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Dove vanno a finire i sanpietrini?

Roma - Pubblicato da redazione - Nessun commento

La domanda è lecita, ma dove vanno a finire i sanpietrini levati?

Se lo chiedono tutti i Romani e tanto più quelli che sono stati già privati, senza ragione, di una pavimentazione così caratteristica. E’ il caso di Largo Spartaco, situato nel complesso urbanistico realizzato dall’INA Casa negli anni cinquanta, nel quartiere Tuscolano. Ormai si tratta di un’area divenuta storica: M.De Renzi e S.Muratori legarono il loro nome al progetto urbanistico, mentre gli stessi più L. Cambellotti, G. Perugini, D.Tassotti, L. Vagnetti parteciparono a quello architettonico. Case circondate dal verde e dalle strutture, da far invidia nel quartiere alle successive costruzioni tirate su dai “palazzinari”.

palazzo

Era stato pensato (quasi) tutto, oltre alle case a riscatto, c’erano le scuole, il mercato, l’ organismo sanitario e di fronte alla chiesa, l’immancabile piazza, l’agorà dei tempi moderni: Largo Spartaco, che gli architetti vollero legare al passato storico della città con l’uso tipico dei materiali locali, quali il travertino per il giro cinta della piazza, mentre l’interno era stato selciato con i sanpietrini. Il piazzale si rivelò non solo luogo d’incontro, ma pure di svago, qui i ragazzi usavano il perimetro come pista ciclabile o per andare sui pattini, mentre il muretto sul lato destro raccoglieva coloro che si volevano riposare e chiacchierare. Qui, nello slargo, la Chiesa teneva le proprie cerimonie all’aperto, qui durante le feste dell’Unità si trovava spazio per allestire stands e raccogliere gente durante i comizi.

La piazza, annessa al palazzo dalla caratteristica forma a V, innovativo per quegli anni, in quanto rivestito in mattoni da cortina a faccia vista, un tempo dicevamo essere lastricata di sanpietrini, portati via in occasione dei lavori di restauro del vicino Mercato rionale coperto, in quanto nel piazzale trovarono provvisoria collocazione i banchi del mercato, previa disposizione di impianto luce ed acqua al di sotto del nuovo manto di asfalto. Finiti i lavori dopo un lungo periodo di tempo durato anni, sono stati eliminati i box del mercato, ma non è più stata ripristinata la originaria e caratteristica pavimentazione in sanpietrini. E’ rimasto l’asfalto, pensando che sia meglio adibire lo spazio invece che a pubblica piazza ad enorme parcheggio, in cui trovano posto le automobili non tanto di coloro che abitano nella zona, ma chi viene in questo mercato da altri quartieri e ancor più coloro che cercano posteggio per usufruire della vicina metro.

Insomma in un’ epoca in cui si parla tanto di qualificare la periferia, in una città come la nostra in cui si inaugurano nuove piazze, quella di Largo Spartaco (già qualificata!) ricca di storia architettonica è stata spazzata via a cuor leggero. E ci chiediamo, ma dove vanno a finire i sanpietrini? Per caso il nostro Sindaco, amante di dare ai cittadini spazi da utilizzare, ci riconsegnerà questa piazza sgombra di automobili e nuovamente abbellita del proprio manto di sanpietrini?

 

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