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Cambio di residenza: una vera odissea!

Marketing - Pubblicato da Giorgia Manieri - 1 Commento

Quando si decide di cambiare casa è importante non dimenticarsi di volturare tutti i contratti delle utenze (gas, acqua, elettricità, immondizia, etc.) stipulati dal precedente proprietario.
E’ inoltre necessario effettuare il cambio di residenza. Innanzitutto bisogna specificare che si richiede il cambio di residenza solo se ci si sposta da una città ad un’altra. Nel caso in cui la variazione è all’interno della stessa città, si chiama cambio di abitazione. La differenza per il comune cittadino è solamente un diverso modulo da compilare!
La pratica è molto semplice: ci si reca alla circoscrizione di appartenenza della nuova abitazione, compila una semplice modulo, l’impiegato trasferisce i dati sul computer, rilascia una ricevuta e il cambio è fatto!
Purtroppo questa è solo la teoria. In pratica è tutto più complicato.
Ecco il racconto di una esperienza vissuta in prima persona.

Dopo aver consultato il sito internet del Comune di Roma mi convinco che, dovendomi spostare da una casa ad un’altra sempre all’interno dello stesso municipio, devo effettuare il cambio di abitazione. Per esserne sicura chiamo il numero del Comune, lo 060606, dove una signorina estremamente gentile mi conferma le mie ipotesi e mi fa presente che la circoscrizione è aperta dalle ore 8,30 fino alle ore 12,30. Posso recarmi quando voglio, ovviamente entro questo orario, allo sportello competente ed effettuare il cambio di abitazione. Nel caso in cui disponessi di una postazione internet, avrei potuto effettuare l’operazione mediante il sito del Comune di Roma. Naturalmente mi dovevo registrare, acquisire un Pin via e-mail e attendere che il Comune mi inviasse il restante PIN per lettera. Ma dopo quanto arriva? A questa domanda non c’era una risposta, così ho pensato che, per quanto fosse all’avanguardia il nuovo sistema, mi potevo registrare per effettuare in futuro eventuali pratiche, ma nel frattempo era meglio recarsi di persona, chiedere una mattinata di permesso al lavoro, e togliersi il pensiero.

Così l’11 giugno 2010 mi reco in circoscrizione, parcheggio la mia auto nelle prossimità, in un posteggio che prevede il pagamento di un ticket di € 2,00 per tutta la giornata. Per come vanno i tempi oggi mi sento anche fortunata a non dover pagare un euro l’ora! All’entrata mi aspetta una fila “chilometrica” solo per prendere informazioni. Mi rassegno. Chiacchierando con la gente in coda apprendo che è la fila sbagliata, qui si fanno le carte d’identità. Riprendo il mio giro, finalmente trovo lo sportello. Mi metto in fila per prendere il numero, ma appena lo chiedo al dipendente preposto, tutte le persone in fila scoppiano in una grossa risata. Potete immaginare il mio sconcerto! Una persona di buon cuore mi fa presente che il “famoso numero” si prende all’apertura. Lei è già la terza mattina di seguito che viene in circoscrizione, oggi ce la farà. Beata lei, penso! Così me ne torno a casa. Sono irritata, perché mi ritorna in mente la frase della signorina dello 060606 “la circoscrizione è aperta dalle ore 8,30 fino alle ore 12,30, può recarsi quando vuole”!

Il mattino seguente mi sveglio presto, riprendo un’altra mattinata di permesso dal lavoro, riparcheggio la mia auto ripagando 2 euro… e già non è un buon inizio di giornata! In ogni caso alle 8,00 sono davanti allo sportello con un fiatone pazzesco ma con la felicità di essere la prima! E vorrei vedere, il posto è ancora chiuso! Prendo il modulo, lo compilo e aspetto, a questo punto una dipendente che passava di lì, con voce arrogante e irritata mi chiede: “Che ci stai a fare qui?” Stupita rispondo che faccio la fila per il cambio di abitazione. E’ ovvio. La signora si scalda e mi dice “Non ha letto il cartello? La fila si fa davanti all’entrata sul retro!”. Il mio volto si riempie di terrore, ecco perché ero la prima! In ogni caso faccio presente che il cartello non c’era, così la signora sempre più fuori di sé mi accompagna alla porta più vicina. E’ importante dire che la porta era completamente spalancata. La richiude e scoprendone il lato nascosto mi dice “Lo vedi il cartello?” Io inizio veramente ad innervosirmi. Come facevo a leggere il cartello se era attaccato sul lato che, a porta aperta, risulta nascosto? Comunque il mio pensiero principale rimane il NUMERO! Mi precipito all’entrata sul retro e vedo la famosa fila. Mi informano che i numeretti li distribuisce un signore in cime alle scale. Sono finiti, ma la circoscrizione ancora non è aperta, sono le 8,25! Alle 8,30 le porte si aprono e le persone si precipitano su per la scalinata, è un miracolo ma riesco ad arrivare viva allo sportello dove, ironia della sorte, mi trovavo già mezz’ora fa! I numeri distribuiti erano proprio quelli ufficiali. Ma come è possibile dare numeri prima di aprire? Non credo che sia molto regolare. In ogni caso sono ancora fuori lista, così alla prima chiamata chiedo il MIO NUMERO. Cavolo sono le 8,32! La signora addetta mi dice che li ha finiti. Così a voce un po’ alterata pretendo il numero, che ottengo solo promettendo di non fare storie se poi l’ufficio chiude e non fanno in tempo a registrare la mia richiesta. Ovviamente non sono la sola in questa situazione, così il malcontento sale e ci si lamenta sperando in un anima di buon cuore che prenda in considerazione anche le nostre istanze. Nulla. Poi una Signora anziana che aveva preso due numeri me ne regala uno. Sono salva!

E’ arrivato il mio turno. Entro e una Signora gentilissima mi fa il cambio di abitazione in cinque minuti! Si rivolge a me e mi dice “Ti rendi conto, sono le 10,30 ed è la prima pratica che faccio, fino ad ora a chiacchierare. E’ mai possibile lavorare così?”
L’epilogo non ha bisogno di commenti!
Insomma il cambio di abitazione si fa in cinque minuti e non costa nulla, ma io ha perso otto ore di lavoro e 4 euro di parcheggio! Cara mi è costata questa pratica!
Il giorno dopo sul giornale “Leggo” nella pagina riservata alla Cronaca trovo un articolo dal titolo interessante: “Rissa all’anagrafe, morsi ai funzionari.” Lo leggo e scopro che poco dopo essere uscita dalla circoscrizione, al piano di sotto, settore carte d’identità, è scoppiata una rissa perché circa 300 persone dotate del loro numero non erano riuscite per l’ennesimo giorno a espletare le loro pratiche.
E’ mai possibile considerare i cittadini come bestie che davanti al disservizio devono anche stare zitti?

Basterebbe effettuare le pratiche di questo tipo mediante appuntamento.
Ma forse nel 2011 è ancora una proposta troppo all’avanguardia!

 

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Un commento


  • monica

    c’è poco da commentare…………è un vero e proprio SCHIFO, BISOGNA VERGOGNARSI che ancora accadano cose di questo tipo!

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