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Componi e scomponi: il caso IKEA

Abitare - Pubblicato da redazione - Nessun commento

Citare “IKEA” come azienda di successo nel settore dell’arredamento è troppo riduttivo. Avere successo spesso è un modo di dire quando si ha un’idea che funziona. Nel caso IKEA il principio è “Componi e scomponi”.

Pensate per un attimo a come si concepiva l’arredamento prima che questa azienda ci invadesse: un arredamento statico, immutato in decenni. L’arredamento non era una moda, ma doveva servire nel tempo, un po’ come la casa.

Allora i trasferimenti erano limitati e l’arredamento rispondeva alle esigenze per trenta, quarant’anni. La fissità delle stanze dava una certa sicurezza: quando c’erano dei bambini, allora si dava più spazio ai giocattoli, oppure a qualche complemento d’arredo che aiutasse i bambini a crescere (come i tappeti in gomma come pezzi di un puzzle da costruire).

Proprio dall’idea di costruire l’arredamento e di ricostruirlo passo dopo passo, assecondando così le proprie esigenze, è nata l’idea IKEA del “Componi e scomponi”.

L’arredamento non è più fisso in eterno, finché i mobili non si rompono: l’arredamento si trasforma ogni momento del giorno e della notte in base a quello che ci serve.

Un aiuto all’IKEA l’ha dato anche il mondo del lavoro: ritmi sempre più frenetici e la crisi sempre più pesante ha consentito all’IKEA di produrre prodotti con materiali convenienti (rivenduti a prezzi convenienti) studiati per spazi molto piccoli, che per necessità devono avere mobili dalla “doppia vita”.

Mobili che aprono alla personalizzazione: sfoderabili, pieghevoli, a scomparsa, persino con doppia funzionalità. Se il divano-letto è più in linea con l’idea di arredamento italiana, i cassetti che scompaiono, oppure i comodini che si trasformano in mini-scrivanie da lavoro accanto al letto sono innovazioni che ormai sono comuni, ma che in passato non si potevano certo dare per scontate.

Cosa ha portato davvero IKEA nel mondo dell’arredamento? Creatività, colore, emozione. L’arredamento in arte povera o in massello ora non è l’unica soluzione: è una scelta, accanto a mille materiali che non hanno fatto altro che sbizzarrire la fantasia del Made in Italy.

Non tutto il male viene per nuocere e le aziende italiane dell’arredamento, forti della tradizione e della sfida lanciata, non hanno perso tempo a dimostrare a IKEA e all’estero in genere cosa siamo in grado di fare.

Siete pronti a colorare la vostra vita con un nuovo arredamento pensato alle vostre esigenze e, magari, seguendo le ultime tendenze più vicine all’ecologia e all’ambiente? Voi siete più IKEA o più legati alla tradizione? Lasciateci un commento per dircelo!

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