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Il punto di rugiada

Edilizia - Pubblicato da Giorgia Manieri - Nessun commento

Chi non è stato almeno una volta nella sua vita su un prato al mattino presto e chi non ha raccolto un fiore bagnato dalla fresca e impalpabile rugiada notturna? Ma perché la rugiada (che è poi umidità) si posa sul fiore?
Il punto di rugiada è quel punto in cui (a una certa pressione e temperatura) l’aria si satura di umidità, più alto è il punto di rugiada, maggiore è la quantità di vapore acqueo contenuta nell’aria (sempre ad una certa pressione e temperatura).

Considerata per semplicità la pressione una costante, al diminuire della temperatura una parte del vapore acqueo contenuto nell’aria deve essere rimosso e ciò di norma si realizza attraverso una condensazione che, in un ambiente domestico, si manifesta con la formazione di microscopiche goccioline di acqua su una “zona più fredda” (in bagno è classico vedere l’umidità sulla cassetta di scarico del wc). Da ciò se ne deduce (molto semplicisticamente) che più la temperatura dell’aria è alta, maggiore sarà la quantità di umidità che potrà trattenere allo stato gassoso (fino al 100%); minore è la temperatura, più l’aria sarà “secca”.

Se ciò è applicato in un ambiente domestico, soprattutto in inverno quando l’impianto di riscaldamento funziona ad ore alterne, avremo che nelle ore di riscaldamento l’aria potrà contenere una maggiore quantità di umidità, mentre nelle ore di raffreddamento, parte di questa umidità sarà ceduta in forma liquida su oggetti o pareti o parti di esse (travi e pilastri in cemento armato) naturalmente più freddi, formando la condensa.
Detto ciò appare scontato che se l’ambiente sottoposto a questi cambiamenti termici viene correttamente ventilato con un idoneo ricambio di aria esterna in sostituzione di quella interna satura di umidità, si sarà prevenuto il problema dei danni conseguenti alla condensa.

Per gli scantinati non vi è il problema del riscaldamento, ma quello dell’umidità condensata proprio perché essendoci una bassa temperatura l’aria può contenere poca umidità.
In questi casi ventilare energicamente, significa aumentare al massimo la quantità di umidità ceduta all’esterno, diminuendo così quella interna che progressivamente può portare ad un miglioramento della situazione ambientale con la parziale o totale asciugatura delle pareti.

 

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