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Il restauro di edifici ad interesse culturale

Edilizia - Pubblicato da redazione - Nessun commento

Non tutti i proprietari di immobili, risalenti a più di cinquanta anni e che presentano un interesse artistico, sono al corrente che, per interventi di conservazione del fabbricato quali: restauri delle facciate, consolidamenti strutturali ed alcuni interventi di manutenzione, lo Stato può contribuire alle spese sostenute.

Questa non è una novità del nuovo Codice dei Beni Culturali del Ministro Urbani n° 42 del 2004, era già stato previsto dal testo Unico in materia dei Beni Culturali n° 490 del 1999 ed ancor prima dalla legge n° 512 del 1982.

Questa legge si propone come stimolo da parte dell’Amministrazione statale nei confronti dei privati a mantenere gli stabili in efficienza, al fine di evitare interventi di urgenza che possono risultare deleteri per gli edifici stessi.
D’altro canto risulta vantaggioso da parte dei condomini, proprietari degli immobili, sapere di non dover sostenere per intero la somma prevista per i lavori di restauro del proprio immobile.

Come si è detto si può trattare anche di immobili costruiti in epoca moderna, non necessariamente antichi, ma che abbiano un certo valore artistico, o che siano stati progettati da architetti accreditati, o che per qualche motivo storico siano degni di fama. Queste sono le principali caratteristiche per l’ammissibilità al contributo. Per ottenere ciò è sufficiente avviare, con l’ausilio di un tecnico competente nella materia, un procedimento di dichiarazione di interesse culturale presso l’Autorità competente. Verrà così verificata la sussistenza dell’interesse storico-artistico secondo norma dell’art.23 del D.L.vo 490/99.

Una volta ottenuta la notifica di dichiarazione si può inoltrare la richiesta vera e propria di ammissibilità a contributo mediante apposita modulistica completa di documentazione.

I contributi generalmente si possono aggirare tra il 20 ed il 50 % e in alcuni casi eccezionali possono essere finanziati per intero.
Il contributo sarà erogato dal Ministero a lavori ultimati e collaudati sulla spesa effettivamente sostenuta dai condomini. Si possono però prevedere degli acconti da parte dell’Amministrazione sulla base degli stati di avanzamento dei lavori regolarmente certificati.

Il Ministero può concedere inoltre contributi in conto interessi sui mutui accordati da istituti di credito ai proprietari dell’immobile.
La domanda di ammissibilità al contributo dovrà pervenire alla Soprintendenza entro il 30 settembre di ciascun anno. Non saranno accolte domande presentate a lavori ultimati. È opportuno altresì che nel corso dei lavori vengano eseguiti sopralluoghi intermedi da parte di funzionari della Soprintendenza, al fine di verificare la conformità dei lavori in corso, con il progetto preventivamente approvato.

L’Amministrazione rilascerà inoltre certificazioni che consentono benefici fiscali di varia natura per lavori di restauro eseguiti su beni sottoposti a tutela.

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