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Informazioni e curiosità storiche su via Cassia

Roma - Pubblicato da Giorgia Manieri - Nessun commento

La via, sita nel quadrante nord della città, è tra le più verdeggianti tra le vie consolari romane anche nella zona che si trova all’interno del raccordo anulare. Il tracciato della strada è probabilmente di origini etrusche: lo dimostrano i tratti tagliati e incassati nel tufo, tipici di tale popolazione che allargò il suo dominio fino alla paludosa pianura romana su cui si ergevano i sette colli della nascente Roma.

Incerta è invece la derivazione del nome, l’ipotesi più sostenuta è quella che abbia preso il nome dal romano Lucio Cassio Longino (117-107 a.C), il quale probabilmente sistemò il percorso collegando e riunendo vari tragitti etruschi preesistenti.

Normalmente tutte le vie consolari (che da Roma raggiungevano ogni parte dell’impero) prendevano l’avvio dal miliarium aureum sito nel Foro, invece la via Cassia inizia dopo Ponte Milvio, separandosi dalla via Flaminia. Il percorso tra valli e colline verdeggianti attraversava l’etrusca Veio, Sutrium (Sutri), Volsinii (Bolsena), Clusium (Chiusi) e Arretium (Arezzo), prolungato successivamente fino a Siena e a Firenze; è tuttora perlopiù lo stesso, piacevole per il panorama ed interessante per la bellezza degli antichi paesi tufacei, che attraversa.

Nel Medio Evo la via è divenuta molto famosa e trafficata perchè era la principale strada di comunicazione per i viandanti che a piedi venivano a Roma (luogo di pellegrinaggio cristiano) dalla Francia (e a sua volta dalla Spagna e dall’Inghilterra), per cui prese il nome di via Francigena.

Sulla via l’urbanistica recente ha creato più di una “testa” periferica di lusso come Vigna Clara, L’Olgiata, Le Rughe, per innalzare il valore dei terreni intermedi, tuttavia bisogna riconoscere che l’intervento moderno (in realtà poche file di caseggiati ai lati della strada) ha lasciato intatte alcune zone dell’agro romano, come nella zona di Tomba di Nerone, dove da una parte è rimasto il polmone verde dell’Insugherata e dall’altra il lembo sud del grande parco di Veio.

ingresso via cassia

La via Cassia risulta piacevole alla vista, sia per la presenza di alberi lungo il tratto viario, sia per l’ esistenza della zona di rispetto sistemata a giardini, tra la via e i palazzi. Inoltre, poiché il terreno ai lati dell’ arteria va a degradare, si ha l’impressione che i caseggiati siano ancora più bassi: i palazzi che sorgono sul retro nonostante che siano più alti rispetto a quelli fronte strada, a causa del pendio, conservano lo stesso livello di quota ad altezza tetto.
Ovviamente sul territorio sono presenti tutte quelle strutture necessarie al vivere moderno.

Tomba di Nerone

Tomba di Nerone è il nome della cinquantatreesima zona di Roma, appartenente al XX Municipio.
Verso il decimo chilometro si trova la cosidetta Tomba di Nerone, che dà il nome alla zona, ma il sarcofago che si trova sul ciglio della strada appartiene in realtà a Publio Vibio Mariano.

Riserva naturale dell’Insugherata

La riserva (tra via Trionfale e via Cassia) è stata istituita con la legge regionale 29/97 in un luogo incantevole, rimasto fortunatamente incontaminato, a pochi passi dal centro della città. Si tratta di una vasta zona di 35 ettari, ricoperta di boschi secolari. All’interno si trova il giardino all’italiana creato agli inizi del secolo scorso dall’architetto Vittorio Morpurgo e strutture qualificate per la ricezione.
E’ ricca di fauna: tra i mammiferi più grandi ci sono la volpe, la donnola, l’istrice, il tasso e poi uccelli, rettili e anfibi. Riguardo la flora, nell’area sono state censite molte specie peculiari della riserva e prende il nome dalla presenza di numerosi esemplari di sughere.

Il Parco regionale di Veio

Il grande parco forma un triangolo delimitato dalla via Flaminia ad est, la via Cassia ad ovest e la provinciale Campagnanese a nord. Il territorio interessa il cosiddetto Agro Veientano dominato dalla città etrusca di Veio (fu importante città al limite sud del territorio controllato dagli Etruschi nella vallata del Tevere, conquistata successivamente dai Romani). E’ ancora possibile vedere i resti della cittadina inseriti in una zona paesaggistica unica.

I numerosi sentieri presenti nel Parco di Veio permettono di entrare a contatto con la natura a breve distanza dalle zone urbanizzate, dolci rilievi collinari si alternano a profonde forre boscose percorse da corsi d’acqua e a fondivalle pianeggianti. Lungo gli itinerari è, così, possibile scoprire cascate, boschi, estesi pascoli, così come necropoli o suggestive “tagliate” scavate nel tufo dagli Etruschi.
I sentieri che attraversano il parco sono percorribili a piedi ed in gran parte a cavallo, mentre solo alcuni lo sono in bicicletta o mountain bike per la particolare morfologia del terreno, con diversi gradi di difficoltà.

 

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