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Il tufo

Edilizia - Pubblicato da Giorgia Manieri - Nessun commento

E’ il materiale tipico della regione Lazio e non solo. Sulle rupi tufacee sono sorti i paesi più belli e caratteristici della nostra regione, le cui case sono costruite con blocchetti di tufo e noi siamo entrati in una cava per mostrarvi come si prende dalla Natura quella materia prima che ieri come oggi ancora usiamo in edilizia.

Il tufo (in latino: tofus o tophus) è una roccia sedimentaria piroclastica di origine vulcanica, in particolare è il tipo più diffuso di rocce piroclastiche. I tufi risultano formati in maggior parte da lapilli di dimensioni comprese fra i 2 mm e i 30 mm, cenere e sabbia, emessi durante un’eruzione vulcanica e successivamente cementificati.

Il tufo, abbondantissimo nelle parti del Lazio che hanno carattere vulcanico, cominciò ad essere usato come materiale da costruzione sin dal VII sec. a.C., già dagli Etruschi e poi dai Romani, proprio perché è una roccia abbastanza resistente. Sempre in epoca Romana veniva usato anche per fare ottime malte idrauliche.

I tufi del Lazio sono principalmente il frutto dell’azione dei vulcani nel periodo che va all’incirca fra 600.000 e 300.000 anni fa. A secondo della zona ove è avvenuta l’emissione dei piroclasti si classificano vari tipi di tufo, di colore diverso.

La pozzolana
La pozzolana invece è una specie di sabbia che sembra provenire dai frantumi di pietre pomici e lave porose vomitate dai vulcani nelle loro eruzioni, e disperse dai venti a considerevoli distanze. Questa materia ha preso il nome dalla città di Pozzuoli, d’onde pare che i Romani abbiano tratta la prima da loro adoperata. Così già intuì il grande Vitruvio!

 

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