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La cripta dei cappuccini a via Veneto

Roma - Pubblicato da redazione - Nessun commento

Va bene, l’argomento può sembrare – anzi è – parecchio macabro ma se siete affascinati dalle cose particolari e un po’ misteriose ( e siete coraggiosi!) non può mancarvi una visita in questo posto strano e surreale nel centro di Roma. Di cosa parlo? Del cimitero o cripta dei cappuccini che si trova nell’omonima chiesa dei cappuccini a via Veneto. La chiesa fu fatta realizzare dal cardinale Antonio Barberini su progetto dell’architetto Casoni nel 1626 e fu ultimata, con benedizione del fratello Urbano VIII Barberini, nel 1630.

Prima di immettervi su via Veneto passate a piazza Barberini ad ammirare la fontana del Tritone commissionata nel 1643 a Gian Lorenzo Bernini da papa Urbano VIII. Tutta realizzata in travertino raffigura le code di quattro delfini che sorreggono un tritone (entrambi simboli dei Barberini) ed è stata recentemente ristrutturata per cui potete vederla in tutto il suo splendore.

cripta cappuccini via veneto roma

Arrivati a via Veneto ed entrati nella chiesa di Santa Maria della Concezione dei Cappuccini che si trova subito all’inizio della strada vi troverete un museo con un biglietto di ingresso (6€, non pochissimo ma ne vale la pena) e da qui poi l’accesso alla cripta di cui forse avete già sentito parlare. Il museo espone alcune testimonianze dei tanti cappuccini che hanno abitato il convento edificato nel ‘600: ci sono libri, vestiti, reliquie, elementi religiosi e quadri. Poi si scende alla cripta-ossario dove vi aspetta una vera sorpresa.

Qui si accede ad un corridoio, non molto lungo, in cui si trovano le ossa di oltre 4000 frati Cappuccini deceduti tra il 1528 ed il 1870 e presi dalle fosse comuni del vecchio cimitero dell’Ordine dei Cappuccini che si trovava nella Chiesa di Santa Croce e Bonaventura dei Lucchesi, vicino al Quirinale. Il cimitero è sicuramente precedente al 1793 ma le sue origini ed il motivo della sua creazione sono misteriosi. Potrebbe anche essere semplicemente un’opera realizzata dai cappuccini come inno alla vita ultraterrena e alla brevità di quella terrena. Infatti all’ingresso si viene accolti dalla scritta «Noi eravamo quello che voi siete, e quello che noi siamo voi sarete.»

La cripta è composta da cinque cappelle ognuna avente un nome diverso a seconda della parte ossea del corpo utilizzata per realizzarle (teschi, bacini, tibie e femori ecc..). In ogni cappella vi sono frati mummificati con indosso il tipico saio francescano e decorazioni realizzate assemblando varie ossa dei Cappuccini: lampadari, rosoni, stelle, fiori, festoni, decorazioni in stile rococò. Chi più ne ha più ne metta!

Sicuramente la cripta è molto macabra e tetra, non si può negare, ma si resta affascinati dalla visita a questo luogo così pieno di mistero e particolare. Una delle mille piccole cose nascoste che in una vita a Roma non si può non vedere.

 

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