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Esiste ancora la cultura popolare a Roma?

Roma - Pubblicato da redazione - Nessun commento

Pizzerie che servono sugli originali piatti d’acciaio, trattorie con il cameriere che si diverte a prendere in giro gli ospiti e alla fine scrive il conto facendo le somme sulla tovaglia di carta, stanno ormai scomparendo ma se c’è un quartiere dove ancora potete trovarle è sicuramente Trastevere.

trastevere

Nato come quartiere popolare, malgrado i prezzi degli immobili a Trastevere ora siano saliti a cifre da capogiro, ha mantenuto la sua natura verace, ed è ancora possibile rintracciare frammenti e stimoli della cultura popolare.
La domenica mattina gli uomini del quartiere si ritrovano nel bar sotto casa per commentare “il corriere dello sport” e magari fare qualche scommessa tra loro sulle partite della giornata fumando una sigaretta sui tavolini all’aperto.

Non bisogna dimenticarsi che prima dell’Olimpico, la A.S. Roma si allenava in un campo di questo quartiere per cui il calcio e in particolare questa squadra sono nel cuore degli abitanti.
Le donne invece possono godersi una passeggiata per fare la spesa dal fruttivendolo di fiducia e prendere il pane al forno “La Renella” in via del Moro 15, se vi capita di passarci vicino provate la “pizza bianca” viene sfornata come il pane 24 ore su 24.
La sera il quartiere si trasforma diventando punto di ritrovo per i ragazzi della città, anche se devono parcheggiare molto lontano (tutto il quartiere è a zona traffico limitato anche la sera) non rinunciano ai pub della zona. Nei mesi caldi i vicoli si riempiono di venditori ambulanti che offrono oggetti di tutti i tipi. Per una pizza andate “dar Poeta” a Vicolo del Bologna 45, non spaventatevi della fila, è veloce e la pizza sottile vi conquisterà.
Se siete interessati alla storia della città potete visitare il museo di Roma Trastevere nato nel 1977 all’interno dell’appena restaurato convento carmelitano di sant’Egidio sono stati trasferiti in questa sede i materiali più strettamente attinenti alla documentazione della vita quotidiana e delle tradizioni.

Il nucleo forte delle cosidette “scene romane” sono distribuite intorno al chiostro e fanno parte dell’esposizione permanente, una loro attenta lettura fa comprendere molti aspetti della vita popolare quotidiana romana della fine del settecento e dell’ottocento.
A rotazione invece vengono esposte opere come gli acquerelli di Roesler Franz che mostrano alcuni paesaggi della “Roma sparita”, le rive del Tevere distrutte con l’avvento dei muraglioni, i caratteristici angoli del ghetto o di Trastevere, ormai scomparsi rivivono in queste delicate opere.

Non potevano mancare l’archivio delle poesie di Carlo Alberto Salustri, più conosciuto con lo pseudonimo di Trilussa (Roma 1871 – 1950), poeta italiano che componeva in dialetto romanesco.
Per gli appassionati di cinema consigliamo prima di partire per visitare questo quartiere di riguardare il film “Ladri di biciclette” di Vittorio de Sica che rievoca perfettamente l’atmosfera originale di Trastevere nell’immediato dopoguerra. Seguendo protagonista in cerca della bicicletta rubata si possono osservare Piazza Vittorio, Porta Portese l’interno della casa della santona e gli abiti dei borghesi del 1948. L’ultima curiosità è che i protagonisti erano stati presi dalla strada per cui il dialetto e i modi di fare sono stati sicuramente spontanei.

Come alloggio potete scegliere un albergo oppure un appartamento in affitto ci sono offerte davvero vantaggiose al centro del quartiere Trastevere. Potrete vivere appieno l’esperienza della città facendovi la spesa e cucinando in casa piatti tipici come i carciofi alla romana o la trippa al sugo, al mercato sanno lieti di insegnarvi la ricetta!

 

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