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Il quartiere Tuscolano

Roma - Pubblicato da Giorgia Manieri - Nessun commento

Per quartieri di Roma si intendono le aree di nuova urbanizzazione, mentre il termine rione è utilizzato per indicare le zone del centro storico di Roma, comprese entro le mura Aureliane, anche se Borgo e Prati sono al fuori.

Il quartiere Tuscolano è fra i primi 15 quartieri nati nel 1911, ufficialmente istituiti nel 1921. La strada più importante è la via Tuscolana, che divide in due sezioni lunghe il quartiere, fino alle consolari di confine: da una parte la via Appia Nuova e dall’altra la via Casilina.
La zona è di competenza dei seguenti municipi: Municipio Roma VI,VII,IX e X.

Via Tuscolana

La strada, situata nel quadrante sud-est di Roma, è di antica origine: usciva dall’antica porta Asinaria, sita nelle mura Aureliane all’altezza di San Giovanni e si dirigeva verso Tusculum (antichissimo sito nei pressi dell’attuale Frascati) cittadina da cui trae il nome. Possiamo immaginare che la strada fosse trafficata sin dall’antichità, in quanto portava i ricchi Romani sulle verdeggianti, fresche e amene alture dove avevano costruito favolose ville lontane dal traffico, dai rumori, dagli incendi, dal caldo e dagli affanni dell’Urbe.

Anche oggi il traffico di via Tuscolana è legato, non solo al movimento locale, ma anche “verso” o “dai” Castelli Romani per l’ingresso al centro storico, sia utilizzando i mezzi privati, sia la linea A della metropolitana, che ha dato grande impulso al quartiere Tuscolano, che dal suo inizio (nel cinquecento l’inizio della via fu fissato a piazza Sulmona) fino alla sua fine (che si può stabilire con il complesso di Cinecittà) consiste in una zona densamente abitata, dedita soprattutto nella seconda parte all’attività commerciale, prevalentemente legata all’abbigliamento. Tuttavia se si ha la possibilità di osservare la Tuscolana dall’alto, si rimane stupefatti di quanto verde sia presente nella zona: alla poca vegetazione del primo tratto rallegrato da alcune piazze, tra cui villa Fiorelli o villa Lais , va aggiunto il verde più cospicuo del secondo tratto dopo la discesa del Quadraro.

Qui, oltre l’area di Monte del Grano, troviamo a destra una parcellizzazione di verde nell’edilizia privata, che ha utilizzato il modulo del palazzo a pianta quadrata o rettangolare, con al centro il cortile comune, con aiuole e alberi ad alto fusto: in pratica da fuori si vedono solo palazzi, ma all’interno di essi come perle nelle conchiglie ci sono cortili verdeggianti, anti-stress e anti-smog. Lo stesso dicasi della zona a sinistra realizzata negli anni cinquanta dall’INA-casa, in cui le palazzine basse si snodano tra viali alberati ed aiuole interdette al traffico. Infine grandi polmoni verdi si possono considerare l’ex aeroporto di Centocelle tra l’omonima via e la via Casilina, ma soprattutto il lungo Parco degli Acquedotti che inizia sulla sommità del Quadraro e prosegue nel quartiere Appio Claudio ed infine alle spalle del quartiere Don Bosco c’è il giardino dedicato ad Alberto Cianca e l’immensa zona naturale su cui sorgono le varie strutture di Cinecittà a destra e a sinistra della via Tuscolana.

Dunque possiamo dire che pur essendo una via che racchiude più quartieri densamente popolati (ricordiamo che la Roma dei primi del novecento era contenuta prevalentemente entro le mura aureliane e dunque l’urbanizzazione della via inizia negli anni venti), la gente (siano bambini, o giovani, oppure anziani) che vi abita può trovare oltre che ogni tipo di servizio, anche sfogo al vivere quotidiano raggiungendo i parchi pubblici, dove poter ripristinare l’antico connubio natura-urbe, sogno di ogni uomo.

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Il primo tratto

La prima parte della via Tuscolana si contraddistingue per l’edilizia intensiva, pur tuttavia i caseggiati condominiali presentano la grandiosità tipica dello stile dei primi del novecento, sia che siano nati come edilizia residenziale privata sia come edilizia convenzionata di enti.

Il Quadraro

Con il toponimo Quadraro si indicava, fino agli anni trenta circa, tutta la zona a sud di Roma che va da Porta Furba agli attuali stabilimenti di Cinecittà.
Il toponimo Quadraro indica oggi l’area dove sorge l’insediamento urbano più antico della zona, immediatamente sotto la discesa e che risale all’inizio del ‘900.

Porta Furba

Fontana monumentale settecentesca sita a ridosso dell’acquedotto Felice, sta a rappresentare la volontà papale di dare acqua al popolo con un’opera monumentale in una zona di Roma allora periferica, essendo fuori dalle mura aureliane.

Aeroporto di Centocelle

Centocelle fu sede del primo aeroporto italiano, proprio nella zona in cui, a partire dal 15 aprile 1909 uno dei fratelli Wright, Wilbur, andò a dare una serie di dimostrazioni del loro Flyer, il primo velivolo a motore che abbia mai volato.
Non è più utilizzato per attività di volo e l’Aeronautica Militare ha restituito parte dell’area al Comune di Roma.

 

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