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Il quartiere Flaminio: edilizia residenziale di lusso al centro di Roma

Roma - Pubblicato da redazione - Nessun commento

Il Flaminio è considerato il centro culturale di Roma, ma le sue origini sono molto modeste rispetto alle aspettative. Il quartiere sorge spontaneamente nel 1911, e solo successivamente, durante il periodo fascista, si arricchisce di musei e di centri culturali.

Agli esordi il Flaminio era il quartiere popolare vicino ai Parioli, vicino alla zona industriale che venne poi adibita agli usi militari. Solo nel 1960, a guerra finita e in pieno boom economico, si riscoprì la grandezza del quartiere.

La causa furono soprattutto i giochi olimpici che calamitarono a Roma le maggiori nazioni del mondo. Le vecchie strutture furono ampliate e risistemate, dando così un nuovo volto, meno industriale, ma più disteso. Ricordava un’Italia nuova, che splendeva rispetto alle macerie del passato.

Questa caratteristica particolare rende il Flaminio una zona residenziale costellata da abitazioni di lusso, ideali per chi, oltre all’alto spessore culturale, ha una levatura tale da poter ostentare un appartamento extra-lusso.

Tutto parte proprio da quel momento: la fama del quartiere è tale che avere un appartamento in quella zona residenziale diventa (com’è oggi) simbolo del proprio status sociale e di arte contemporanea.

In quest’ottica sono da interpretare sia i musei e le mostre che quotidianamente ospita il Flaminio, sia il famoso “Ponte della Musica” (realizzato solo due anni fa). L’arte esplode in tantissimi momenti topici, basta guardare ai monumenti.

Il primo esempio che salta all’occhio è Ponte Milvio, che ha vissuto una nuova rinascita grazie ai romanzi di Federico Moccia e alla dolcezza di Giorgia in “Gocce di memoria”.

Oltre ai migliaia di lucchetti che hanno causato non pochi problemi alla città (rischiando di deturpare il ponte e di farlo crollare per il peso), Ponte Milvio rappresenta l’anima di Roma e del quartiere Flaminio, che stringe come in un abbraccio innamorato il Tevere.

In realtà, i ponti sono uno dei caratteri distintivi del Flaminio: ce ne sono tantissimi. Dal Ponte Matteotti in ricordo dello statista morto nel 1925 a causa dello squadrone fascista; al ponte Nenni, meglio noto come il ponte della metropolitana.

I musei sono da visitare da turisti e da amare da abitanti. Un salto è obbligatorio al museo dedicato ad Andersen, ricco di iniziative archeologiche e non solo. In una metropoli che convive con le meraviglie del mondo romano antico, come non immergersi nella quotidianità del Museo delle arti del XXI secolo?
Il Flaminio riserva moltissime altre sorprese, ma se vi dicessimo tutto non potreste gustarvi il piacere… di abitare in un angolo di paradiso.

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