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Apertura di finestre nei muri comuni

Consulenza tecnica - Pubblicato da Giorgia Manieri - 87 Commenti

I problemi che sorgono quando si deve aprire una nuova finestra (o modificarne una già esistente) sulle parti comuni di uno stabile in condominio, in pratica, sono molto meno di quelli che spesso pongono i condomini quando cercano, in tutti i modi, di ostacolarne l’apertura appellandosi magari a divieti regolamentari inesistenti o ad autorizzazioni assembleari inutili.

LEGITTIMITA’ DELL’APERTURA
Salvo il caso in cui il regolamento di condominio di natura contrattuale vieti espressamente di intraprendere alcuna opera esterna che modifichi l’architettura e l’estetica del fabbricato, si reputano, in linea di principio, legittimi gli interventi sul muro comune, come l’apertura di una finestra o di vedute, l’ingrandimento o lo spostamento di vedute preesistenti, la trasformazione di finestre in balconi, ecc.
Tali opere, infatti, non incidono sulla destinazione del muro, bene comune ai sensi dell’art. 1117 c. c., e sono l’espressione del legittimo uso delle parti comuni ai sensi dell’art. 1102 c.c che non richiede alcuna autorizzazione da parte dell’assemblea di condominio.
E’ ovvio che nell’esercizio di tale uso, vanno rispettati i limiti contenuti nella norma citata, consistenti nel non pregiudicare la stabilità e il decoro architettonico dell’edificio, nel non menomare o diminuire sensibilmente la fruizione di aria o di luce per i proprietari dei piani inferiori, nel non impedire l’esercizio concorrente di analoghi diritti degli altri condomini, nel non alterare la destinazione a cui il bene è preposto e nel rispettare i divieti di cui all’art. 1120 c.c. (pregiudizio alla stabilità e sicurezza del fabbricato, pregiudizio al decoro architettonico o rendere alcune parti comuni dell’edificio inservibili all’uso o al godimento anche di un solo condomino).

Legittima è anche l’apertura di finestre su area di proprietà comune e indivisa tra le parti (come ad es. su cortili) che costituisce opera inidonea all’esercizio di un diritto di servitù di veduta sia per il principio nemini res sua servit che per la considerazione che i cortili comuni, assolvendo alla precipua finalità di dare aria e luce agli immobili circostanti, sono beni fruibili a tale scopo dai condomini, cui spetta, pertanto, anche la facoltà di praticare aperture che consentano di ricevere aria e luce dal cortile comune o di affacciarsi sullo stesso, con il solo limite posto dall’art. 1102 c.c., di non alterare la destinazione del bene comune o di non impedirne l’uso da parte degli altri proprietari (Cass. sent. n. 20200/2005).
Diverso è invece il caso di aperture su aree di proprietà privata: in tali casi si incontrerebbero le limitazioni prescritte, in tema di luce e vendute, a tutela dei proprietari dei fondi confinanti di proprietà esclusiva.

COLLEGAMENTO DEGLI ARTICOLI 1102, 1120 E 1122 DEL CODICE CIVILE

Le norme del codice che richiamano gli interventi sulle parti comuni sono l’art. 1102, l’art. 1120 e l’art. 1122.
Esse si possono definire “linee guida” che il condominio e i singoli condomini devono osservare ogni qual volta, rispettivamente, si decida o si voglia di intervenire sulle parti comuni dell’edifico.
Servono soprattutto a sfatare quel mito per cui per ogni uso è necessaria l’autorizzazione dell’assemblea.
Innanzi tutto è bene precisare che tutto ciò che è di tutti è anche di ciascuno: e proprio per questo è legittimo l’uso individuale che giustamente però il legislatore ha voluto disciplinare per non ledere il pari uso degli altri condomini.

Così per l’art. 1102, che in quanto richiamato dall’art. 1139 c.c., si applica anche al condominio, ciascun condomino può servirsi della cosa comune anche nel senso di trarne una utilità maggiore e più intensa di quella tratta eventualmente in concreto dagli altri condomini comproprietari, senza che tale uso più intenso sconfini nell’esercizio di una vera e propria servitù.
Ognuno può apportare, a proprie spese, le modificazioni necessarie per il migliore godimento della cosa, senza però alterare la destinazione del bene e senza impedire, agli altri partecipanti, di farne parimenti uso secondo il loro diritto.
Tale norma però non deroga in modo assoluto alle norme sulle distanze delle costruzioni dalle vedute (art. 907 c.c.) che vanno pertanto rispettate e la cui violazione non può essere giustificata sostenendo di avere agito in aderenza alle facoltà condominiali ex art. 1102 c.c.
Per quanto riguarda le distanze tra le vedute, si rinvia ai nn. 4 e 5 di questa rivista, tuttavia è bene sottolineare che, in caso di controversia, il giudice di merito, dovendo in concreto tenere conto della struttura dell’edificio, delle caratteristiche dello stato dei luoghi e del particolare contenuto dei diritti e delle facoltà spettanti ai singoli condomini, deve verificare, nel singolo caso, se esse siano o meno compatibili con i diritti dei condomini.

Così il condomino che voglia aprire una porta-finestra sul muro comune diretta verso un cortile condominiale, oppure l’apertura di varchi su un muro eseguito da un condomino per creare un nuovo ingresso all’unità immobiliare di sua proprietà esclusiva, non integrano abuso della cosa comune suscettibile di ledere i diritti degli altri condomini, e rimane irrilevante la circostanza che tale utilizzazione del muro si correli all’intento di conseguire una più comoda fruizione di tale unità immobiliare da parte del suo proprietario (Cass. sent. n. 4155/1994).
Stessa possibilità per l’ingrandimento di finestre già esistenti o per la costruzione di balconi che non importa una innovazione della cosa comune ai sensi dell’art. 1120 bensì si annovera in quell’uso individuale della cosa comune il cui ambito e i cui limiti sono disciplinati dagli articoli 1102 e 1122 c.c.; accertare se detto ambito e detti limiti siano stati in concreto rispettati o meno è compito del giudice e non rimessi ad un giudizio meramente soggettivo dell’assemblea di condominio e/o dei singoli condomini.
Altri limiti da osservare sono quelli contenuti nell’art. 1120 in tema di innovazioni, norma che seppure si indirizza a interventi collettivi decisi in assemblea non esclude il rispetto dei limiti imposti anche a quelle “innovazioni” effettuate dal singolo condomino che però sono disciplinate dall’art. 1102.

Innovazione, infatti, non è una qualsiasi modificazione della cosa comune ma solamente quella che alteri l’entità materiale del bene operandone la trasformazione della sua destinazione, nel senso che detto bene presenti, a seguito delle opere eseguite, una diversa consistenza materiale ovvero sia utilizzato per fini diversi da quelli precedenti l’esecuzione delle opere.
Qualora invece la modificazione del bene comune non assuma tale rilievo, ma risponda allo scopo di un uso del bene più intenso e proficuo, si versa nell’ambito dell’art. 1102 c.c. (l’apertura di una porta da parte di un condomino nel muro comune dell’andito di ingresso dell’edificio condominiale non rientra nel concetto di innovazione ma bensì integra una consentita modifica della cosa comune ai sensi dell’art. 1102 c.c.).
I limiti tuttavia da rispettare previsti per le innovazioni ma annoverabili nell’elenco dell’art. 1102 sono, come abbiamo già precisato, il rispetto del pregiudizio alla stabilità e sicurezza del fabbricato, del decoro architettonico o rendere alcune parti comuni dell’edifico inservibili all’uso o al godimento anche di un solo condomino (Cass. sent. n. 13261/2004).
Non bisogna poi dimenticare che ciascun condomino nella proprietà privata non può eseguire opere che rechino danno alle parti comuni dell’edificio (art. 1122 c.c.) e che tali opere debbono ritenersi illecite oltre che nei casi di trasgressione dei limiti sopra esposti, quando il regolamento di condominio vieti espressamente di intraprendere alcuna opera esterna che modifichi l’architettura e l’estetica del fabbricato.

NORME DI RIFERIMENTO

Art. 1102, 1° co. c.c. – Uso della cosa comune
Ciascun partecipante può servirsi della cosa comune, purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri partecipanti di farne parimenti uso secondo il loro diritto. A tal fine può apportare a proprie spese le modificazioni necessarie per il migliore godimento della cosa.

Art. 1120, 2° co. c.c. – Innovazioni
Sono vietate le innovazioni che possano recare pregiudizio alla stabilità o alla sicurezza del fabbricato, che ne alterino il decoro architettonico o che rendano talune parti comuni dell’edificio inservibili all’uso o al godimento anche di un solo condomino.

Art. 1122 c.c. – Opere sulle parti dell’edificio di proprietà comune
Ciascun condomino, nel piano o porzione di piano di sua proprietà non può eseguire opere che rechino danno alle parti comuni dell’edificio.

ALCUNE MASSIME DELLA SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE
“L’apertura di finestre su area di proprietà comune e indivisa tra le parti costituisce opera inidonea all’esercizio di un diritto di servitù di veduta, sia per il principio nemini res sua servit che per la considerazione che i cortili comuni, assolvendo alla precipua finalità di dare aria e luce gli immobili circostanti, sono ben fruibili a tale scopo dai condomini, cui spetta, pertanto, anche la facoltà di praticare aperture che consentano di ricevere aria e luce dal cortile comune o di affacciarsi sullo stesso, senza incontrare le limitazioni prescritte, in tema di luci e vedute, a tutela dei proprietari dei fondi confinanti di proprietà esclusiva, con il solo limite posto dall’art. 1102 c.c., di non alterare la destinazione del bene comune o di non impedirne l’uso da parti degli altri proprietari” (Cass. sent. n. 20200/2005).

“La costruzione da parte del condomino di sporti sul cortile o sul passaggio comune, con conseguente occupazione della colonna d’aria sovrastante il terreno comune, costituisce esplicazione del diritto di utilizzazione della cosa ai sensi dell’art. 1102 c.c., sempre che detta costruzione non pregiudichi però la normale funzione della cosa comune o le possibilità di utilizzazione particolare eventualmente prospettate dagli altri condomini” (Cass. sent. n. 6850/1993)

“L’apertura delle luci in un appartamento di proprietà esclusiva di un condominio edilizio, come l’esecuzione di manufatti (pensilina), rientra nel regime delle distanze legali… e, pertanto, il condomino convenuto dal proprietario del piano soprastante per avere costruito una pensilina sulla propria terrazza in violazione delle norme sulle distanze dalla finestra dell’attore, non può validamente sostenere di avere agito in aderenza alle facoltà condominiali ex art. 1102 .c.c, ancorché le vedute si aprano su un pozzo di luce condominiale” (Cass. sent. n. 129/1983)

 

Locale commerciale in vendita a Monteverde

87 Commenti


  • rico

    Salve, ho acquistato un locale garage che trovasi al piano terra di uno stabile composto da tre appartamenti di cui uno sopra il locale e due laterali. L’intero immobile è circondato da terreno comune indivisibile.
    Vorrei cambiare la destinazione d’uso per costruirci all’interno del locale garage un’abitazione. E’ possibile modificale le vedute già esistenti della parte posteriore le locale e quelle anteriori per poter fare finestre e la porta d’ingresso dell’abitazione? E’ possibile aprire NUOVE porte e finestre dall’interno del mio garage per poter uscire direttamente sul terreno che è in comune? Devo chiedere l’autorizzazione o cosa ai proprietari degli altri immobili?
    Spero in una vostra risposta grazie.


  • giuseppe silva

    vorrei conoscere i diritti di una finestra orizzontale esistente da almeno 40 anni che si affaccia sul tewtto di un capannone del mio confinante ,capannone che per una certa altezzi si appogia al mio muro e possibile in caso di costruzione da parte sua chiedere la chiusura della mia finestra che toglierebbe luce ed aria a un mio bagno.


  • Luigi

    Salve, ho acquistato un’immobile con annesso giardino a piano terra. volevo sapere se è possibile aprire un finestra che da sul giardino di mia proprietà…grazie


  • Redazione

    Per Rico: trasformare un garage in abitazione è una bella impresa. Non ha solo bisogno del consenso degli altri condomini, ma dovrebbe portare a norma l’intero locale – fermo restando che la destinazione d’uso va poi regolarizzata in catasto.

    Per Giuseppe: il suo problema non è tanto legato alla finestra di per se stessa, quanto all’eventuale edificabilità dell’immobile suo confinante. Se abbiamo effettivamente capito la situazione, lei teme che il capannone venga soprelevato.

    Per Luigi: la risposta è si, anche se ovviamente deve accertarsi che il lavoro sia fatto a regola d’arte e che intervenendo lei non sia causa di danni strutturali all’intero immobile. Ma dovrebbe averne il diritto.


  • Paolo Valentinotti

    Buongiorno, ho un quesito, ho acquistato una mansarda in uno stabile di tre appartamenti, vorrei aprire un abbaino che si affaccia su una particella (strada di passaggio larga circa 3 metri) di proprietà consortile (mia dei due miei condomini e di altri condomini di proprietà adiacenti)adibita al solo passaggio per accedere alle abitazioni. Per aprire l’abbaino,devo chiedere il permesso a tutti i comproprietari della particella consortile?
    grazie


  • antonio

    salve ho acquistato da oltre un anno una casa con giardino di mia pertinenza esclusiva sul quale insiste un’ inferriata apribile verso il mio giardino, con infissi apribili verso l’interno appartenenti al mio vicino, le due abitazioni appartenevano fino al 1957 ad unico proprietario, che per testamento poi suddivise distintamente in due unita’ immobiliari, stanco del fatto che egli diceva di poter entrare ho messo una sbarra a impedire illecite intrusioni, lui pero ha fatto ricorso in base agli artt. 669bis e 1170, perdendo succ. la prima causa ora ha presentato reclamo, vantando servitu’ di accesso ma l’unica vera servitu’ e’ quella fognaria,
    vanta a suo dire anche l’uso pregresso del giardino anche per quanto riguarda i vecchi proprietari, lui e’ proprietario soltanto dal 1997 ,rischio qualcosa o il reclamo secondo voi sara’ rigettato nuovamene, grazie. saluti Antonio


  • antonello

    ciao
    Ho comprato un box che da uno dei 4 lati confina con un corridoio di accesso all’ascensore. Vorrei aprire una porta per meglio utilizzare la mia propieta. Quali autorizzazioni devo chiedere al Condomionio? Quali al comune?
    antonello


  • redazione

    X Paolo:

    Probabilmente si.

    X Antonio:

    Dipende dal giudice, secondo noi lei dovrebbe dormire sonni tranquilli.

    X Antonello

    Al condominio deve chiedere autorizzazione in assemblea. Per il comune dovrebbe bastare una semplicissima Dia. A meno che il muro che vuole aprire non sia portante (in quel caso deve chiedere prima un parere ad un geometra e/o ditta edile, per evitare sorprese).


  • PIERGIACOMO

    Il seminterrato di un condominio attualmente ha sette posti auto ed uno scivolo per accedervi.- Nello stesso seminter. un condomino ha una superficie (ca 150 mq)ora adibita a magazzino servito ora solo da una porta. – Questo condomino, a sue spese, vuole modificare lo scivolo, inserendo lungo lo stesso un ascensore per auto, dal livello scivolo al suo seminter., e sfruttare il suo spazio per altri posti auto, adducendo il migliore uso …- Per tutto il tempo dei lavori,gli utenti degli attuali sette posti dovrebbero lasciare l’auto all’esterno non potendo usufruire dello scivolo. L’assemblea ha bocciato tale lavoro ed il condomino ha intentato causa al condominio.
    Qualcuno afferma che i lavori sono un miglior uso, altri dicono che non può effettuare tali lavori perchè toglierebbe per un certo tempo il godimento dei garage attuali agli altri condomini. Cosa dite ?


  • pietro

    Devo aprire una finestra in un appartamento in muratura posto al piano terra. Prima di eseguire i lavori devo comunicarlo al proprietario dell’immobile sovrastante?


  • umberto

    Salve ho un appartamento situato in un cortile di proprieta comune con altri…e da un po di tempo …anni che metto la mi aauto non avendo il garage ma nel cortile la metton opure altri che non fanno parte del cortile figli dei proprietari ma che abitano da un altro paese…ultimamente m isono incazato con un figlio di questi du eproprietar iche gai detengo no pur eun garage nel cortile e occupano un posto con la loro basculate e vorrebbero fare el strisce per riservarsi un posto auto di solo lora proprieta…premmetto che nel cortile ci stanno 4 auto parcheggiate e gli appartamenti nel cortile 5 poi ci sarebbe un garage di una signora che non abit anel cortile ma ha solo il garage pur ealtro garage della signo ra citata prima che vorrebbe avere il posto auto anche al esternonon avendo nemmeno l’entrata ìdelal su aabitazioen nel cortile di comproprieta ma penso solo ildiritto di passaggio pe rentrare nel garage volevo sapere come comportarm ivisto che ho avvisato il figlio del signore che abita nel cortiel e c emacato poco che gli mettevo le mani adosso essendo un ragazzo arrogante e presuntuoso


  • rosa

    buongiorno ho bisogno di un importante consiglio.
    Ho acquistato una villa che ha un muro in comune che unisce le due, prive di atto di condominio. Questa casa possiede sul retro una striscia di un metro di poprietà comune indivisa. Io ho aperto una finestra ad oltre 3 metri di distanza dalla loro abitazione per il bagno. Questa finestra da terra è posizionata all’altezza di 1,20, ha delle grate fisse nel muro e la finestra contiene solo l’apertura a vasestass. I miei vicini mi citanto dinnanzi al giudice per la chiusura della finestra. Cosa devo fare, mi aiuti.


  • Andrea

    Salve,
    ho acquistato insieme ad altre due persone un locale sito al primo piano di sei di un condominio, dove in passato vi erano degli uffici ed una palestra con unico affaccio tramite finestre sul prospetto principale. Abbiamo frazionato ricavandone due monolocali che sfruttano le suddette finestre ed un appartamento cieco alle spalle dei due. Ho aperto delle finestre e una porta per prendere la luce dal parte interna del condominio, con progetto approvato dal comune e relativo cambio di destinazione d’uso.
    Le suddette finestre e la porta affacciano su un terrazzino di mia proprietà, poichè é il solaio di una vecchio locale commerciale da me, peraltro, gestito.
    La mia intenzione é quella di usare questo terrazzino come area solare dell’appartamento, chiudendolo con relativa ringhiera e magari mettere in futuro una tettoia.
    Il condominio si é opposto a tali aperture e mi ha intimato la chiusura delle stesse, poichè lo statuto é all’unanimitá e due condomini si oppongono per motivi personali.
    Ho murato le finestre ed ho intimato al condominio di ripristinare le opere effettuate abusivamente (senza autorizzazioni comunali e condominiali) nel corso degli anni e non conformi al progetto iniziale del palazzo, come verande, finestre sul prospetto principale etc.
    Come posso uscire da tale situazione, poichè l’appartamento mi occorre per uso abitativo e attualmente ho le finestre murate per tre quarti?
    A quali leggi posso fare riferimento?
    Grazie,
    Andrea.


  • sergio

    buon giorno, circa 5 anni fà ho comprato un bilocale con porta dingresso e finestre tutte su un lato adesso vorrei riaprire una vecchia porta di ingresso in questo caso si entrerebbe anche dalla camera da letto chiusa dalla ditta che ha ristrutturato limmobile, io abito in un primo piano rialzato e il mio bilocale ha 2 facciate libere quella frontale sul ballatoio dove ho porta e finestre e quella che da sul pianerottolo delle scale dove vorrei riaprire una porta che in precedeza alla restrutturazione c’era. posso farlo? grazie anticipatamente.


  • laura

    salve, io vorrei allungare la mia scala d’entrata ( utilizzata solo da me) per aprire una seconda entrata nella mia abitazione, dato che sono 4 case attaccate vorrei sapere se i condomini possono impedirmi questo. preciso che questi lavori non danneggerebbero in alcun modo ne il proprietario della casa sottostante alla mia, ne i 2 proprietari a fianco. grazie laura


  • Giorgia Manieri

    @Andrea
    Il quesito, ancorché lungo, non è molto esaustivo. Essendo il proprietario dell’appartamento che affaccia sul terrazzino, potete utilizzarlo, ma questo comporta l’aumento della sua superficie ai fini catastali. Per la tettoia invece deve chiedere una autorizzazione al Condominio e anche al Comune. Non è chiaro il perché il Condominio si è opposto alle aperture ma, a nostro avviso, l’opposizione è ininfluente. Se invece altri condomini avessero effettuato opere abusive, bene farebbe a chiamare i Vigili Urbani e denunciare il fatto chiedendo i ripristini. Per rispondere alla Sua ultima domanda è necessario un sopralluogo per avere una chiara visione tecnica del problema. Pe un appuntamento può mandarci una mail oppure può telefonare al 3314254865.


  • Giorgia Manieri

    @Sergio
    Se l’immobile è stato concepito con quella porta, che è stata murata in un secondo momento, Lei riaprendo l’apertura non fa altro che ripristinare lo stato iniziale. Naturalmente non ci devono essere state variazioni comunicate al catasto che hanno modificato la planimetria dell’immobile.


  • Giorgia Manieri

    @Laura
    Non è chiara la struttura del fabbricato, ma di norma chiunque ha diritto di aprire un secondo ingresso se non lede un pari diritto altrui. Se però questa apertura è esterna, ovvero su un prospetto dello stabile, Le occorre un progetto redatto da un Tecnico abilitato, da presentare al Comune.
    Naturalmente saremo lieti di aiutarLa. Può mandarci una mail oppure telefonare al 3314254865.


  • luisa

    salve,ho bisogno di un urgente consiglio
    Ho un appartamento posto al primo piano il cui balcone confina con una finestra condominiale a due imposte che da su un cortile condominiale, posta sul vano scala intermedio tra piano terra e primo piano priva di ogni protezione.
    Ho chiesto all’amministratore la messa in sicurezza di tale finestra, per evitare l’ingresso di malintenzionati nel proprio appartamento, tramite il balcone posto nell’immediata vicinanza della finestra medesima.
    mi è stato risposto che se voglio posso mettere una grata senza nulla chiedere agli altri inquilini della suddetta scala,i quali usufruiscono di aria e luce.Desidero sapere se spetta solo a me questa spesa. Un grazie anticipato


  • Melina

    Nel 1992 ho comprato una casa di corte, l ex proprietario ha costruito un marciapiede di 80 cm in area comune x 6 mt di tutta la lunghezza della casa,a mia volta nel 1997 ho costruito una tettoia sopra quel marciapiede dichiarando la cosa in comune. Possono i vicini dopo tutti questo tempo di farmi demolire la tettoia? Grazie


  • guido

    salve,

    Sto acquistando un appartamento con un terrazzo 6m x 10, vorrei aprire una vetrata 3 m x 3 che affacci dal soggiorno al terrazzo, dove adesso c’e’ solo una porta finestra. Serve l’autorizzazione del condominio?

    Grazie 1000


  • Gianni

    Sera vorrei sapere a cosa vado incontro se nn presento i documenti per l’allungamento di una finestra , e che tipo di documenti devo presentare e dove … Grazie


  • silvia

    SALVE ,VORREI SAPERE SE POSSO MADIFICARE O SPOSTARE UNA FINESTRA GIA ESISTENTE CHE AFFACCIA SU UN MURO DI CINTA DI UNA CASA CONFINANTE,E LE DISTANZE TRA LE PARTI, TUTTO GIA ESISTENTE. GRAZIE-


  • Salvatore

    Buonasera,
    ho acquistato un immobile sito al secondo piano di una palazzina di tre tre piani, di costruzione antecedente al 1960. Vorrei trasformare una finestra del cortiletto interno in un piccolo terrazzino. Come devo procedere? Chiedere prima l’autorizzazione al comune e poi ai condomini? La proprietaria dell’immobile sito al primo piano mi potrebbe contestare la diminuzione di luce e aria? Qualora ottenessi il permesso del comune, dovrei comunque chiedere l’autorizzazione agli altri condomini?
    Grazie


  • Michele

    Buongiorno. Sono proprietario di una villetta singola che però fa parte di un condominio orizzontale. Nell’abitazione (al piano interrato) ho compreso un garage molto grande che da su di un androne comune. Questo garage ha però l’inconveniente di avere un solo accesso che fa si di essere poco utilizzabile. Dato che un muro perimetrale del garage da sullo stesso androne (rimane appena dopo la prima apertura) posso aprire una seconda apertura senza dover richiedere l’autorizzazione condominiale?
    Grazie!


  • sonia

    le mura di clausura sul mio terrazzo privato adiacente a tre case confinanti all’altezza di un primo piano ,in presenza di finestre luci esistenti,quando devono essere alte?E le finestre luci di norma quando dovrebbero distanziare dal mio suolo?


  • Marco mirarchi

    Buon giorno
    Vorrei sottopor vi il mio problema ho un locale (negozio) vorrei trasformare in abitazione e deve aprire tre finestre sul cortile ma non modificherei l ‘ aspetto del fabbricato perché rispecchiò le finestre soprastanti con le stesse misure per cui l’aspetto estetico e il decoro dello stabile non verrà modificato . Chiedo il comune mi a dato già il permesso per eseguire i lavori poro mi a chiesto che devo avere la delibera del condominio . Per poter iniziare i lavori vorrei sapere se la delibera del condominio deve essere ti tutti i condomini cioè 1000mm oppure solo la maggioranza della assemblea 50% dei partecipanti grazie e urgente


  • rico

    E’ possibile aprire NUOVE porte e finestre dall’interno del mio garage per poter uscire direttamente sul terreno che è in comune? Devo chiedere l’autorizzazione o cosa ai proprietari degli altri immobili?


  • Salvatore

    —-/ /————-/ /
    1 prospetto –



    …………………………
    —-/ /——/ /——
    2 prospetto –


    Salve,
    abito in un appartamento, del quale ne sono proprietario, al 1 piano in un palazzo condominiale e vorrei
    apportare delle modifiche alle due uscite che danno sul balcone.
    La prima apertura in alto a sinistra la vorrei ridurre della meta’ come
    si vede nel secondo prospetto mentre la seconda in alto a destra la vorrei chiudere ed aprirne un’altra piu’ grande piu’ verso il centro
    come si vede nel secondo prospetto.
    Chiedo se e’ un lavoro possibile da fare.
    Grazie


  • antonino

    Salve ho un quesito da porre, abito in villetta costituita da due appartamenti ed una mansarda, il proprietario del piano terra è anche proprietario di un locale cantina, dove ha realizzato una cucina un bagno (senza autorizzazione dal comune) ed ha anche aperto delle finestre e una porta, che si affacciano nello spazio condominiale. Vi chiedo può fare tutto ciò senza aver chiesto anche a noi proprietari di queste opere e aperture? grazie


  • redazione

    Doveva comunque fare una Dia.


  • antonino

    Grazie per la risposta, non ha chiesto niente al comune. Vi chiedo cosa possiamo fare noi condomini? possiamo chiedere che le finestre e la porta vengono murate? è passabile di sanzione? Grazie


  • redazione

    Potete fare una visura per accertarvi dell’effettivo stato del bene.

    Poi potete rivolgervi ai vigili urbani.


  • Linda

    Buonasera. Desidero porre una domanda che penso sia interesse di molti. Desiderando comprare un’abitazione ricavata da un ex-fondo, ci si trova davanti al problema della porta di ingresso, di solito molto grande, con vetrate opache (si spera blindate!), e che non fanno passare la luce. E’ possibile, una volta acquistato l’appartamentino, poter cambiare questa situazione da entrata di… magazzino o ci sono dei vincoli? Grazie mille.


  • redazione

    Il tipo di porta o portone può essere cambiato senza dubbio, in qualsiasi momento.

    Se si intende ‘spostare’ l’ingresso occorre presentare una Dia, ma probabilmente non si avranno troppi problemi (ammesso che non si voglia snaturare troppo l’ingresso).

    Se intende ‘solo’ ridimensionare leggermente l’apertura del portone probabilmente non è nemmeno indispensabile una Dia, anche se formalmente sarebbe comunque necessaria.


  • giuseppe

    Salve vorrei porre un quesito ,devo aprire due finestre di luce in muro di Confine , in una casa di mia proprietà priva di condominio . quale autorizzazione occorre che nel regolamento edilizio non risulta niente in merito , grazie anticipatamete.


  • egidio

    Buongiorno Sono proprietario di un garage di 200mq il Mio desiderio e quello di trasformare la meta’ del garage, dove esistono due piccole finestre da ingrandire, in abitazione. esiste la fattibilita’ di questo Mio desiderio. cordiali saluti egidio


  • Alessia

    Buongiorno, sono proprietaria di un’abitazione con annesso cortile (un tempo comune ma poi diviso tra i propritari a cui è rimasto il diritto di passaggio) davanti a questo cortile c’è un’altra costruzione a confine, il muro è completamente di proprietà del mio vicino.
    Su questa parete confinante c’è una finestra che lui vorrebbe ampliare, ma io ho il posto auto proprio davanti a questa finestra, come posso tutelarmi nel caso gli concedessi l’ampliamento, per poter continuare a posteggiare la macchina senza avere problemi ne oggi ne mai?
    Grazie e saluti


  • redazione

    Non credo che lei abbia voce in capitolo su quella finestra, mi spiace. Il muro non fa parte del vostro condominio.

    D’altra parte lei potrà probabilmente continuare a parcheggiare nel suo cortile, anche a prescindere dalla grandezza del vano finestra del vicino.

    Questo se guardiamo alla norma di legge.

    Naturalmente il suo vicino deve invece ottenere dagli uffici del comune l’autorizzazione ad allargare la finestra.


  • ALESSIA

    Buongiorno, grazie per la risposta, il problema è che sicuramente con il tempo sarebbe infastidito dai rumori e dagli odori provenienti dal parcheggio dell’auto! Avrei un’altra domanda, e se il mio vicino invece volesse aprire altre finestre sempre su questo muro? Vale lo stesso discorso?


  • redazione

    Lei infatti ha perfettamente ragione nel porsi questi dubbi, considerando il caso.

    Per quanto riguarda l’apertura di altre eventuali finestre mi sembra un’ipotesi meno probabile; a seconda del contesto, un privato non può aprire finestre a propria completa discrezione, non senza incorrere in parere contrario da parte degli uffici tecnici comunali preposti.


  • Tommaso

    Quesito:
    Sono proprietario di una casa al piano terra con giardino situata in un condominio. Una parte del giardino, di circa 4 mq, si trova ad angolo posizionato nella colonna delle scale (a ferro di cavallo) del condominio. Poichè sulla colonna ci sono soo dei finestroni con apertura nelle scale condominiali e i muri lalerali a tutt’altezza peri tre piani del condominio. Volevo sapere se fosse possibile, per motivi di sicurezza (per evitare intromissioni nella proprietà privata di malintenzionati), realizzare una copertura obliqua completamente trasparente (a vetro) al di sopra del finestrone (partendo circa da circa 40 cm sopra) in modo da garantire completamente la luce alle scale condominiali e chiudendo il tutto con un’inferriata sulla parte anteriore alla distanza di oltre 1,5 mt dalla parete verticale dove c’è il finestrone.
    Cordiali saluti e buon lavoro.


  • redazione

    E’ possibile, ma deve comunque chiedere parere/consenso al condominio, in sede di assemblea.


  • Stefania

    Salve, io ho comprato una maisonette, dove è stato utilizzato metà del garage per creare una cucina. Un condomino mi ha denunciato per abuso edilizio, c’è qualcosa che io posso fare senza dover ripristinare il tutto? Anche perchè in sala dove doveva esserci l’angolo cottura non ci sono i tubi dell’acqua e del gas e in piu’ non esiste canna fumaria. Grazie


  • redazione

    Temo di no, Stefania.


  • Stefania

    Quesito:
    Puo’ l’ufficio tecnico (comune di San martino in rio R.E) far sanare un sottotetto dove la parte più alta misura 2,50mt e la parte più bassa 1,66mt solo facendo allargare una finestra? Premetto che si parla di un condominio e dove si andrebbe a cambiare cosi l’estetica della palazzina in questione.
    Grazie


  • redazione

    Si, l’ufficio tecnico del comune può concedere, se lo ritiene, simili ‘sanatorie’.


  • Stefania

    Grazie


  • Nicoletta

    In previsione di acquistare un piccolo appartamento, che costituisce un terzo in uno stabile di mia proprietà per due terzi, avrei necessità di alzare di circa 150 cm l’apertura di una finestra preesistente che, per effetto della realizzazione di un solaio ammezzato, si trova adesso a livello terra del solaio, poiché in origine era l’apertura all’esterno di un’antica cucina avente le mura perimetrali alte 6 mt. Trattandosi di un’opera già in essere e volendo quindi spostarla solo verticalmente verso l’alto, volevo sapere quali incombenze burocratiche occorrevano allo scopo. La finestra in questione affaccia su strada comunale. Grazie


  • redazione

    Basta una semplice DIA, a meno che non intervengano altre considerazioni di tipo strutturale non evidenziate nelò messaggio. Chieda consiglio al suo archiettto o al suo geometra (o a tali tecnici della ditta edile che eseguirà i lavori in muratura).


  • francesco

    buongiorno mia zia proprietaria del piano terra fondo un bagno e un garage sta facendo dei lavori per cambio destinazione d’uso in abitazione, senza aver chiesto autorizzazioni alla sorella che abita sulla stessa casa, si è vista sostituire la serranda del garage con un finestrone e una persiana e più una bombola del gas fuori collegata con un tubo. Anche se avesse richiesto le autorizzazioni al comune per cambio destinazione d’uso, chiedo se poteva fare le modifiche esterne senza aver richiesto il parere di mia madre.


  • redazione

    Per fare le modifiche deve aver chiesto l’approvazione della Dia, con le specifiche dell’opera, più che altro.

    Il parere dell’inquilino del piano di sopra può essere vincolante, ma solo in assemblea di condominio – e quindi in presenza di condominio effettivo.

    Se lo stabile non ha condominio rimane prioritaria l’approvazione dei lavori da parte degli uffici comunali, in ogni caso.


  • Pier

    Buongiorno, sono in possesso di regolare SCIA per ristrutturazione nella quale è previsto anche il cambio degli infissi del mio alloggio in un condominio di 6 piani ma vorrei passare da infissi con doppia anta (anni 60) ad infissi ad anta singola (doppio vetro etc etc).

    Dimensione, posizione e colore di tali finestre e porte sui balconi NON cambieranno.

    Una soluzione di questo tipo è gia stata adottata alcuni anni fa in altri 2 appartamenti dello stesso condominio ma so per certo che ci sono state parecchie lamentele da parte di altri condomini per via dell’assenza al centro di ogni apertura del “pilastrino” verticale che si viene a formare col telaio delle 2 ante quando sono chiuse.

    Secondo la sua esperienza può una modifica di questo tipo essere considerata pregiudicante del “decoro architettonico dell’edificio”?

    Possibile che l’assenza di questa “striscia verticale” di telaio di circa 12 cm possa essere così esteticamente dannosa ?
    Grazie in anticipo


  • redazione

    Comprendiamo assolutamente le sue ragioni, per non parlare della sua buona fede (visto che ristruttura).

    Ma in effetti questo ‘dettaglio’ della doppia anta potrebbe non vederla favorita in eventuale contrapposizione con i suoi condomini. Ovviamente solo se qualcuno dei suoi vicini impugna la sua soluzione; per quanto riguarda il Comune può cambiare genere di finestra senza problemi.


  • Denis

    Salve, vorrei creare da una già esistente finestra del mio garage, una porta nel muro perimetrale condominiale per uscire nel giardino comune. Visto che a fronte della mia richiesta ai condomini (palazzina di 4 appartamenti in cui non c’è alcun Amministratore), 2 di questi non vogliono, mi chiedevo se fosse veramente necessario il consenso degli stessi. Leggevo che, non costituendo servitù di passaggio, non era necessario. E’ vera questa cosa? Il Comune può richiedere il consenso dei condomini? Secondo quale articolo del c.c.? Se la facessi, previa autorizzazione del Comune, è possibile che i condomini possano farla chiudere comunque?

    La ringrazio fin d’ora e porgo i miei più cordiali saluti.


  • redazione

    I condomini potrebbero comunque crearle problemi successivamente alla realizzazione della porta.


  • alessia

    salve,

    ho cambiato la destinazione d’uso di un garage in un appartamento, pagando i relativi oneri al comune. Ho un progetto regolarmente approvato. Per necessità di luce dovrei spostare orizzontalmente un’apertura. Considerando che si tratta di una palazzina familiare di 4 appartamenti esistenti e due (tra cui il mio) in ristrutturazione (al piano terra in luogo dei precedenti garage) e che non vige nessun regolamento condominiale, può uno dei condomini appellarsi? C’è da considerare che anche le aperture dell’altro appartamento sono in numero inferiore e diverse rispetto al piano soprastante.


  • redazione

    Il diritto di contestazione nel nostro sistema è sempre previsto.

    Non di meno, se lei ha inserito la modifica della finestra nel suo progetto approvato a livello comunale, può senz’altro procedere con i lavori. Se però il condomino ha già manifestato una sua opposizione, beh, diciamo che purtroppo non può tutelarsi in anticipo dalle sue eventuali rimostranze legali.


  • Roberto

    Salve. Sto per acquistare un appartamento al secondo piano di un condominio di 6 piani. Ho necessità di aggiungere una finestra per avere più luce in uno degli ambienti. La finestra sarebbe aperta sulla facciata del condominio, che da su un cortile interno (quindi non sulla strada). Secondo lei sarebbe fattibile? Grazie.


  • redazione

    Una cosa del genere in un condominio non è impossibile in linea di principio, ma comunque abbastanza complessa da ottenere sul piano pratico e nella vita reale. Questa ovviamente è solo la mia opinione generale.


  • Ugo Fusco

    Buonasera, mi chiamo Ugo e ho una questione che non so risolvere. Vivo al piano terra e dall’interno del corridoio del mio vicino si puo’ aprire una finestra che da’ nella mia veranda. Cioe’ mi ritrovo faccia a faccia col vicino se esco nella veranda (che e’ di proprieta’ dell’appartamento in cui vivo..non di proprieta’ comune). E’ normale una cosa del genere? E cosa posso fare per capirlo? Grazie infinite. Ugo


  • redazione

    Certo che è normale.


  • Giulia

    Ciao a tutti, volevo porvi un quesito al quale su internet non riesco a trovare risposta. Sono proprietaria di una mansarda con due balconi entrambi aventi altezza dei muri di un metro e ottanta. Mi piacerebbe poterli portare all’altezza classica delle ringhiere o comunque ad un’altezza che mi consenta di godere del panorama che ho di fronte. Volevo sapere se é possibile procedere e se si qual’é l’iter migliore.
    Vi ringrazio anticipatamente per quanto saprete consigliarmi. Giulia.


  • Ugo Fusco

    Grazie infinite per la risposta. Un’ultima cosa, ho modo di tutelare la mia privacy in questa situazione? Grazie.


  • redazione

    Una volta che la finestra è stata approvata e fatta materialmente, molto poco.

    Lei può invece opporsi all’apertura prima che questa avvenga, sia in sede di assemblea di condominio che in altre sedi, ove sussistano motivazioni legali specifiche che le consentano di opporsi alla suddetta apertura di una finestra su quel muro.


  • redazione

    Si tratta chiaramente di una misura fuori standard. Deve verificare che non sussistano motivi che ne impediscano la ristrutturazione; in ogni caso l’iter è ovviamente quello di incaricare una ditta edile regolare e certificata, ascoltando il loro parere sulla fattibilità tecnico/legale e sui possibili costi.


  • Renato

    Salve, abito al quinto piano (penultimo) di un condominio. Vorrei sapere se fosse possibile trasformare un finestrino in una finestra per rendere più luminoso l’ambiente, nonostante gli altri piani siano rimasti con il medesimo finestrino. La facciata è esterna, ma è secondaria rispetto a quella che si affaccia sulla strada, dotata di balconi. Il mio dubbio è l’estetica dello stabile, dal momento che il mio appartamento sarebbe l’unico a mostrare una finestra su quella fila di condomini.


  • redazione

    Può provare a chiedere alla sua assemblea di condominio, ma probabilmente le verrà negato il permesso.


  • giovanna

    Buon giorno,
    Avrei bisogno di chiarimenti.
    Abito al 4° piano di un condominio (attico) vorrei cambiare la finestra del bagno in portafinestra per accedere alla lavanderia più facilmente senza dover uscire dalle altre stanze con la cesta della biancheria.
    Cosa devo fare? Ringrazio anticipatamente per la risposta.


  • redazione

    Deve portare la modifica in progetto all’approvazione dell’assemblea di condominio.


  • Gianluca

    Vorrei sapere se secondo il codice civile è possibile che un privato proprietario di un edificio avente una parete cieca su un giardino di un altra proprietà, possa per motivi igienico sanitari aprire una finestra su questo spazio privato. Creandovi una servitù.
    In attesa di una Vostra risposta Vi porgo i più cordiali saluti.


  • redazione

    In linea di principio l’apertura della finestra è sicuramente possibile, a determinate condizioni. La ‘servitù’ di passaggio certamente non lo è.

    In linea di massima deve comunque rifarsi alle sentenze di Cassazione, il codice civile non è quasi mai sufficiente per orientarsi su questo genere di questioni.


  • Vincenzo

    Salve. Sono proprietario di un appartamento sito al primo piano di un condominio di 12 appartamenti. I miei due bagni si affacciano su un pozzo di luce condominiale con due finestre (tre appartamenti ai piani superiori vi si affacciano con una finestra). Il proprietario precedente (io ho acquistato l’appartamento nel 1999) ha ampliato una delle due finestre, trasformandola in una porta-finestra, per poter accedere più comodamente nel pozzo di luce . Il pozzo di luce è accessibile agli altri condomini attraverso un’apertura (piuttosto scomoda) dal piano terra (una specie di botola). Io ho regolarizzato tutte le modifiche del mio appartamento, (mi sono rivolto ad uno Studio Tecnico ed ho la planimetria approvata dal comune). Un condomino contesta la legittimità di questa porta-finestra perché teme che io possa acquisire un diritto di servitù e mi contesta anche il diritto di posare qualche oggetto nel pozzo di luce (una scala d’alluminio, un secchio vuoto, i contenitori della plastica e del vetro). Come devo comportarmi?


  • redazione

    La porta finestra è ormai regolarizzata. Ma effettivamente i condomini possono chiederle di non lasciare nel vano condominiale oggetti di sua proprietà. come una scala o un secchio vuoto. Per ragioni di decoro o – semplicemente – perchè non vogliono che lei sfrutti quello spazio pubblico condominiale senza averne il diritto.


  • pierangelo

    salve sono propietario di due casette di due piani una di fronte all’altra divise da un cortile di mia proprietà vorrei trsformare una finestra al piano terra, di una delle due case, in porta finestra per essere piu’ comodo all’accesso della seconda casa quali autorizzazioni devo chiedere, sono tutte e due le case sul mio cortile e non ho vicini confinanti,Grazie


  • Pinuccia

    Salve, ho acquistato circa 10 anni fa un appartamento sopra ad un’altro appartamento di un edificio che inizialmente il costruttore voleva farci una villetta a schiera ma poi ci ha ripensato e ha pensato di fare due appartamenti uno sopra l’altro ognuno con la sua entrata e giardino, che secondo me era piu’ logico fare sia uno che l’altro zona giorno al piano terra e zona notte sopra cosi’ oltre ad avere l’entrata ed il giardino nella propria proprieta’ anche le vedute . Mentre cosi’ decidendo invece di fare un punto luce ad una stanza ( cameretta usata come studio guardaroba )dell’altro appartamento ha costruito una veduta sulla mia proprieta’ e sotto alla mia pergola ,dove ho il tavolo con poltrone che nella bella stagione io usurfruisco .Io ero un po’ di fretta xche’ mi era scaduto il contratto d’ affitto e dovevo uscire anche se ho discusso che la veduta sulla mia proprieta’ non la volevo xche’ non avrei avuto privacy ,ma lui mi convinse che aveva acquistato un uomo single e quindi non avrei avuto problemi , infatti questo single fece mettere oltre una tenda al vetro anche una persianina che teneva sempre giu’ perche’ anche lui teneva alla sua privacy ( questa veduta ha un’inferriata fissa ma che ci puo ‘ passare dei cagnolini
    e gatti ) . purtroppo 4 anni fa’ ha venduto a una coppia che convive e questa non ha messo nessuna tenda al vetro e la persianina la tiene a meta’ e in modo che sia di giorno e che di sera con la luce accesa io vedo dentro tra l’altro io ci passo di fianco x scendere x andare nel mio cortile e garage , insomma e’ come se fosse la finestra di casa mia senza antone e appena prima ce’ la porta di casa mia dove salgo al mio appartamento . Allora di mia spontanea volonta’ mi sono permessa di appoggiare all’ inferriata un paravento che lascia un punto luce in alto ma che ad altezza d’uomo blocca la visuale . Naturalmente loro non sono contenti ,ma non fanno nemmeno nulla per capirmi ,,cavoli ho una finestra direttamente sulla mia proprieta’ di un’altro e tutti i miei vicini e parenti ed amici la trovano assurda e non capiscono come il costruttore sia stato cosi’ piccolo di cervello ,io sono infastidita da questa finestra non la voglio cosa posso fare che diritti ho anche xche’ se decidessi di vendere non so se ci riesco con questa finestra insomma non ho privacy anche perche’ loro poi aprono per arieggiare e io sono a neanche un metro dalla loro finestra sentono quando parlo e io loro .


  • pasquale

    SALVE
    Seguito difficoltà di manovra per l’utilizzo del box di mia proprietà, con porta d’ingresso obbligata a 2,00 mt posta sul lato di un corridoio largo 4,6 mt.
    Chiedo se posso avvalermi di quanto disciplinato all’art. 1102 , in materia di beni e muri comuni ove si evince che l’apertura di varchi e porte , non sono considerate innovazioni e che un condomino può procedere a tale operazione se questa non crea problemi di sicurezza, limitazioni o difficoltà ad altri condomini o se non altera lo stato architettonico. Per creare una nuova porta sul lato opposto con possibilità di porta piu larga , 2,5 mt e con spazio di manovra antistante 6,5mt ? (il box è interrato sotto un fabbricato a quota –4 mt dal livello strada)
    Tutto ciò, in quanto visto che nel condominio interessato, moltissime convocazioni di assemblea, anche se più importanti vanno deserte , non è pensabile di poter seguire l’iter della delibera da parte dell’assemblea che a quanto pare di capire non è necessaria ma basta una lettera informativa all’amministratore .
    Certo di un riscontro mille grazie e distinti saluti. pasquale


  • GIUSEPPE PINNAVAIA

    Ho acquistato una abitazione che è confinante con una altra di altro proprietario.
    Entrambe le abitazioni hanno un muro maestro perimetrale in comune.
    Nel mio bagno ad una altezza di 2,0 m, si apre una finestrella che è stata ricavata nel suddetto muro perimetrale comune e come tale si affaccia nella proprietà del vicino.
    Dalla finestrella posso solo scorgere una tettoia in carta catramata e un tetto con tegole appartenenti al vicino.
    Secondo quanto riportato nel contratto notarile di compra-vendita, il vicino ha la possibilità di richiedere la modifica della finestrella trasformandola in punto luce e, come supponevo, tale richiesta è stata avanzata.
    la base della finestrella si trova ad una altezza dal pavimento di 2,0 m ed il livello del pavimento dl vicino è equivalente al mio.
    Se dovessi rispettare la regolamentazione, la finestrella dovrebbe scomparire perché il mio soffitto non supera i 2,5 m.
    Cosa si intende per inferriata e per grata con maglie non superiore ai 30 mmq?
    Possono questi 2 elementi essere incorporati in un unico elemento?
    Grazie e Saluto Giuseppe Pinnavaia


  • Francesco

    ho un appartamento inserito in un compendio di abitazioni al quale si accede dalla via comunale attraverso un portoncino. L’abitazione come detto è inserita in un contesto edilizio di vecchia costruzione dove ogni abitazione è incastrata nell’altra quasi a costituire un enorme complesso strutturalmente collegato. Poichè per successione ereditaria lo devo dividere con mio fratello mi verrebbe comodo creare un’altro accesso da corpo scala di un fabbricato adiacente che è proprio contiguo alla nostra abitazione fabbricato che, come detto, è strutturalmente collegato al nostro. I condominii per entrambi i fabbricati non sono costituiti per cui si fa riferimento alle regole dettate dal Codice Civile. E’ nei diritti nostri chiedere di poter accedere dalla scala del fabbricato contiguo ?. Francesco


  • Sabrina

    Ho un garage di mia proprietà da 50 anni circa con delle finestre con inferriate e grate al fine di far entrare luce e aria. Adesso il vicino me le ha chiuse. Cosa posso fare? È legittima l’azione del vicino? Ho acquistato il diritto per il trascorrere dei 20 anni? Grazie


  • Riccardo

    Buongiorno, sono proprietario di un box sottostante al mio terrazzo di casa. Vorrei aprire una finestra nel box per avere ricircolo di aria, e visto che questa andrebbe ad affacciarsi di fronte alla proprietà di un condomino con cui ho ottimi rapporti, basterebbe il suo consenso oppure ho bisogno di quello degli altri due ( siamo in quattro) e di permessi comunali? Vi ringrazio in anticipo. Cordiali saluti


  • Daniela

    Buongiorno, la cantina di pertinenza del nostro appartamento (acquistato un anno fa) è calda, umida e maleodorante al punto da risultare inutilizzabile. Un lato della cantina è costituito dalla parte interrata di un muro perimetrale che affaccia su un piccolo cortile-giardino condominiale. Abbiamo comunicato all’amministrazione l’intenzione di creare, totalmente a nostre spese, una presa d’aria costituita da 2 fori nel muro (affiancati, ciascuno del diametro di 20 cm) piccolo pozzetto chiuso da una grata di 50 x 50 cm che verrebbe collocata nel cortile comune, in un punto in cui la pavimentazione é costituita in parte da cubetti di porfido e in parte da rappezzi di cemento grezzo. Inizialmente l’amministratrice ha detto che non rilevava problemi ma poi, dopo una mail informativa ai condòmini, si è associata alla posizione di una di essi che ha chiesto progetto e relazione tecnica, sostenendo che la decisione spetta all’assemblea. Queste richieste hanno qualche fondamento o, come a noi sembra di capire, noi abbiamo comunque diritto di far eseguire i lavori? Grazie!


  • ANGELO

    sono proprietario di un appartamento al piano rialzato, circa 12/15 anni fa, ho comprato il sotto stabile dal costruttore, di circa 150 mq con altezza circa 2 mt, con accesso lato cantine.
    alcuni anni fa ho creato una scala interna di 9 gradini in muratura e gradini in legno,con larghezza 70 cm, con consulenza di un mio amico geometra x accedere direttamente dal mio appartamento senza nessuna autorizzazione da parte dei condomini precedenti.
    da 4/5 anni sono arrivati nuovi condomini, che in assemblea chiedono a maggioranza che io pago il doppio della mia quota di spese, in quanto io x loro sono proprietario di 2 appartamenti ( chiedono di cambiare lo stato d’uso io mi oppongo: primo manca H requisito importante, secondo ci sono 5 finestrelle basculanti totale circa 4 mtq.terzo il sottostabile e’ accatastato come locale deposito con 12 millesimi). LA PALAZZINA E’ COMPOSTA: PIANO RIALZATO PRIMO PIANO SECONDO PIANO TOTALE 12 appartamenti.
    grazie x la risposta.


  • redazione

    Potrebbero chiederle il riconteggio dei millesimi. Se ha adibito ad appartamento il sottostabile potrebbe comunque essere costretto a pagare di più. Probabilmente le conviene sentire il parere di un avvocato e di un eventuale perito geometra.


  • francesco

    Salve,
    ho intenzione di acquistare un appartamento di uno stabile al piano terra, con una corte esclusiva davanti ad essa. Tra la corte e l’appartamento però non vi è nessuna porta (manco finestra) per un accesso diretto ad essa. mi chiedo se è possibile aprire una porta per poter sfruttare al meglio il giardino e non dover uscire per la porta principale dell’app. e dello stabile per recarvi. Quali domande dovrei fare in comune / amministratore di condominio? grazie 1000


  • MARIANO PELLONE

    Salve. Ho bisogno di un chiarimento. Nell’ambito di un supercondominio (250 unità divise in 8 edifici) collocati ad anello intorno al cortile comune ho un appartamento sito al piano rialzato. Dal lato della strada privata che gira intorno al complesso e che sui due lati è delimitata da aree verdi tutti gli appartamenti soprastanti dispongono di balcone. Posso far costruire sull’esatta linea di quelli sovrastanti e di manifattura assolutamente identica agli stessi un mio balcone? La struttura non poggerebbe a terra ed insiste su un’area verde il cui unico valore condominiale è il godimento estetico. Il manufatto non altera nulla di quanto esistente non carpisce spazio condominiale ma è solo una proiezione verso l’esterno. Avevo tentato di ottenere l’autorizzazione del condominio m mi dice l’amministratore che occorrerebbe la totalità delle adesione dei condomini che visto il numero è praticamente impossibile. Posso ragionevolmente procedere lo stesso ai sensi dell’articolo 1102 del codice civile fermo restando i vari permessi comunali?


  • Alessandra

    Nel pozzoluce condominiale a mio uso esclusivo affacciano 3 finestre dell’appartamento affianco con un altezza di 90 cm dal duolo e con apertura a libro
    La distanza da suddette finestre verso la soglia di entrata al mio appartamento è inferiore a 3 metri
    Siamo entrambi proprietari da diversi anni ma ora i rapporti sono deltutto peggiorati e questa situazione non è più tollerabile ed è diventata pericolosa
    Posso obligare il mio vicino a installare vasistas e grate fisse?
    Grazie

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