, perchè lei si riscalda comunque… ma il perito deve dichiarare comunque una cosa del genere);

    – può distaccarsi comunque pretendendo di pagare solo le spese straordinarie. Se qualche condomino dovesse opporsi per vie legali (mancando un amministratore) dovrete probabilmente ricorrere ad un arbitrato. A quel punto naturalmente la mancanza di un regolamento di condominio verrebbe in suo favore: ma altrettanto naturalmente non possiamo consigliarle questa strada senza metterla in guardia sul fatto che questa materia è molto soggetta ad interpretazioni, e non per nulla i nostri articoli si basano quasi unicamente su sentenze della corte di Cassazione, e non su leggi organiche dello Stato (o magari ordinanze comunali).

    Se vuole distaccarsi ma rimanere in una ‘botte di ferro’ nei confronti di eventuali opposizioni la consigliamo di rivolgersi ad un avvocato esperto in materia condominiale – se non altror in via preventiva e a titolo informativo. Anche perchè poi ogni Tribunale ha le sue interpretazioni sulle sentenze di Cassazione, quindi la cosa migliore è rivolgersi a qualcuno informato localmente.


  • Redazione

    Per Davide:

    Si, deve comunicare il distacco. Ma temo che non riuscirà ad ottenere tanto facilmente il rimborso per il passato. Comunque se fossi in lei mi muoverei velocemente prima che arrivi il prossimo inverno, per chiarire la sua posizione – se non altro – per le future spese.


  • giorgio giorgi

    Il reg. condominiale (allegato al rogito) dichiara INDIVISIBILE ed inalienabile l’impianto di riscaldamento centralizzato. Possono alcuni staccarsi premesso che questi vengono affittati dal proprietario solo nei mesi estivi? In inverno raffreddano i confinanti.
    Grazie per la risposta

    giorgio giorgi


  • Massimo

    Salve ho gli uffici in un interrato dove passano le tubazioni degli impianti di riscaldamento di tutto il palazzo per altro coibentanti in lana di vetro e gesso e in 200 mq. era presente un solo termosifone che per altro ho distaccato per realizzare un impianto autonomo estivo ed invernale.Alla luce delle nuove sentenze posso chiedere il distacco dal centralizzato e cosa devo pagare
    grazie
    Massimo


  • antonietta

    Salve, se in una palazzina di tre appartamenti, in due si distaccano con il consenso unanime, il terzo che diventa a questo punto proprietario esclusivo della ex caldaia condominiale, può pretendere dagli altri due il pagagamento dei costi di manutenzione straordinaria sulla caldaia? In particolare i costi di depotenziamento della caldaia ed elettrici?
    Grazie in anticipo per la risposta. Sig.ra Antonietta


  • Fabio

    Il mio caso è controverso.
    -> maggio 2010: chiedo all’amm.re di potermi distaccare da impianto centralizzato inviato richiesta (e telefonica) scritta con raccomandata A/R
    -> giugno 2010: lavori in casa con distacco da impianto centralizzato e ulteriore comunicazione all’amministrazione con relazione del tecninco incaricato dei lavori.
    -> luglio 2010: cambio amministratore
    -> dicembre 2010 : il nuovo amministratore invia richesta di pagamento 1^ rata esercizio in corso dicendo di non aver ricevuto comunicazione da parte del vecchio amm/re
    -> marzo 2011: l’amministratore sta per portare ratifica dei lavori alla prossima assemblea di condominio.

    DOMANDA: quali i possibili scenari? Possibile scaricare sul vecchio amministratore per “Culpa in vigilando”? E per l futuro in caso di diniego da parte dell’assemblea?

    Grazie per il supporto
    FZ


  • Stefano

    Ho acquistato da poco un appartamento al primo piano di uno stabile degli anni ’30 che ha tre piani con undici unità.
    Nell’art. 11 del regolamento di condominio c’è scritto “La rinunzia al servizio di riscaldamento centrale non è ammessa”
    Io vorrei mettere il riscaldamento autonomo a pannelli per i seguenti motivi:
    – risparmio energetico
    – il sistema di riscaldamento a termosifone mi da fastidio (secchezza delle fauci e provoca la generazione di più polvere)
    Secondo Voi ho qualche possibilità di riuscire a staccarmi dal riscaldamento centralizzato?
    Grazie in anticipo per la risposta e cordiali saluti.
    Stefano


  • rocco

    Prima dei lavori per il distacco dall’impianto centralizzato il condomino deve far redigere una perizia tecnica che dimostri di non compromette gli equilibri termici ne aggravi la spesa di che resta collegato? Si può procedere al distacco e poi far redigere la perizia che deve essere presetanta all’Assemblea o all’amministratore? Nel caso in cui lo stabile condominiale sia di proprietà di un Istituto coloro di essi che volesse staccarsi dall’impianto centralizzato deve preventivamente munirsi di autorizzazione dell’Ente proprietario? Nel caso affermativo i lavori per il distacco sono da ritenersi illeggitimi? Chi si distacca é tenuto a pagare le spese di manutenzione ordinarie e straordinarie ? Infine come si calcolano dette spese?


  • Franco

    Ho in affitto un negozio in una unità immobiliare con un riscaldamento
    centralizzato con il sistema di collegamento dei radiatori in serie, vale a dire un unico tubo che porta acqua a tutti i radiatori di quella colonna (ci sono più colonne).Nel periodo che è acceso il riscaldamento nel negozio, non essendo molto grande, c’è un caldo
    fastidioso.Non potendo chiudere il rubinetto dei radiatori, perchè con il collegamento sopra detto, impedirei il flusso di acqua a tutti i radiatori di quella colonna. Quindi per eliminare questo problema sono stati montati al posto dei radiatori dei piccoli tubi baypass in modo da permettere il passagio dell’acqua senza fare calore.In base a questo ho chiesto all’amministratore del palazzo se devo sempre pagare la quota di riscaldamento. Risposta: SI!
    Chiedo gentilmente se posso appellarmi alla legge 10/91 e alle sentenze di cassazione pagando solo quello che prevede questa legge.
    Grazie


  • francesca.degorga

    Sono distaccata da 6 anni dall’impianto centralizzato, il regolamento di condominio prevede il pagamento del 33% delle spese di consumo,oltre la manutenzione. e’ stata effettuata una perizia in cui si accerta l’incidenza dei distaccati solo per il 15%.vorrei sapere se posso impugnare il regolamento inquanto esistono leggi se non erro che i distaccati debbano solo pagare la manutenzione.Posso chiedere la restituzione di quello che ho pagato precedentemente’ Quali leggi mi tutelano in attesa che venga approvata la 4041 decade il regolamento di condonminio? Grazie


  • martin

    VOGLEVO CHIEDERE SE SI PO STACCARE RISCALDAMENTO. ABITO IN SECONDO PIANO IN UN CONDOMINIO DI 5 PIANI. COME DEVO FARE E DOVE DEVO APPOGIARMI SECONDO NUOVA LEGGE CONDOMINIALE. E QUANDO MI STACCO QUANTO PERCENTO DEVO PAGARE CHE PASSANO I TUBI DAL MIO AFFITO. MI POTTETE SPIEGARE BENE PERFAVORE.


  • giuliani lina

    Buon giorno, avrei bisogno di un parere di una persona esperta non sapendo a chi dovrei rivolgermi in tempo.
    Sono un inquilino di un negozio, la professione del mio negozio e’ un centro abbronzatura ed estetica; da circa 3 anni ho chiesto all’amministratore di staccarmi dall’impianto centrale perche’ il mio negozio produce aria calda dalla mia attrezzatura (LAMPADE ABBRONZANTI) e sono obbligato all’espulsione dell’aria calda circa 30.000 mc/h sia nell’estate che nell’inverno percio’ non mi serve l’allacciamento all’impianto centrale; spreco di soldi (2.000.00 all’anno) e di energia l’amministratore ha accettato e mi ha mandato un nuovo conteggio delle spese alla base di questo io ho versato fino ad oggi.

    Dopo 3 mesi mi ha mandato una raccomandata che non si puo’ staccare; io nel frattempo avevo chiamato uno Studio termotecnico che mi ha mandato un tcnico per il distacco e la certificazione che il distacco non crea nessun danno e squilibrio all’impianto e nessuna spesa; ma il rifiuto dell’amministratore e dei condomini e’ insistente e chiedono tutta la spesa dei 3 anni indietro pur sapendo che io ho presentato tutta la documentazione all’amministratore compreso il benestare del proprietario, anche qualche lettera del nostro legale ma niente da fare l’unica risposta e’ la minaccia del recupero del credito, la scusa dell’amministratore e’ che nel regolamento condominiale e’ scritto la frase: art.16 la rinuncia ai servizi comuni non e’ ammessa. senza specificare il divieto del distacco dell’impianto centrale, e mi chiede 800 euro come spesa personale come solleciti e raccomandate e spese di idraulico per distacco dell’impianto di riscaldamento.

    La ringrazio anticipatamente e la saluto.


  • ggiamber

    Desideravo avere un vostro parere per un caso di distacco particolare.
    Per insufficienza nello scarico dei fumi della canna fumaria collettiva ramificata (a tiraggio naturale) alcuni anni fa si e’ deliberato di distaccare l’ultimo piano con la creazione di una canna fumaria singola.
    Piu’recentemente, ancora in considerazione della scarsa qualita di tiraggio in quasi tutti gli appartamenti, si e’ deciso di sostituire tutte le caldaie a tiraggio naturale con caldaie del tipo C modificando/sostituendo l’attuale canna con altra in acciaio del tipo monoflusso; lasciando pero’ esclusa la caldaia dell’ultimo piano, la mia, ormai distaccata.
    Sono costretto a condividere le spese per la nuova canna, la cui nuova architettura per me manca dell’essenzialita’ del servizio?
    Grazie


  • monica

    buonasera sono monica, volevo chiedere un informazione, sono in affitto in un locale commerciale dove ho come attivita un bar gelateria ,pasticceria, ho un problema con il condominio soprastante perche’ e da 3 anni che mi chiede il pagamento dei riscaldamenti, quando io all’interno del locale commerciale non possiedo ne tubi di riscaldamento,ne elementi , e neanche chiavette da chiudere per non usare la fonte di calore.oltre tutto con l’attivita che possiedo un aggiuntiva fonte di calore in piu mi andrebbe a danneggiare perche il troppo calore mi porterebbe allo scoppio dei compressori e alla rovina delle materie prime.quindi chiedo se sono obbligata a pagare perche a mia volta se non li pago io , li vanno a chiedere al padrone dei muri con atti di pignoramenti e quindi poi lui si avvale su di me e li vuole essere pagati da me’ a sua volta .


  • monica

    in attesa di una vostra risposta ringrazio cordialmente . monica.


  • barbara

    buongiorno, vivo al 4 e ultimo piano di un condominio con riscaldamento centralizzato a gasolio e il mio appartamento è l’ultimo della colonna. protesto da anni per il riscaldamento perché in casa mia, in inverno, ci sono 25-26 gradi e sono all’ultimo piano, figuriamoci il primo, ma l’amministratore mi risponde sempre che nell’altra scala hanno tutti freddo e perciò deve continuare a tenere la caldaia accesa così. più volte sono state messe all’ordine del giorno delibere riguardanti il passaggio all’autonomo o almeno l’installazione dei contabilizzatori ma non se ne è fatto niente perché dal 2007 l’assemblea non raggiunge il numero legale per deliberare! essendo l’ultimo appartamento della colonna credo che potrei distaccarmi facilmente ma dovrei comunque continuare a pagare qualcosa. succede ora, però, che i vigili del fuoco abbiano trovato delle irregolarità nell’impianto e che perciò, fra pochi giorni, l’assemblea dovrà deliberare il passaggio dal gasolio al metano, con l’obbligo di spostare la caldaia dagli attuali locali al terrazzo condominiale. posso approfittare dell’occasione per dichiarare che non intendo partecipare all’acquisto e distaccarmi? preciso che, nel condominio, vi sono già degli appartamenti autonomi perché, quando fu installato il riscaldamento, negli anni 50 credo, diversi condomini non parteciparono all’acquisto e perciò non sono mai stati considerati proprietari dell’attuale impianto, con esonero dalle spese.preciso anche che nulla viene detto nel regolamento condominiale, due misere paginette mai registrate redatte nella notte dei tempi, prima dell’installazione del riscaldamento centralizzato. grazie


  • luca

    Salve vivo in una palazzina al terzo e ultimo piano, abbiamo riscaldamento di tipo centralizzato autonomo(ogni condomino ha un cantascatti per riscaldamento e acqua calda). Ciò comporta che anche se la centrale termica nn viene utilizzata da nessuno rimane accesa e quindi consuma metano. Ormai da un anno ho installato una stufa a pellet e sono completamente autonomo per il riscaldamento di casa mia.Posso chidere all’amministratore di nn farmi più pagare le spese di gestione ordinaria della caldaia, cioè appunto quando la caldaia và e nessuno la utilizza?
    Grazie anticipatamente per la risposta


  • marco

    buongiorno..attualmente vivo con la mia compagna (non siamo sposati ma conviventi)nella casa che era di proprieta’ di mia madre, che purtroppo è deceduta il 10 di gennaio 2011..Devo fare la sucessione dopo di chè diventeremo eredi io e mia sorella al 50% essendo intestatari prima della morte di mia madre di 1/6 a testa. Il punto è questo, che attualmente non ho denunciato la morte di mia madre agli enti degli allacciamenti (acqua,luce,gas) in quanto essendoci delle grosse pendenze che pero’ io non sono in grado di pagare in una botta sola, qual’ora io facessi una voltura o chiusura degli stessi. A questo punto succede che mia sorella minaccia di denunciare agli enti fornitori della morte di nostra madre e di conseguenza la chiusura degli stessi. La mia domanda ora è: mia sorella ha la facolta’ di fare questo NON avendo la residenza in questa casa ??(tieni presente che IO HO la residenza con la compagna, siamo disoccupati e aspettiamo una bambina)


  • marco

    grazie in anticipo della risposta..cordialmente.


  • Roberta

    Buonasera,
    sono proprietaria di un appartamento in un residence in montagna. Ovviamente è presente il riscaldamento centralizzato, quindi vorrei chiedere quali sono le procedure da seguire per potermi distaccare.

    Vi ringrazio anticipatamente.


  • Giorgio

    Buongiorno, mi risulta che ci sia una nuova normativa per le unità tipo magazzini/depositi ai piani seminterrato e interrato, che numero ha la sentenza o la legge? Grazie


  • giulio

    Salve, sono proprietario di un negozio con riscaldamento condominiale, dal quale mi sono completamente distaccato da anni, il regolamento condominiale vieta il distacco dal riscaldamento comune a tutti gli allogggi non citando i negozi.
    L’ attuale riscaldamento dei miei locali è formato da termoconvettori,
    che producono aria calda o fresca a seconda delle stagioni.
    Ho inviato all’ amministratore regolare raccomandata, dopo numerose richieste verbali, per avvisare i condomini, alla prima assemblea, del mio avvenuto distacco, ma l’ amministratore non mi da risposte e continua ad inviarmi i bollettini per i pagamenti comprensivi di spese di riscaldamento.
    Come mi devo comportare?


  • Tommy

    Da un condominio di 18 inquilini, con riscaldamento centralizzato,16 condomini si sono staccati,senza presentare nessun documento,in cui dimostrino il loro effetivo distacco e che non arrecano nessun scompenso all’ impianto stesso.Essendo rimasti 2 condomini se non presentano tale documentazione,possiamo richiedere una percentuale di pagamento di gasolio visto che crediamo di esssere molto danneggiati? Grazie da Tommy Porto Torres


  • Livio

    Vorrei sapere come ci si regola, relativamente al distacco dall’impianto centralizzato, in riferimento, all’art. 4 punto 9 del Dlgs 59/2009 che prevede sia preferibile il mantenimento del centralizzato e che i calcoli da allegare alla relazione difficilmente giustificano il risparmio energetico con l’adozione di più generatori autonomi.


  • Luisa

    Buongiorno,
    abito con mio marito in un condominio di tre unita’ abitative. Durante i lavori di ristrutturazione del nostro appartamento appena acquistato, siamo venuti a sapere dagli altri due condomini che la caldaia centralizzata era da sostituire e che loro sarebbero presto passati all’autonomo. Pertanto abbiamo subito provveduto al distacco dalla caldaia centralizzata per evitare, in un secondo momento, di dover effettuare ulteriori lavori in casa.
    Una volta attivato il nostro impianto autonomo gli altri due condomini, probabilmente intimoriti dai costi tropo elevati, hanno deciso di sostituire la caldaia esistente senza effettuare il passaggio all’autonomo. La nuova caldaia avrebbe una potenza ridotta (ora sarebbero in due ad usufruirne). Loro pretendono di suddividere in parti uguali le spese per l’acquisto della nuova caldaia, anche se noi non potremmo mai usufruirne in quanto dimensionata per due. Inoltre pretendono la nostra quota per le spese di manutenzione ordinaria e straordinaria e l’aggravio dei costi che il distacco comporta. Questo e’ stato da loro stabilito pari a circa il 30% dei loro consumi.Come dobbiamo comportarci?Sono legittime le loro pretese?
    Grazie in anticipo.Luisa


  • maria rita

    Salve, abito all’ultimo piano di un condominio costruito con impianto centralizzato dal momento dell’acquisto nel 2004 altri condomini dello stesso stabile hanno fatto richiesta di distacco sostenendo ogni uno le proprie spese e nel luglio del 2009 ho fatto la stessa scelta ma il condominio ci chiede di pagare oltre alle spese di manutenzione dell’impianto anche quelle di consumo mensile e annuale tra l’altro con una ripartizione millesimale che non ci è mai stata spiegata volevo sapere se mi spetta pagare cosa e quanto.


  • facciolo maria giovanna

    salve, la presente per chiedervi:viviamo in un condominio con riscaldamento centralizzato a gasolio, i tubi che passano negli appartamenti sono a colonna. Abbiamo ristrutturato l’appartamento e predisposto per riscaldamento autonomo.precisiamo che durante il periodo invernale arriviamo ad avere in casa 25/26 gradi tenendo le finestre aperte(insostenibile!)Vorremmo sapere è possibile staccarsi dall’impianto centralizzato e quali spese dovremmo sostenere al condominio?A quale ente rivolgersi per informazioni?grazie anticipatamente saluti


  • riccardo

    Grazie.

    mi avete chiarito perfettamente le idee. Mi stavo preoccupando dato che l’amministratore prima mi disse che si poteva risparmiare X percentuale sul totale del costo delcondominio…poi quando ho chiesto come fare mi disse di mandare una richiesta per vedere se da regolamento si può fare.
    Adesso ho capito come fare.


  • lorenzo66

    sono un condomino ke abita a roma ultimo piano. la settimana scorsa il condominio ha eseguito una delibera per adeguare la vecchia caldaia condominiale alle norme vigenti: costo totale 85000 piu IVA!!! OLTRTUTTO DEVONO ANKE FARE DEI LAVORI IN CASA DI OGNUNO PER ADEGUARE LE TUBATURE DEL RISCALDAMENTO. POSSO rifiutare di far eseguire i lavori in casa mia e cosi cogliere l”occasione per distaccarmi mettendo un impianto autonomo e di conseguenza non dover partecipare a una spesa cosi onerosa?


  • maria

    Ho un mutuo per un apartamento in un secondo piano, edificio di 4 piani. habito con due figli. Le spesa di riscaldamento sono troppo alte. Vorrei sapere si posso distaccarmi, dove dovo andare per i documenti de permesso, prima che arriva l’inverno .Con quanto tempo di anticipazione devo informare al condominio?, grazie.


  • CarloAntonio

    Buongiorno- Carlo Antonio
    Sono un condomino da appena tre mesi in un Vecchia Appartamento ACER.
    Termosifoni Obsoleti da oltre 50 Anni.
    Impianto Centralizzato con telecomando Da HERA di Modena.
    Consumo Enerme,non si può respirare bisogna tenere aperte finestre
    Obsolede.
    Cosa posso fare che l’Amministratore non mi consente di fare ciò, come pure la ACER.
    Grazie, abbiamo la riunione 18/07/2011.
    GRAZIE se mi date un ASiuto-per sopravvivere con le mia piccola pensione€ 540.


  • MICHELE MAERO

    Ho saputo di una nuova legge, forse già promulgata, che, al fine di ridurre i consumi inutili in case di montagna con riscaldamento centralizzato ed abitate in pochi periodi, imporrebbe l’inserimento di valvole presso i singoli radiatori, in modo da ridurre il consumo quando l’alloggio non è abitato.
    Mi potete cortesemente dire qualcosa di preciso, indicandomi, possibilmente, gli estremi di quella legge?
    Vi ringrazio moltissimo.
    Michele Maero


  • rosanna chessa

    buongiorno,
    vorrei levare alcuni elementi dai caloriferi presenti nelle stanze del mio appartamento per diminuire la rata del riscaldamento diventata ormai troppo onerosa. Come devo comportarmi con l’amministrazione? devo comunicarlo a mezzo lettera raccomandata? Grazie


  • Giuliano

    Salve. Io sono autonomo da 15 anni, essendomi staccato dal riscaldamento centralizzato. Ora vogliono cambiare la caldaia. Devo partecipare alla spesa? Grazie


  • angela

    salve, vivo in affitto in un appartamento al primo piano, dotato di riscaldamento centralizzato.
    L’alloggio è dotato di termosifoni solo nel salotto e nella camera da letto, mentre cucina e bagno presentano dei tubi di allaccio ma non collegati ad elementi riscaldanti.
    Mi trovo a pagare delle spese di riscaldamento anche per i 2 ambienti che durante la stagione invernale rimanno freddi. Posso chiedere al proprietario di installare dei condizionatori, e convertire quindi l’impianto da centralizzato ad autonomo? Ke spese dovrei sostenere? Cosa mi dovrei pagare al condominio?
    Grazie.


  • agostino

    Nel mio condominio, su 23 inquilini 16 si sono da qualche anno gradualmente distaccati dall’impianto centralizzato.Al di là della norma condominiale esistente nel regolamento specifico circa l’autorizzazione da richiedere al condominio stesso per i distacchi in questione( se sia valida o meno, come da Cassazione), resta il fatto pratico non certo trascurabile che le spese di fornitura del gasolio vengono ripartite sui restanti 7 condomini. E poichè l’alimentazione, data l’invariata e non modificabile potenzialità dell’impianto( per vetustà dell’edificio), resta evidentemente la stessa,le spese in oggetto per gasolio finiscono per quasi triplicarsi a carico dei non distaccati.Vorrei sapere da un esperto di tali problemi se ha comunque senso dal punto di vista giuridico una tale circostanza. Sarei portato a pensare che, quando si è condiviso da sempre l’impegno-dovere di partecipare alla suddivisione delle spese per il mantenimento e la conservazione di un bene comune, tutto quanto detto non sia possibile.Potendo comunque sbagliarmi, chiedo di poter essere informato sulla effettiva essenza di fatti. Grazie.


  • Maria

    Salve, abito in un condominio di cinque appartamenti, il mio si trova all’ultimo piano. Nel 2008 ho fatto un distacco unilaterale dal riscaldamento centralizzato col contaore, dopo una perizia di un tecnico, continuando a pagare le spese di manutenzione ordinaria della caldaia.Leggendo un pò di quesiti e risposte mi sembra di aver capito che dovrei pagare solo le spese di manutenzione STRAORDINARIA se è così vorrei sapere come chiedere il rimborso delle spese erroneamente pagate e non pagare più le prossime. Spero in una vostra veloce risposta, magari con le varie sentenze. Grazie mille!


  • giancarlo gentile

    ABITO IN UN CONDOMINIO AL TERZO PIANO (TOTALI CINQUE) E VORREI DISTACCARMI DAL RISCALDAMENTO CENTRALIZZATO; DEVO CONTINUARE A PAGARE (ANCHE SE IN PARTE) LA MIA QUOTA PER IL RISCALDAMENTO ? GRAZIE PER LA CORTESE ATTENZIONE GIANCARLO


  • Stefano

    Buongiorno. La mia situazione è la seguente: l’impianto condminiale di riscaldamento è fuori norma in maniera grave (si hanno problemi di accessibilità al vano caldaia difficili da sanare) e a causa di impugnative varie di decisioni assembleari, da parte di diversi condomini, per quest’inverno rimarrà inattivo.

    E’ possibile staccarsi da un impianto NON in regola e NON funzionante (seppur temporalmente, ma con un orizzonte non definito di risoluzione del oproblema) adducendo a motivo la necessità di riscaldarsi?
    E’ legittima in questo caso la pretesa di non pagare neanche le (eventuali) future spese straordinarie per l’impianto di riscaldamento condominiale?

    Grazie. Stefano


  • massimo

    Salve,abito in un condominio all’ultimo piano con riscaldamento centralizzato a gasolio.
    Il problema e’ questo: tetto non coimbentato,riscaldamento di tipo radiale a pavimento che arriva solo a meta’dell’appartamento e risulta sulla tabella millesimale in tutto l’appartamento ,la temperatura vista dai tecnici mandati dall’amministratore e’ sotto i 18 gradi dove’ c’e’ il riscaldamento mentre ci sono i pinguini dove non arriva.La visita dei tecnici e’ avvenuta dopo 3 anni di solleciti, considerando che non pagavo le spese di condominio mai per intero perche’ aspettavo che ci fosse una correzione sulla tabella millesimale, oggi invece ricevo le nuove spese condominiali con nessuna correzione ed in piu’mi e’ arrivata un altra raccomandata di morosita’. Consideri che i tecnici dicevano che si sarebbe potuto fare la coimbentazione del tetto ed aggiungere qualche termosifone pero’il distacco non poteva essere fatto.Avrebbero trasmesso tutto all’amministratore ma sono 5 mesi che aspetto notizie ma nulla . Adesso prima di parlare con l’amministratore volevo sapere quali sarebbero i miei diritti visto che non fruisco del servizio che gli altri condomini hanno ed in piu’ dovrei pagare una cifra che non corrisponde. Grazie


  • Giovanni

    Sono proprietario di un negozio dato in affitto. Il mio inquilino mi ha chiesto di distaccarsi dall’impianto centralizzato. Vorrei sapere se:
    1) E’ suo diritto chiedere il distaccamento;
    2) Posso rifiutare in quanto padrone di casa di provvedere al distaccamento;
    3) Il costo dell’eventuale distaccamento spetta a lui o a me che sono proprietario.

    Grazie e cordiali saluti.


  • fede

    salve abito al primo piano di una palazzina a tre piani.. vorrei sapere se posso distaccarmi senza il consenso unanime dei condomini, preciso che non vi e nessun reglamento che diniega il distacco,ma siamo in presenza di un aministratore.. pur nn avendo il consenso unamine che maggioranza devo ottenere? e nel caso in cui non riesco ad ottenrla posso comunque procedere al distacco avendo un a prerizia? preciso ke i motivi sono sia lo spreco in quanto in casa non c e mai nessuno tranne per pernottare, costi elevati e temperatura davvero eccessiva..! grazie spero in una vostra celere risposta.


  • vincenzo

    Salve, il mio condominio è composto da 20 famiglie e 10 piani, solo il mio alloggio è staccato da tanti anni dal centralizzato e con ciò mi hanno fatto sempre pagare il50% dell’intera spesa annua. Da poco ho comunicato all’amministratore che non intendo pagare per l’anno 2011/2012. Se non dovesse accettare la mia richiesta quali sono i tecnici che accertano che la mia unità immobiliare non aggravi sullo squilibrio termico? Grazie


  • raffaela

    ma allora come vincere questo soppruso specialmente x noi commercianti a noi non riscalda il negozio e’ grande si disperde il calore Paghiamo anche se distaccati e una rata altissima perche’ in base ai mq….
    che ingiustizia !!!!!!!!!


  • FEDERICA

    Salve abito in un appartamento al primo piano di uno stabile che ha tre piani con otto unità.
    nel regolamento di condominio c’è scritto “La rinunzia al servizio di riscaldamento centrale è ammessa pagando il 33 % del riscaldamento.
    Io vorrei mettere il riscaldamento autonomo per questi motivi:
    – risparmio energetico
    – il sistema di riscaldamento a termosifone mi da fastidio (secchezza delle fauci e provoca la generazione di più polvere,)
    -cifre assurde ma sopratutto l alta temperatura,tanto da aprire le finestre.
    Secondo Voi ho qualche possibilità di riuscire a staccarmi dal riscaldamento centralizzato e soprattutto la possibilità di contribuire alle spese straordinarie ma non alla quota dell 33% stabilito da regolmanto?premetto che il regolamento non è stato mai modificato dalla data di costruzione dello stabile,cioè è quello stabilito dal costruttore.
    Ho quale possibilità di non pagare la quota?
    In attesa di una vstr. celere risposta le porgo cordiali saluti.
    federica.


  • PELLEGRINO ILARIO

    BUON GIORNO. HO UNA ATTIVTA’ COMMERCIALE CON RISCALDAMENTO CENTRALIZATO
    VORREI STACCARMI DAL CONDOMINIO E FAR ISTALLARE LE POMPE DI CALORE. VOLEVO SAPERE IO UNA VOLTA STACCATO DEVO CONTINUARE A PAGARE AL CONDOMINIO E SE SI QUANTO IN PERCENTUALE.
    VOLEVO SAPERE ANCHE: SE I TERMOSIFONI SONO PIOBATI CIOE’ CHIUSI IO PAGO IL 50% O IL 30% ?

    Distinti saluti.

    PELLEGRINO


  • Pusceddu Gesuardo

    Salve vorrei un chiarimento,abito in una palazzina di 4 piani quindi al 4.Questanno l’amministratore a deciso di non acendere il riscaldamento x mancanza di fondi,ci sono diversi condomini che non pagano. Io ho sempre pagato, può lasciarmi al freddo? poi oh ricevuto una lettera da un avocato chiede dei soldi non pagati dall’amministratore x il gasoglio del 2011 devo ripagare alla ditta e reccuperarli dall’amministratore o posso non pagare? grazie cordiali saluti


  • mario

    Condominio con N. 11 u.i. una delle quali si è distaccata, dopo molte controversie legali l’operazione è stata è riconosciuta legittima.
    Successivamente il condominio si collegato alla rete del teleriscaldamento sostenedo un costo, l’u.i. in questione deve parteciapre alla spesa?
    Ringrazio in anticipo per la risposta
    30/10/2011


  • mario

    Consulenza ottima e di grande aiuto anche per chi svolge la professione, saluti


  • AMERIGO

    vorrei sapere: abito in un condominio che ha tre palazzine che si riscaldano da una sola caldaia,essendomi staccato completamente dall’impianto centralizzato sono obbligato a pagare il 100% del riscaldamento, non ci sono delle quote????
    grazie


  • Gianni-effe

    Desidero sapere se è possibile distaccarsi dal riscaldamento condominiale,che funziona con il gasolio, sapendo che l’appartamento è dell’ Istituto Case popolari (ATER) ed è posizionato, solitario, nell’ultimo piano della prima, delle due, palazzine.


  • marilena

    Salve volevo sapere se staccandomi dal centralizzato sono comunque obbligata a pagare le quote per i condomini morosi il mio amministratore mi ha detto di si c’e qualche legge che mi obbliga a farlo se io non usufruisco piu del centralizzato?So che comunque devo contribuire alle spese di manuntenzione e conservazione dell’impianto ma non ho letto da nessuna parte che devo continuare a contribuire per i morosi mi voglio staccare proprio per quello e non solo io ma siamo in 13 che lo vogliono fare mi potete aiutare a capire come funziona?Grazie


  • Alfredo gattoni

    Salve,abito in un condominio all’ultimo piano con riscaldamento centralizzato a gasolio.
    Il problema e’ questo: o segnalato la mia intenzione de diventare termoautonomo in asamblea il 08/11/2011 vorrei sapere se posso distaccarmi senza il consenso unanime dei condomini, preciso che non vi e nessun reglamento che diniega il distacco,ma siamo in presenza di un aministratore.. pur non avendo il consenso unamine che maggioranza devo ottenere? e nel caso in cui non riesco ad ottenrla posso comunque procedere al distacco avendo un a prerizia? Quale documentazione devo presentare e quanto devo pagare al condominio, grazie


  • Marco

    Salve, abito in un condominio di 10 unità con riscaldamento centralizzato. Alcune unità hanno la predisposizione per il riscaldamento autonomo. Un condomino ha inviato comunicazione all’amministratore con allegata perizia nella quale informava il condominio che lui si sarebbe staccato dall’impianto centralizzato.La perizia riporta che non c’è aggravio di costi per gli altri condomini.
    Se però anche altri 3 condomini che hanno la predisposizione per l’impianto autonomo dovessero poi fare lo stesso fornendo la medesima certificazione cosa succede agli altri condomini? Nello specifico 6 unità rimarrebbero con il centralizzato e 4 con l’autonomo, possibile che non ci sia un aggravio di costi di consumo per le 6 unità a centralizzato? Se invece c’è danno come faccio a bloccare da subito il primo condomino che si vuole staccare e che ha già inviato comunicazione all’amministratore? Come faccio a verificare che in realtà lui poi non si agganci (se ha installato un semplice commutatore?) nuovamente all’impianto in maniera tale da beneficiarne senza pagare le spese di consumo?
    Grazie

    Marco


  • stefano

    Un condomino si è staccato dall’impianto centralizzato a gasolio per farsi un autonomo a gas.
    VOlendo adesso noi altri condomini rimasti al centralizzato, convertire la caldaia da gasolio a metano, e necessitando di maggioranza all’unanimità, quest’ultimo avrebbe diritto di voto????
    Perchè, immagino che dovendo non vorrebbe partecipare alle spese straordinarie a cui andrebbe ancora incontra, potrebbe “boicottare” la scelta di un intero condomio, quando lui paradossalmente è già a gas!!!!
    Potrebbe succedere veramente una cosa del genere???
    Grazie


  • sabrina

    ho subito un distacco coatto da parte del condominio,il che mi ha obbligato all’installazione del riscaldamento autonomo.Preciso che ho installato la centralina all’interno del mio appartamento,ma l’amministratore continua ad inviarmi ancora i bollettini del riscaldamento.Vorrei comunicargli che per la spesa ordinaria del riscaldamento nulla gli é più dovuto,ma vorrei trovare anche i termini legali.Potete aiutarmi?
    Grazie per la collaborazione


  • Stefania

    Salve,
    Ho acquistato da un mese un appartamento sito al I piano di uno stabile di 5 piani con riscaldamento centralizzato. Ho progettato l’istallazione di condizionatori per aria calda e fredda. Sarebbe mia intenzione distaccarmi dal sitema centralizzato. Preciso che al momento non vi siano nè un regolamento nè un amministratore. Quale dovrebbe essere la mia condotta per realizzare quanto progettato? Quali costi sono tenuta a sostenere? In quali millesimi eventualmente per la manutenzione?
    In attesa di un Suo cortese cenno, porgo cordiali saluti.


  • maik48

    Un saluto a tutti ,ho’ bisogno urgente bisogno di aiuto:sono proprietario di una villa in campagna unifamigliare predisposta per due famiglie ,ho venduta una porzione di villa ,ma guardando tutta la documentazione e’ i lavori fatti ,mi sono accorto che l’impianto di riscaldamento pur essendo funzionanti con relative caldaie separate ,il tecnico che a’ fatto tempo fa i lavori di divisione a’ lasciato i collettori di comando del flusso dell’acqua calda e’ fredda nella cucina dell’altra porzione di villa ,ora come posso fare? puo’ essere un problema ,posso avere delle percussioni da chi ho venduto la meta’ di villa ? grazie spero quanto prima una vostra risposta Maik8


  • pasquale

    Mi sono distaccato dall’ limpianto di riscaldamento centralizzato del condominio da circa 3 anni, o fatto tutte le cose in regola anche una dichiarazione di un teccnico ecc.. , ma oltre a pagare la regolare manutenzione annuale pago il 30% sul consumo, questo imposto dal condominio, ma leggendo posso capire che io non sono dovuto a pagare il consumo del gas, e anche la manutenzione.e vero?


  • Pappalardo Domenico

    Buonasera, ho da sottoporle il nostro caso: premetto che l’impianto centralizzato del riscaldamento e quello di tipo “a vaso d’espansione”, ovvero esistono varie colonne montanti sino al piano di copertura, ed ognuna di essa serve i radiatori in linea ai vari piani, . Ora staccandosi un condomino da tale impianto, chiuderebbe solo l’afflusso di acqua calda al suo radiatore, ma continuerebbe a godere del caldo che le colonne montante passante nel suo appartamento genera.
    Come ci si deve regolare in questo caso? Come valutare il relativo consumo di carburante?


  • Roberto

    Buongiorno,

    vivo all’ultimo piano di una palazzina di 4 piani.
    Le spese di riscaldamento sono spalmate su 11 mesi, e per quel che mi riguarda sono molto costose.
    allo stesso tempo, la temperurata nel mio appartamento non e’ a norma, e’ sensibilemnte bassa, fa freddo, perche’ la caldaia non viene tenuta a regime massimo (quindi ho termosifoni tiepidi) e l’orario non viene rispettato.
    Vorrei staccarmi e farmi termoautonomo, ma allo stesso tempo smettere di pagare la quota di spese condominiali relativa al riscaldamento per mancata erogazione del servizio.

    Posso avere notizie in merito, su un corretto iter da seguire?
    grazie
    saluti
    roberto


  • moffa anastasio

    Salve posseggo un attico come seconda casa, il quale è sul lastrico solare di un condominio per cui fuori dal contesto dell’immobile attalmente il riscaldamento è condominiale, nella ristrutturazione del medesimo ho provveduto a farmi modificare l’impianto di riscaldamento nella eventualità di un distacco in autonomo, mà aimè in una mia richiesta in assemblea condominiale mi è stata negata.Ora considerando che questo attico è posizionato sul lastrico solare fuori dal monoblocco del condominio non confina ad eccezione del pavimento con nessun altro locale nè sopra nè a lato e, dato che l’uso del medesimo è discontinuo, è nel mio diritto potermi staccare dall’impianto centralizzato? Se si,con quali oneri? Grazie Cordiali Saluti


  • MARIO

    Salve nel leggere le voste mail mi chiedo:
    La caldaia per riscaldare 20 appartamenti (impianto centralizzato) sarà / o sarà stata progettata per quello scopo!
    se di 20 appartamenti 8 decidono di staccarsi dall’impianto di riscaldamento la caldaia funzionerà comunque ma in proporzione consuma molto di piu. a mio avviso è impossibile dimostrare che il distacco dal centralizzato non comporta un aggrvio di spese agli altri . Sulla percentaule dipende. Esempio se organizzate una gita in montagna con un autobus per stare tutti insieme, il noleggio non ve lo fanno pagare ma pagate solo il consumo del carburante. se fate un secondo viaggio ma 10 non si presentano secondo voi pagarete di meno o di piu per persona partecipante?
    In molti comuni obbligano i progettisti che realizzano palazzine con piu di 4 appartamenti a realizzare l’impianto centralizzato, vi assicuro che a parità di dimensioni spendono molto meno! Oggi inoltre è possibile anche regolare la temperatura interna e pagare quanto concumato.

    Grazie e buona Fortuna.


  • angelo

    Salve, vivo all’ultimo piano (il settimo) di un edificio che ha circa 40 anni di vita , con una caldaia a gas ed un impianto molto vetusto: in pratica anche con il freddo atroce di questi giorni in casa non si raggiungono mai i 20 gradi previsti .( nelle ore di accensione del mattino 05/08,00 i termosifono all’ora di chiusura sono tiepidi, mai bollenti e la temperatura non è mai più di 18 gradi. La sera dalle 17 alle 22,00 , solo intorno alle 19,00 i termosifoni sono bollenti, ma la temperatura in casa non raggiunge mai i 20 gradi. Pago sempre più degli altri salatissime bollette (essendo l’ultimo piano)e sono costretto a tenere il cappotto in casa. Posso distaccarmi dall’impianto collegandomi ad uno autonomo e pagare solo le spese di manutenzione straordinaria della caldaia condominiale?


  • letizia

    Sono proprietaria da qualche anno di un piccolo appartamento,il vecchio proprietario si era distaccato dal riscaldamento condominiale.L’anno scorso hanno cambiato la caldaia e hanno detto che io devo contribuire al pagamento,con una cifra considerevole.Volevo sapere se e in che termini devo pagare e se per l’approvazione della sostituzione caldaia ci voleva l’unanimita’o bastava la maggioranza, perche’ io non ho saputo nulla.Grazie


  • Giorgia Manieri

    @Letizia Per legge al condomino che si è staccato dal riscaldamento centralizzato spetta esclusivamente il pagamento delle sole spese straordinarie. La sostituzione della caldaia è appunto una spesa straordinarie e Lei è tenuta a pagarla, poichè resta sempre proprietaria dell’impianto di riscaldamento centralizzato, e potrebbe in qualunque momento riallacciarsi.


  • antonio

    salve sono antonio vorrei sapere.
    siccome abbiamo un impianto di riscaldamento a gasolio che è centralizzato e siamo quattro unità, io potrei staccarmi e farmi l’impianto autonomo,lo posso fare.


  • Giorgia Manieri

    @Antonio Per staccarsi dall’impianto di riscaldamento centralizzato è necessario soddisfare alcuni requisiti:
    – Non deve essere vietato dal regolamento di condominio.
    – Non deve apportare malfunzionamento all’impianto centralizzato e aggravio di spesa per i condomini che restano.
    – Il tutto deve essere provato da una perizia tecnica che va presentata all’assemblea prima del distacco.
    Visto che siete solo quattro unità non sarebbe più facile passare tutti quanti all’autonomo?
    In ogni caso queste sono le regole generali, ma poi ogni situazione va valutata in base a parametri più complessi come: il piano dell’immobile, il tipo di riscaldamento centralizzato, ecc.


  • Angelino Tedde

    Abito in una palazzina di 4 piani e 12 appartamenti (tre per piano). Il mio alloggio è al quarto piano con sottotetto. Il condomino sottostante, abitante cioè al III piano, presentando semplicemente una sentenza di cassazione, si è staccato dall’impianto a gasolio centralizzato, passando all’impianto ad aria propanata (qui non abbiamo ancora il metano). Il fatto è che da quando il condomino è passato all’aria propanata, io ho subìto, un evidente perdita di calore, visto che il soggetto di cui si parla, accende ben poco il suo impianto e di fatto sfrutta col fenomeno dell’osmosi tanto il riscaldamento del mio piano quanto quello del II piano, in mezzo al quale, l’astuto risparmiatore viene a trovarsi. Lo stesso condomino non ha mai prodotto nessuna perizia tecnica prima e dopo l’installazione dell’impianto e nessuno può controllare se il furbetto non abbia posto in essere un by pass per utilizzare a suo piacimento anche il riscaldamento a gasolio. Il medesimo soggetto si limita a pagare su una quota mensile 39 euro su 100. I magistrati con queste autorizzazioni mi pare abbiano dimostrato di ignorare i principi elementari di Fisica e i furbi in Italia abbondano. Ho calcolato che se il condomino secessionista dovesse far funzionare ad aria propanata e per le ore di fascia C il riscaldamento non gli basterebbero il triplo o il quadruplo del costo col riscaldamento a gasolio.
    Grazie, per la risposta.


  • Giorgia Manieri

    @Angelino Tedde
    Indipendentemente dal tipo di impianto autonomo che il condomino del terzo piano ha adottato, il punto è: 1) Doveva obbligatoriamente far redigere ad un tecnico abilitato una perizia che rispondesse ai dettami della Legge, in mancanza della quale il distacco è da ritenersi abusivo e lesivo degli interessi degli altri condomini; mentre gli altri condomini e/o l’Amministratore del Condominio, hanno tutto il diritto di verificare, o far verificare da un proprio tecnico di fiducia, il distacco e la regolarità delle opere eseguite. 2) Non credo che il fatto che Lei ritenga di subire una perdita di calore, probabilmente per effetto del pavimento più freddo, possa essere facilmente dimostrabile, se non con una perizia, una causa e una sentenza positiva. A questo proposito tenga presente che oggi è possibile chiamare il condomino che procura il danno, in mediazione, con risparmio di tempo e denaro. 3) Se però l’assemblea lo avesse autorizzato a pagare i 39€ mensili, potrebbe significare che vi è stato un accordo transattivo che assume la forza di tacita autorizzazione, se invece autoriduzione non vi fosse, male farebbe l’Amministratore ad accettare tale importo ridotto.


  • IUBATTI ILEANA

    Ho comperato da tre anni un appartamento, la sto ristrutturando, ho da sempre i termosifoni staccati (poggiati a terra, ho fatto l’impianto autonomo e continuano a farmi pagare le bollette per intero, devo ancora pagare?


  • Giorgia Manieri

    @Iubatti Ileana
    Quando Lei ha acquistato l’appartamento si è staccata dal riscaldamento centralizzato seguendo l’iter di Legge?


  • IUBATTI ILEANA

    Grazie della mail chiarissima. Chiedo troppo? Desidererei fare una nuova domanda. Come ho già detto ho sempre avuto i termosifoni staccati ma non ho ancora fatto ufficialmente (per iscritto) la richiesta di distacco dal centralizzato, devo pagare il 100% oppure c’è una percentuale diversa per chi non usufruisce del calore? Devo richiedere al più presto una riunione condominiale poichè la specie di amministratore fa un po’ a modo suo senza riunire mai il condominio. Grazie in anticipo.


  • Giorgia Manieri

    @Iubatti Elena
    Per la Legge un appartamento usufruisce del riscaldamento centralizzato oppure ha il riscaldamento autonomo, non ci sono vie di mezzo.
    Dal momento in cui Lei presenterà la perizia tecnica e seguirà l’iter previsto dalla Legge, allora potrà contribuire alle sole spese straordinarie del centralizzato. Fino ad allora dovrà pagare il 100% di quanto richiesto dall’amministratore.
    Il nostro studio resta a Sua disposizione per una eventuale verifica dell’impianto di riscaldamento condominiale per valutare la fattibilità del Suo distacco ed eventualmente per effettuare la perizia tecnica. Può contattarci al 3314254865 o mandarci una mail.


  • Gaetano

    Sto ristrutturando un appartamento al penultimo piano di un palazzo di 8 piani. L’appartamento dell’ultimo piano è staccato dall’impianto centralizzato. Nel mio appartamento ho demolito tutte i mattoni interni del perimetro dell’appartamento per cui adesso mi trovo i tubi del riscaldamento che salgono al piano di sopra che mi provocano un notevole intralcio e riducono lo spazio utile alla ristrutturazione. Posso “tagliarli” visto che l’appartamento del piano di sopra si è distaccato dal riscaldamento centralizzato?


  • Simone

    Volevo ringraziarvi per le informazioni.


  • Giorgia Manieri

    @Simone
    Grazie a Lei per il sostegno.


  • Giorgia Manieri

    @Gaetano
    Anche se l’ultimo piano ha il riscaldamento autonomo, Lei non può “tagliare” i tubi, perchè il proprietario in questione rimane sempre conproprietario del riscaldamento centralizzato e in qualunque momento potrebbe decidere di riallacciarsi.
    Questo vuol dire che Lei deve mantenere intatte e funzionanti le tubature che portano il riscaldamento all’ultimo piano.


  • Mauro Catalano

    Salve,io sono proprietario di un immobile commerciale sito al piano terra di una palazzina di 5piani compreso il terra.Il mio problema e’ che io pago le spese di riscaldamento pur non usufruendo in alcun modo del servizio,infatti non ho ne caloriferi ne impianti del genere ma uso un mio sistema di condizionamento sia caldo che freddo.Con questi presupposti posso richiedere la sospensione del pagamento delle spese di riscaldamento o di una parte di queste e se si come dovrei fare.
    Grazie. Mauro Catalano


  • Giorgia Manieri

    @Mauro Catalano
    Se Le vengono chieste le spese per il riscaldamento centralizzato molto probabilmente il Suo locale commerciale è inserito nei millesimi che compongono la “Tabella riscaldamento”, il che potrebbe lasciar pensare che in passato il locale usufruiva del centralizzato. Se questo fosse vero, Lei oggi può solamente “staccarsi”, ovviamente se vi sono i presupposti tecnici e di Legge, ma non può in alcun modo non pagare le bollette fino a quando non ha ufficializzato la pratica di distacco. Se invece il suo locale non avesse mai usufruito di tale servizio, ciò significherebbe che la tabella millesimale di riscaldamento è sbagliata, in tal caso le consiglio di ufficializzarlo (magari a verbale in assemblea) opponendosi ad ulteriori pagamenti non spettanti. In tutti e due i casi però, è opportuno che un Tecnico specializzato Le certifichi: o la possibilità tecnica di distacco (che in verità sarebbe già da tempo avvenuta), oppure la mancanza totale dell’impianto. In questa seconda ipotesi, Lei potrebbe avere il diritto anche al rimborso di quanto sino ad oggi ingiustamente pagato.


  • alice

    Salve, io sono proprietario di un appartamento in un condominio con 4 piani con riscaldamento centralizato. Come in inverno fa molto fredo dentro perche ci sono degli orari quando e accesa la caldaia, io vorei sapere se posso stacarmi per metere autonomo a gas ( ci sono gia 2-3 appartamenti che hanno gia questo impiano). L,amministratore dice che non si puo stacare, che prima si poteva pero adesso no,invece quando ha detto un proprietario italiano (io sono straniera) che si staca a lui non ha detto di no come ci ha detto a noi.Se e posibile stacarsi vorei sapere cosa devo face.Grazie, Alice


  • Luigi

    Le sarei grato se mi potesse dare dei chiarimenti in merito ai punti sottoelencati:
    1. Per un immobile disabitato e con le valvole dei termosifoni chiuse si deve pagare l’eventuale dispersione termica?
    2. Nel caso fosse dovuta quale è la percentuale da pagare?
    3. La percentuale va considerata sul totale o sulla quota di proprietà?
    4. Qualora decidessi di staccarmi dall’impianto centralizzato cosa devo pagare?
    Grazie


  • Giorgia Manieri

    @Alice
    Innanzitutto preciso che distaccarsi dall’impianto di riscaldamento centralizzato è un diritto di tutti i condomini e non si possono in alcun modo fare discriminazioni, a patto però che il distacco sia effettuato nei termini di Legge.
    Se altri condomini si sono staccati, molto probabilmente lo potrà fare anche Lei.
    Si rivolga ad un perito che la saprà consigliare e nel caso positivo le potrà redigere la perizia necessaria per effettuare il distacco.
    In nostro Studio Tecnico resta a Sua disposizione. Potrà contattarci con una mail o telefonando al 3314254865.


  • Giorgia Manieri

    @Luigi
    Se non ho capito male Lei possiede un appartamento che non abita, e per tale motivo ha chiuso le valvole dei termosifoni, ma è comunque attaccato all’impianto di riscaldamento centralizzato.
    Innanzitutto essendo attaccato al riscaldamento centralizzato Lei deve pagare le rate al condominio anche se il suo appartamento è vuoto.
    Faccia attenzione alla chiusura delle valvole, perchè in questo modo Lei crea dispersione di calore e i Condominio Le potrebbe anche chiedere i danni.
    Visto che le bollette le deve pagare comunque le conviene tenere i termosifoni accesi e funzionanti.
    Se poi si vuole staccare allora deve valutarne la fattibilità, ma poi l’appartamento dovrà comunque essere riscaldato, perchè la Legge prevede il distacco a patto che non si rechi danno agli altri condomini, sia economico che strutturale.


  • giuseppe

    nel mio palazzo (del 1950) l’impianto centralizzato a gas dei termosifoni dopo aver messo i misuratori per il consumo ha avuto la modifica a circuito chiuso. Da allora abbiamo nell’impianto rumori di frusciio e di colpi fino all’ultimo piano (5 piani 21 condomini)ora la caldaia si è rotta e bisogna sostituirla con una a condensazione e rifare la canna fumaria ; la mia paura è che l’impianto resta rumoroso e che i tubi ormai più che sessantenni possano essere rovinati e sarei propenso a proporre a tutti i condomini il distacco dall’attuale impianto centralizzato rotto per un impianto autonomo con stufa a pellet. esistono limitazioni nel Comune di Roma per queste trasformazioni? cosa bisogna fare? dato che l’amministratore del palazzo non ha preso neanche in considerazione una cosa simile anche se a mio avviso esiste la possibilità di stoccaggio del pellet e quella di fare canne fumarie singole e certo che la spesa è similare
    grazie per i consigli


  • tina

    nel mio palazzo siamo 27 proprietari di cui 6 appartamenti si sono
    distaccati dall’impianto centralizzato e pagano il 50%.
    La mia domanda è: quando in assemblea si vota per gli orari di accensione
    della caldaia o di spegnimento o altro. IL LORO VOTO COME DEVE ESSERE
    CONSIDERATO…..
    GRAZIE


  • Giorgio Di Donato

    Abito in una palazzina di 29 unità servita con posti auto coperti solo per dieci condomini, tutti di proprietà.Si accede agli stessi con una rampa, che permette anche un passaggio pedonale. Le cantine per tutti i condomini hanno accesso sia dalla rampa che dalla scala interna.Nel locale garage vi somo anche i pozzetti condominiali e l’accesso per il locale caldaia centralizzata.Sono l’unico condomino che non ha la cantina con accesso dal garage perchè situata in fondo alla scala comune prima della porta di accesso al locale garage.Domanda: dovendo risistemare la pavimentazione del garage come vengono divise le spese fra chi ha il posto auto e accesso cantina, chi solo accesso cantina e chi, come me, neanche la cantina? Non credo si debba applicare la tabella A. Preciso che le spese già fatte per la sistemazione dell’impianto elettrico ho pagato con millesimi Tab,A. L’Amm.re riferisce che è l’assemblea a stabilire le eventuali proporzioni. Ma chi ha tutto tende a rendere tutti partecipi e viceversa. Potresta darmi chiarimenti. grazie?


  • de matteis

    Qual’è l’iter procedurale per la richiesta di distacco dall’impianto di riscaldamento centralizzato?
    Ho già letto i riferimenti di legge sul blog ma oltre a scrivere all’amministratore posso chiedere che il perito lo scelga lui?
    Grazie


  • MARIANI

    ABITO IN UN CONDOMIONIO CON 20 APPARTAMENTI AD ABBIAMO TRASTORMARO L’IMPIANTO DA GASOLIO A GAS METANO CON CONTABILIZZAROTI SEPARATI.CI SONO TRE CONDOMINO CHE SI SONO DISTACCATI DALL’IMPIANTO CENTRALIZZATO E PER QUESTO NON VOGLIONO PAGARE PIU’ NIENTE.e’ GIUSTO COSI’? ANCHE SE I MURI DELLA MIA ABITAZIONE -E QUINDI ANCGHE LA LORO- AD IMPIANTO SPENTO SONO INFUOCATI DALLE TUBATURE CONDOMINIALE IRRADIANDO MOLTO CALORE?SE L’ASSEMBLEA DECIDESSE DI NON FARLI PAGARE POSSO OPPORMI OTTENENDO QUALCOSA ?GRAZIE


  • Vito

    La caldaia del mio condominio si è rotta e gli altri condomini vorrebbero cambiarla…
    Io vorrei approffittare di questo fatto per staccarmi.
    Visto che attualmente, il condominio non ha più una caldaia funzionante, posso staccarmi e non pagare le spese comuni per la caldaia che compreranno gli altri condomini?

    Altra domanda… In alternativa, i condomini potrebbero valutare il teleriscaldamento, ma se io mi staccassi, la ditta non installerebbe l’impianto per mancanza del numero minimo di condomini….
    Potrebbero costringermi ad accettare il teleriscaldamento?


  • Alessandro

    Abito in un condominio di 3 piani (9 appartamenti) + scantinato di quasi 40 anni a Orzinuovi (BS) con tutte le utenze in comune e c’è abbastanza armonia tra i condomini, proprietari, conduttori ed amministratore degli appartamenti, tranne uno che ha appena cacciato via un extracomunitario per ristrutturare i locali perchè dovrà viverci la figlia che si è appena sposata; putroppo si è appena fatta una riunione perchè questro condomino vuole fare delle migliorie per riscaldare di più il suo appartamento (2° p) che si trova nella colonna centrale del fabbricato e rivolto verso nord. Però la caldaia è stata cambiata nel 2007 e lui non volle partecipare alla ruinione, se si vogliono mettere contatori d’acqua e centraline di regolazione dei termosifoni in ghisa, o si fanno su tti gli appartamenti perchè farlo solo lui non vale la pena inoltre se lui si stacca dalla caldaia in comune deve prendere le canne nella colonna della scala e le spese di rottura sulla proprietà comune deve pagarle lui, come la revisione della caldaia ecc. Grazie e salve


  • gianluca

    buon giorno sono il titolare di un negozio di ferramenta colorificio in uno stabile con 12 appartamenti con riscaldamento centralizzato ,io non utilizzo mai il rscaldamento per il tipo di attivita’ che faccio , volevo sapere come potevo piombare i termosifoni ( 4 nel negozio ) e staccarmi dal riscaldamento centralizzato , ovviamente pagando le spese di manutenzione della caldaia , mi piacerebbe sapere se c’e’ qualche legge che mi permetta di farlo , il mio esercizio e’ in emilia romagna . grazie


  • curzio

    sono in condominio di 12 appartamenti di cui due sono distaccati dall’
    impianto cetalizzato da tre o quattro anni.
    Ho chiesto nell’ ultima riunione condominale di distaccarmi in quanto il vecchio(30 anni) riscaldamento ha disperzioni di calore,ha i tubi
    sotto terra senza coibentazione, contro la legge del risparmio energetico . in queste condizioni ho diritto di staccarmi dal centralizzato? grazie


  • lea

    ULTERIORE COMPLICAZIONE: il nostro condominio con circa 12 condomini, risalente agli anni ’60, ha vetusti radiatori a pavimento che dal 1987 utilizzano il teleriscaldamento. I montanti condominiali e i radiatori sottopavimento vanno dismessi per inefficienza, elevato rischio di rottura e difficoltà a essere riparati (su questo sono tutti d’accordo) mentre lo scambiatore termico del 1987 è ancora utilizzabile. E’ stato fatto un preventivo per i soli montanti con regolazione e contabilizzazione individuali (tutti i radiatori vanno poi rifatti a spese dei singoli condomini) di circa 7mila euro per unità abitativa (in realtà poi andrà diviso a millesimi, credo). Dato il costo elevato alcuni appartamenti ristrutturati di recente intendono distaccarsi (avevano già predisposto radiatori e caldaia a condensazione individuali) e qualcuno vorrebbe fare altrettanto; gli altri condomini, che preferiscono non staccarsi, vogliono però far loro pagare comunque i pesanti costi, reputandoli una manutenzione straordinaria (la definizione è dubbia; siamo borderline con una ristrutturazione/innovazione). La sentenza 7182 della cassazione nel maggio scorso ha deliberato l’esenzione x i distaccati dalle spese di sostituzione della caldaia obsoleta (era però un caso particolare; la cardaia era stata dimensionata per i soli “non distaccati”). In una delibera a maggioranza (valida per decisioni con risparmio energetico) il condominio aveva votato di dismettere l’impianto di distribuzione (diciamo i montanti o forse anche i radiatori … se può deciderlo il condominio …) e lasciava l’opzione ai singoli condomini di farsi un impianto totalmente autonomo oppure di connettersi direttamente e a spese proprie allo scambiatore termico con contatori nelle immediate vicinanze di esso (così si sperava di evitare la discussione sulle spese dei montanti e l’eventuale suddivisione del calore disperso lungo le tubature). Ora però chi vuole connettersi reputa che i tubi individuali siano per loro più onerosi e hanno deliberato (credo senza raggiungere x ora la maggioranza e quindi senza validità, credo) per i montanti condominiali con contatore ad ogni porta, anche per i distaccati (delibera comunque in contrasto con la precedente). Può darmi lumi?


  • fabrizio

    buongiorno, possiedo un appartamento al mare senza impianto di riscaldamento.Ora il condominio dovrà sostituire la caldaia. Chiedo se devo partecipare alla spesa per la sostituzione. Grazie per la risposta


  • salvo

    sono in condominio di 6 apartamenti di proprietà ACER ci autogestiamo da soli non abbiamo aministratore io abito a lultimo piano posso distaccarmi dal riscaldamento. centralizato a cosa dovrei fare e che spese dovrei dividere con gli altri condomini e cosa sono le spese ordinarie e straordinarie spero in una risposta in breve tempo grazie


  • Basilio

    Buon giorno-sono proprietario di appartamento con riscaldamento centralizzato-ho chiesto il distacco x per passaggio all’autonomo con esito favorevole- e comunque è all’esame del termotecnico per perizia.
    Essendo l’impianto separato per la produzione di acqua calda-cioè (caldaia acqua calda e caldaia riscaldamento) posso ugualmente usuffruire del distacco totale -come da caldaia unica ? Qualcuno mi può aiutare ? Grazie


  • Gian franco

    Buon Giorno,sono proprietario di un appartamento in un condominio di 68 appartamenti.Volevo chiedervi se con le nuove norme approvate ieri dal Governo,mi posso staccare dandone avviso all’amministratore e pagando solamente le spese straordinarie,anche da subito.Grazie


  • Salvo

    Buon Giorno,sono proprietario di un appartamento in un condominio di 46 appartamenti.Volevo chiedervi se con le nuove norme approvate dal Governo,mi posso staccare dandone avviso all’amministratore e pagando solamente le spese straordinarie,anche da subito.Grazie


  • Salvo

    Salve,sono sia proprietario che condomino di un appartamento in un condominio di 45 appartamenti.Vi chiedo gentilmente se è stato varato un decreto inerente al distacco dal riscaldamento condominiale.Grazie


  • massimiliano

    salve vivo all’ultimo piano in un condominio con riscaldamento centrallizato dopo aver fatto anche i lavori per le valvole termocaloriche e sottolineando che a me il calore dei termosifoni non arriva totalmente e il costo annuale e’ altissimo. vorrei distaccarmi dal riscalmento centrallizato facendolo autonomo vorrei sapere se posso farlo e come posso farlo grazie mille attento la risposta


  • giuseph

    volevo una conferma:per distacco dall’impianto termico condominiale si intende l’interruzione delle tubazioni all’interno dell’appartamento dalle colonne montanti condominiali e non la semplice chiusura dei radiatori


  • redazione

    @giuseph: Ovviamente.


  • Ella

    Salve Vorrei un chiarimento su un mio problema. Abito al 5 piano di un condominio di 13 appartamenti. Sono all’ultimo piano e ho la casa di proprieta’. Ho termo autonomo, messo dai vecchi proprietari.
    Il mio problema e’ capire quanto dovrei pagare per il riscaldamento. Mi sono appena arrivate delle bollette, al mio parere, esagerate!!!
    Un conguaglio di €550, e 4 bollette di €70 ciascuno per la mia quota mensile.
    Avendo letto un po’ dei blog, cercando di capire un po’ tutto, €70 mensile mi pare troppo …. visto che comunque pago la MIA bolletta di consumo del termoautonomo.
    In piu’ volevo sapere se, nel caso che l’ammin. mi avesse chiesto piu’ soldi del dovuto negli anni passati, c’e’ modo di recuperarli??!

    Sto facendo mandare una tabella dettagliata per capire che cosa ho speso realmente in questi anni … ma per una casa di 55mq credo che mi sta prendendo in giro alla grande!!!!
    Aiutooo!!!


  • redazione

    Buongiorno.
    Sicuramente lei NON dovrebbe pagare il prezzo pieno del riscaldamento condominiale, essendo termoautonomo.
    La rideterminazione della bolletta dovrà essere sancita in ssemblea di condominio, o in tribunale.

    Per gli arretrati non avrei troppa speranza di recuperarli.
    Contatti il suo amministratore di condominio.


  • portacci vincenzo

    Sono propietario di un appartamento dove non ho la residenza, difatti non vivendo ho anche distaccato i contratti Enel di luce e gas. Questo appartamento fa parte di un condominio dove vi sono i riscaldamenti condominiali, sono costretto a pagare la mia quota o posso esonerarmi dal farlo? Grazie.


  • enzo portacci

    Sono propietario di un appartamento dove non risiedo, difatti ho anche distaccato l’impianto ENEL luce e gas. Siccome questo appartamento fa parte di un condominio dove vi è l’impianto di riscaldamento centralizzato sono costretto a pagare la mia parte. E’ corretto che io continuo a pagare o posso esonerarmi dal farlo? Quale è la legge che regola la mia situazione? Grazie.


  • Leonardo

    Nel mio condominio di 20 appartamenti siamo rimasti solamente in due con il riscaldamento centralizzato e spendiamo un’ enormità. Sono in affitto, si può obbligare il proprietario al distacco?


  • redazione

    Non lo so. Direi che ‘costringerlo’ non è il verbo adatto. Dovrebbe ‘convincerlo’: potreste concordare di pagare a metà il prezzo per la caldaia a gas. Lei come affittuario sul medio periodo risparmia comunque, ed è sicuro di scegliere una buona caldaia. Il proprietario penserà di aver fatto un affare. Anche se poi la vita media delle caldaie ‘dovrebbe’ essere molto breve, per ragioni di sicurezza.


  • nicola

    buona sera,
    vivo al secondo piano di un condominio di 16 appartamenti divisi su due scale.
    L’impianto è di tipo centralizzato a colonne montanti, mi sono distaccato ma pago il 40 % del gasolio perché le colonne passando nell’appartamento rilasciano comunque calore.
    credo sia esagerato.
    cordiali saluti
    nicola mediatore


  • Carlo

    Buongiorno,il mio appartamento fa parte di un condominio di 28 appartamenti con caldaia centralizzata. Il regolamento condominiale permette il distacco previo pagamento del 50% della quota individuale di consumo. Io sono venuto ad abitare qui nel 2006 ristrutturando completamente l’appartamento. Mi staccai dal centralizzato ed installai un termosingolo. Da allora ho sempre pagato, oltre al mio consumo privato, anche il 50% della mia quota condominiale.
    Adesso la legge (art 1118cc) permette di staccarsi senza permesso del condominio e senza spese di consumo (solo la manutenzione della caldaia è dovuta)purchè si dimostri con perizia termotecnica che il distacco non provoca guasti all’impianto, e che non ci sarà un apprezzabile aggravio di spesa per gli altri condomini.
    Il mio caso è però diverso (come quello di tanti altri…) e credo che la vostra risposta sarà di interesse generale. Io sono già distaccato con diritto di farlo datomi dal regolamento di condominio. Ovviamente non ho causato guasti all’impianto che dal 2006 ad oggi continua a funzionare. Dalle tabelle dei consumi si evince anche che il consumo totale annuale del condominio dal 2006 ad oggi è diminuito in modo tale che le rate degli altri non hanno subito aumenti, casomai sono leggermente diminuite.
    Io sono ingegnere quindi abilitato a fare la relazione, ma non posso fare una relazione chiedendo un distacco che è già avvenuto con diritto.
    Posso però dimostrare che il mio distacco non ha provocato danni (continua a funzionare dal 2006) e non ci sono stati aggravi economici per gli altri.
    Ho fatto varie raccomandate all’amministratore, con timbro di ingegnere per dar loro una valenza tecnica, dove dimostro quanto sopra, ma l’amministratore non ci sente, ed invece di predisporre una controperizia, insiste nel dire che devo continuare a pagare il 50%.
    Fra l’altro il nostro condominio è zeppo di gente (non in difficoltà economica) che non paga le proprie quote e probabilmente l’amministratore non vuol rinunciare ai soldi di chi ha sempre pagato.
    Come mi devo comportare??
    GRAZIE


  • Angelo

    Buongiorno,
    Vivo in una mansarda all’ultimo piano di un condominio con 15 unità abitative. Suddetta mansarda deriva da un recupero di sottotetto avvenuta nel 1996 ed è nata già con riscaladamento autonomo! Da ultima delibera dell’assemblea si è votata una revisione dei millesimi condominiali attualmente in corso (ad oggi non pago alcuna quota di centralizzato). Per quanto rigurada la quota riscaldamento centralizzato, quanto dovrei pagare? Ho letto che in caso di distacco si dovrebbe continuare a pagare le sole spese di manutenzione straordinaria… ma nel mio caso non c’è stato distacco, infatti l’appartamento è nato con il riscaldamento autonomo! Come mi devo comportare, grazie mille per il supporto, saluti.
    Angelo


  • redazione

    E’ un caso molto particolare.

    Secondo giurisprudenza dovrebbe pagare solo le spese di mantenimento ordinario del sistema, e non i consumi.

    Ma non essendo mai stato allacciato, nmmeno nel passato in effetti, sarebbe più che legittimo essere esentato da tali spese.

    Non esiste legislazione in materia, solo giurisprudenza e sentenze di cassazione.


  • fede

    Buona sera ho un appartamento in un condominio di 16 unità con riscaldamento centralizzato, di cui 11 favorevoli per il distacco. Le 5 unità abitative restanti sono obbligate anche loro al distacco visto la maggioranza?


  • redazione

    Se il passaggio viene votato a maggioranza dall’assemblea di condominio, ovviamente sì.


  • fabio

    buongiorno
    vorrei sapere se esiste qualche norma o legge che obbliga la chiusura della caldaia centralizzata, essendo la maggioranza con il riscaldamento autonomo e quindi staccati.


  • redazione

    Una legge che obbliga in tal senso non c’è.

    Ma non è necessaria: se la maggioranza dei condomini vota semplicemente per il distacco e la dismissione del vecchio impianto centralizzato in seno ad una riunione deliberativa dell’assemblea di condominio, ecco che gli altri dovranno seguire e adattarsi.


  • Emilio

    Sono proprietario di alloggio con impianto centralizzato, ora ; nella riconversione di impianto da gasolio a metano con la sostituzione di caldaia e tutti gli altri lavori che ciò comporta x una spesa di 60.000€ su 21 condomini, posso scollegarmi e che percentuale devo pagare x le spese straordinarie ? Grazie x la risposta se possibile !


  • redazione

    Magari potessimo darle una risposta valida per tutti, ma non è esattamente così semplice.

    Comunque, lei può staccarsi ma deve comunicarlo ufficialmente all’assemblea dei condomini.

    Lei potrebbe dover pagare per intero le spese di manutenzione straoredinaria dell’impianto centralizzato, ad onor del vero, mentre invece dovrebbe poter ottenere l’esonero dal pagare le spese correnti per l’esercizio della caldaia condominiale, sia essa a metano o gasolio.

    Ma tutto dipende anche dal regolamento di condominio del suo palazzo – se esiste – e naturalmente da quanto verrà deliberato in sede di assemblea condominiale.

    Altrimenti è costretto ad interpellare un avvocato per far valere i suoi eventuali diritti, purtroppo.


  • giovanna

    Bsera, abito a roma e vorrei staccarmi dall’impianto centralizzato di riscaldamento, il regolamento non lo vieta esplicitamente, quindi per me debbo lo stesso chiederlo in assemblea ? Debbo presentare qualche relazione tecnica, oppure basta una raccomandata ?
    Grazie


  • redazione

    Le conviene comunque allegare la relazione di un tecnico di sua fiducia, da farsi all’atto del distacco e quindi sul nuovo impianto.


  • giuliano

    Salve,
    ho acquistato quasi 10 anni fa un appartamento termoautonomo, il nuovo amministratore mi ha appena chiesto di contribuire al 30% di spese per riscaldamento condominiale, mai pagate prima. non sono intenzionato a pagarle. posso oppormi? Grazie


  • redazione

    Certo che può.


  • Matteo

    Salve, vivo in un appartamento con riscaldamento centralizzato, serviente n°2 palazzine di n°6 appartamenti ognuno, dovendomi trasferire in altra abitazione voglio staccarmi dal riscaldamento centralizzato ( anche se la natura dello stesso non permette un distaccamento fisico), posso far mettere dei sigilli sulle singole valvole dei termosifoni? …e successiva dichiarazione di un tecnico di mia fiducia? Potreste anche inserirmi i riferimenti normativi di questa opzione in caso fosse possibile?
    Grazie


  • redazione

    Non può farlo, andrebbe a ledere i diritti condominiali dei suoi vicini di casa.


  • massimo carasso

    io vorrei comprare un appartamento che e’ con il riscaldamento centralizzato..da quello che ho capito posso chiedere all’amministratore di togliermi e farmi il riscaldamento autonomo… devo solo capire il costo che devo affrontare nei confronti del palazzo…. come dite voi solo la spesa di manutenzione no costi di riscaldamento ma solo le parti comuni visto che nell’entrata della palazzina c’e’ un termosifone.


  • Vittorio

    Salve, in fase di ristrutturazione del bagno vorrei abolire il termosifone in ghisa dall’impianto centralizzato, senza però pretendere alcuna variazione della mia quota. tre domande :
    1)Leggevo di un possibile squilibrio dell’impianto ma se lo si tiene chiuso non è la stessa cosa?
    2) è necessaria comunicazione/autorizzazione del condominio?
    3) nel caso non sia consentito rimuoverlo è possibile sostituirlo con un termoarredo?

    Grazie


  • Giovanni

    Buon giorno,

    vivo al secondo e ultimo piano di un immobile con 4 unità abitative che ha un impianto di riscaldamento a legna, mai messo a norma, ma che è tenuto funzionante da un signore in pensione che durante l’inverno carica la caldaia due volte a settimana. Per acqua calda e fornelli utilizziamo invece il bombolone a GPL. La cosa preoccupante non è tanto la caldaia che potrebbe cessare di funzionare da un momento all’altro, ma che il signore è molto vecchio e se dovesse andare via, tutti gli altri lavorano, non ci sarebbe più nessuna “vestale” a tenere acceso il fuoco. Sto quindi rimuginando di allacciarmi al bombolone del GPL anche per il riscaldamento e non avere più neppure un cm di tubature in comune con l’impianto a legna. Tutte le spese del distacco sarebbero ovviamente a mio carico e questo va bene ma non credo di dover pagare per la manunetnzione o eventule sostituzione della caldaia a legna, se questo dovesse succedere, visto che il distacco sarebbe totale. Vorrei che potesse rassicurarmi su questo. Perché è giusto dare alle persone la possibilità, pagando, di rendersi autonomi, ma poi non rendergli la vita un inferno per accollarsi le spese e i costi non di 1 ma di 2 impianti.
    Attendo vostro gentile riscontro e vi saluto
    Giovanni


  • Anna

    Buongiorno,
    Qualche anno ho installato il riscaldamento a pavimento nel mio appartamento. É autonomo. Purtroppo l anno scorso c’ é stato un guasto al contacalorie, per cui non é risultato alcun consumo. L’ assemblea condominiale ha deciso di farmi pagare in ia forfettaria una somma esagerata ( piú del doppio di quanto avevo consumato gli anni prima). É giusto? Io troverei piu corretto pagare la media del consumo degli anni precedenti. Come posso fare? Mi hanno detto di rivolgermi ad un avvocato e procedere per le vie legali.


  • redazione

    Deve contattare un avvocato.


  • mario nannetti

    Mi è stata utile per poter discutere la questione in riunione condominiale.


  • DONATO

    Buonasera,
    ho una domanda da porvi: ho la proprietà di un immobile a Napoli, che è fittato da 8 anni e il condominio, nell’ultima assemblea, ha deliberato di sospendere l’impianto di riscaldamento perchè vetusto e perchè l’adeguamento normativo risulta eccessivamente costoso (come messo in evidenza da una relazione tecnica)..ora mi ha chiamato l’inquilino che vuole che gli faccia l’impianto autonomo, visto che nel condominio molti lo hanno fatto (senza allegare perizia tecnica sull’analisi energetica, ma solo con una letterina che comunicava la volontà di distaccarsi). Premetto che a verbale ho fatto scrivere (con altri condomini che volevano come me l’accensione dell’impianto vantando una deroga al disposto normativo) che mi riservo di adire le vie giudiziarie se da tale delibera ne deriverà un danno per me.
    Secondo voi cosa rischio? L’inquilino può non pagare il fitto? Io gli ho proposto che potrei adeguare i loro condizionatori al caldo, ma i consumi sono a loro carico; non intendo mettere riscaldamento autonomo, perchè l’impianto di riscaldamento centralizzato non è dismesso e perchè bisogna ancora verificare la natura contrattuale del regolamento condominiale…L ‘inquilino (che ha due bambini minori) mi ha detto di non essere d’accordo alla mia proposta perchè consumerebbe di più con l’energia elettrica…GRAZIE A CHI MI RISPONDERA’


  • Francesco

    Il mio condominio ha approvato in assemblea l’adeguamento della caldaia centralizzata alle nuove norme. Volevo sapere se staccandomi dall’impianto condominiale producendo apposita perizia tecnica, sono tenuto a pagare le spese per l’adeguamento della caldaia e della relativa installazione di centralina.

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