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La legge 46/90 sugli impianti elettrici

Edilizia - Pubblicato da Giorgia Manieri - Nessun commento

A distanza di oltre sette anni dalla scadenza dei termini per la messa a norma degli impianti elettrici, si stima che il 35% degli stabili non è stato ancora adeguato alle disposizioni di Legge, in un ulteriore 5% le opere sono state male o solo parzialmente eseguite e il restante 60%, ovvero tutti i fabbricati che sono stati sottoposti a lavori di adeguamento degli impianti elettrici, sono nuovamente fuori norma.

Infatti, sarebbe impensabile credere che è bastato effettuare i lavori di adeguamento per risolvere tutti i problemi a tempo indeterminato, di fatto, anche la Legge 626/94 prevede che ogni impianto debba essere verificato e “ricertificato”, almeno ogni due anni.

In particolare modo nel caso di impianti elettrici, il problema della verifica di conformità appare rilevante, essendo per sua natura l’impianto elettrico composto di fili, giunzioni, collegamenti ecc. e sottoposto a continue manipolazioni da parte di tutti gli utenti (condomini). Lo stesso impianto di messa terra è soggetto a variazioni nel tempo dovute alla aggressione chimica del terreno ove il dispersore è infilato.

Così, anche l’impianto ben fatto, dopo un normale periodo d’uso diminuisce i suoi parametri di sicurezza senza peraltro fornire segni visibili di ciò.

E’ evidente quindi che per mantenere stabile nel tempo il livello della sicurezza di un impianto elettrico sia privato che condominiale, è necessario procedere a opportune verifiche che un buon tecnico qualificato, coadiuvato da una idonea attrezzatura, può effettuare.

 

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