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IMU: non conviene lasciare sfitti gli immobili

Consulenza tecnica - Pubblicato da redazione - Nessun commento

Il governo Letta da qualche giorno ha ufficialmente rimandato la scadenza di pagamento della prima rata dell’IMU, prevista per il prossimo giugno.

E’ una notizia positiva per le tasche degli italiani, ma pur tuttavia interlocutoria.

Il pagamento è infatti solo rimandato, almeno per quanto è dato di sapere, ma non revocato. Con i quarti di luna in cui versa il nostro paese, di questi tempi, ci si potrebbe aspettare la ‘stangata’ IMU per il prossimo dicembre; gli analisti non danno affatto per scontata una sostanziale correzione dell’attuale legislazione, da parte del governo Letta che è comunque sottoposto a diversi vincoli sul piano della bilancia generale dei conti pubblici.

In ogni caso, come abbiamo visto, il provvedimento di sospensione temporanea nel pagamento della prima rata della famigerata tassa non riguarda tutti. Solo i proprietari di prima casa possono sperare in ulteriori sconti o dilazioni.

Per i proprietari di seconde case, terreni agricoli o altro genere di proprietà ritenute redditizie, l’IMU a giugno rimane.

Imu

Anche volendo coltivare le più rosee aspettative i proprietari di immobili italiani dovranno mettere nel conto che, negli anni a venire, i loro beni saranno tassati, siano essi produttivi o meno.

La necessità di affittarli non potrà essere rimandata ulteriormente, e questa prospettiva sembra essere ormai abbastanza diffusa tra i proprietari di beni sfitti a Roma.

Come agenzia ci capita di suggerire, ai proprietari riluttanti all’idea di impelagarsi nelle tipiche formule del 4 per 4, la formula dell’affitto transitorio.

La locazione ha la durata di un anno rinnovabile e intercetta una domanda di domicilio continuamente alimentata dai flussi di studenti e lavoratori temporaneamente in attività nella capitale.

 

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