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Ripartizione delle spese per illuminazione e pulizia delle scale

Consulenza tecnica - Pubblicato da Giorgia Manieri - 50 Commenti

La deroga ai criteri di riparto stabiliti dalla legge è possibile soltanto se introdotta in un regolamento di condominio di natura contrattuale o se deliberata dall’assemblea dei condomini all’unanimità dei partecipanti al condominio: in assenza di tali deroghe, i giudici dovrebbero ( e in questo caso il condizionale è d’obbligo), in sede di decisione di controversia, applicare i criteri legali.
Sostiene la Corte che per la ripartizione delle spese per la pulizia e la illuminazione delle scale di un edificio in condominio deve trovare applicazione la regola posta dall’articolo 1123, 2° co. c,c, secondo cui se si tratta di cose destinate a servire i condomini in misura diversa le spese sono ripartite in proporzione dell’uso che ciascuno può farne.

“Deve farsi riferimento, pertanto, per la ripartizione delle spese in questione, in via analogica, alla regola posta dell’articolo 1124, 1° comma. Di tale precetto, peraltro, può applicarsi, con riguardo alla pulizia delle scale e illuminazione delle scale, solo la sua seconda parte – che prevede la ripartizione del relativo onere in misura proporzionale all’altezza di ciascun piano dal suolo – mentre è inapplicabile la prima (che prevede che metà delle spese sia ripartita in ragione del valore dei singoli piani o porzioni di piani)” (Cass. n. 432/2007), con la precisazione che tale disposizione ha carattere di previsione eccezionale, in droga al principio posto dall’art. 1123, 2° c. c.c. e pertanto, non applicabile fuori dai casi espressamente previsti.
A tale conclusione la Corte giunge sulla base delle seguenti motivazioni. In tema di pulizie delle scale i condomini sono tenuti a contribuire alla relativa spesa in ragione dell’utilità che la cosa comune è destinata a dare a ciascuno; ritiene che l’art. 1124 c.c., concernente la ripartizione fra i condomini della spese di manutenzione delle scale, riguarda le spese relative alla conservazione della cosa comune che si rendono necessarie a causa della naturale deteriorabilità della stessa per consentirne l’uso ed il godimento e che attengono a lavori periodici indispensabili per mantenere la cosa in efficienza, ma non riguarda le spese di pulizia delle scale alle quali ti condomini sono tenuti a contribuire in ragione dell’utilità che la cosa comune è destinata a dare a ciascuno.

Ritiene pertanto di escludere la ripartizione in base ai valori millesimali di proprietà e di richiamare l’art. 1123, 2° co. il quale disponendo che trattandosi di cose destinate a permettere ai condomini di goderne in misura diversa indipendentemente dal diritto di proprietà sulle parti comuni, le spese andrebbero ripartire ai sensi dell’art. 1123 richiamato.
Tuttavia si è mossa l’obiezione che non è chiaro come in concreto tale ripartizione delle spese possa avvenire perché essa sarebbe possibile solo in ragione di una utilità che sia misurabile (come avviene ad esempio per il consumo dell’acqua).
Alla luce delle considerazioni svolte consegue che con riferimento alla ripartizione delle spese per la pulizia delle scale la S.C. ha ritenuto che l’applicabilità dell’art. 1123, 2° co. richiami l’art. 1124, considerata norma speciale e non eccezionale che non esclude una sua applicazione analogica.
Tale ripartizione sarebbe conforme alla ratio di tale disposizione la quale va individuata nel fatto che a parità di uso i proprietari dei piani più alti logorano e sporcano di più le scale rispetto ai condomini dei piani più bassi per cui devono contribuire in misura maggiore alle spese di pulizia.
Lo stesso principio per la spesa di illuminazione: per la S. C. i condomini godono in misura maggiore o minore a secondo dell’altezza del piano: “è sufficiente, in proposito considerare che il proprietario dell’ultimo piano utilizza l’illuminazione di tutta la tromba delle scale mentre il proprietario del primo piano utilizza solo l’illuminazione della prima rampa”.

Con l’eccezione che la ripartizione va fatta con l’applicazione integrale del criterio dell’altezza di piano senza considerare i millesimi di proprietà generale e quindi non può trovare applicazione analogica con riferimento a spese diverse da quelle espressamente considerate.
Precisa inoltre che la ripartizione delle spese non potrebbe essere effettuata dall’assemblea sulla base della presunzione di un più o meno intenso godimento delle scale a seconda della diversa destinazione abitativa o meno delle singole unità immobiliari o in base alla consistenza dei nuclei familiari che utilizzano le unità immobiliari a destinazione abitativa.
La sentenza presenta delle contraddizioni: in primo luogo il sevizio di pulizia e di illuminazione, non sempre godibili da tutti i condomini, richiede preliminarmente di individuare “chi deve pagare” ossia il criterio di attribuzione delle spese contenuto nell’1123 u. co. il quale recita che “qualora un edificio abbia …o impianti destinati a servire una parte dell’intero fabbricato, le spese alla loro manutenzione sono a carico del gruppo dei condomini che ne trae utilità”.

Una volta individuati i destinatari dei pagamenti è necessario stabilire il criterio di riparto delle spese (nel caso di pulizia e di illuminazione delle scale) tra quelli stabiliti dalla legge (se il regolamento di condominio contrattuale non lo abbia già individuato)
È da escludere che giudici possano creare nuovi criteri di riparto: pertanto quello adottato – dell’altezza del piano – logico o no, non è applicabile poiché non è legale.
Se l’art. 1123, 2° comma si riferisce alle spese di cose destinata a servire i condomini in misura diversa tali da poter quantificare tale uso e pagare per l’uso effettivo (come potrebbe essere l’acqua, il riscaldamento con le superfici irradianti o i contatori della contabilizzazione del calore), certamente non può comprendere le spese in commento, non essendo spese destinate ad un uso personalizzato quantificabile come la Corte stessa ha sottolineato, perché si tratta di spese dirette a conservare le parti comuni (la pulizia delle scale serve a mantenerle oltre che a tutelare il decoro dell’edificio e l’igiene del palazzo) e insieme alla illuminazione sono servizi posti nell’interesse comune.

Tali tipi di spese, e precisamente quelle “necessarie alla conservazione e per il godimento delle parti comuni dell’edifico, per la prestazione dei servizi nell’interesse comune….sono sostenute dai condomini in misura proporzionale al valore della proprietà di ciascuno” ovviamente salvo diversa convenzione (art. 1123, 1° co. c.c.).
Qualora ci siano dei condomini che si ritiene non debbano pagare tali spese (come ad es. in alcuni casi i negozi), premesso che è necessario verificare lo stato di fatto dello stabile e il regolamento di condominio, il combinato disposto dell’art. 1123 u. co e 1123 1° co. risolverebbe il problema.

 

Casa viale Libia

50 Commenti


  • giovanni

    sono proprietario di immobile posto al piano ultimo (ottavo). Mi sembra contraddittorio che le spese di pulizia delle scale e quelle di manutenzione dell’ascensore ricadano sotto i medesimi criteri di valutazione in quanto il loro utilizzo è perfettamente contrapposto. Infatti chi risiede nei piani alti non utilizza mai le scale se non in caso di guasto dell’ascensore. In base a questa obiettiva considerazione ritengo giusto contribuire maggiormente alle spese per l’ascensore secondo il criterio dell’altezza così come mi sembra giusto considereare in maniera inversa l’utilizzo delle scale e conseguentemente le spese di pulizia e manutenzione. La regola dell’altezza forse è nata quando non esistevano gli ascensori???!!!
    Oggi si deve ammettere che neanche chi abita ai piani più bassi utilizza le scale ma in linea di principio potrebbero farlo. E’ anche vero che lo sfruttamento dell’ascensore da parte dei piani bassi sarebbe minore. Tuttavia per equità e coerenza di principi sarebbe opportuno anche valutare il nucleo familiare e la frequenza di utilizzo. Presumibilmente maggiore è il nucleo e maggiore è l’utilizzo sia delle scale che dell’ascensore ma è pur vero che chi lavora ha potenzialmente meno frequenza di chi non lavora.
    In conclusione penso che il criterio dell’altezza ponga in contrapposizione l’utilizzo dei due beni condominiali. Grazie


  • Redazione

    Grazie a lei, ha perfettamente ragione, secondo noi.


  • Catia

    Salve,
    vorrei avere una delucidazione: ma i proprietari di un appartamento sfitto e quindi disabitato sono obbligati a partecipare alle spese condominiali della luce delle scale?
    Grazie per la vostra gentile risposta.

    Catia


  • redazione

    Si, sono obbligati.


  • patrizia

    salve, vorrei avere una delucidazione: Siamo in affitto in un mini condominio di 2 appartamenti (primo e secondo piano) Io abito al primo piano, il mio proprietario di casa sostiene che la pulizia della scala deve essere ripartita in parti uguali (tra me e il condomino di sopra quindi in 2 parti). E possibile avere i relativi articoli? Posso oppormi a quanto lui dice? Ringrazio in anticipo e invio i miei più cordiali saluti.


  • patrizia

    e soprattuto se pulisco io la scala è giusto che salgo su nel loro pianerottolo per la pulizia di tutta la scala,quando io la scala dopo il mio portoncino nemmeno la utilizzo?


  • Patrizia

    Buongiorno,sono in affitto in un mini-condominio composto da 2 piani (primo piano e secondo piano)Io vivo al primo piano mentre al secondo piano ci sono altre persone sempre in affitto. In questi gg il nostro padrone di casa ha obbligato l’affittuario del secondo piano a pulire le scale (in quanto da + di un anno non le hanno mai pulite) sono sempre stata io a farlo ma da un periodo a questa parte mi sono limitata a pulirle dal mio pianerottolo a scendere in quanto io non uso la scala per arrivare al secondo piano. vorrei appunto una delucidazione in quanto il mio padrone di casa vorrebbe obbligarmi a pulirle da sopra o altrimenti farà pulire le scale da un impresa dividendo la spesa tra me e quelli sopra. Sono obbligata al pagamento? Grazie in anticipo!


  • MARIO

    se esiste una legge bisogna sempre applicarla
    e le spese d’uso debbono essere sottoposte all’art. 1123 comma due.
    grazie per lo spazio


  • claudia

    Salve,ho un appartamento in un condominio con tre inquilini(primo e secondopiano), il mio è al primo piano, prima del mio arrivo hanno ripartito le spese per l’illuminazione e pulizia scale in parti uguali, ma io non sono d’accordo,il proprietario insiste che le spese non vanno ripartite con i millesimali e che a tale proposito esiste la sentenza della corte di cass. Ho letto la sent.ma in realtà non ho ben capito qual’è il criterio matematico per l’attribuzione delle spese. Mi aiutate? Grazie in anticipo. Claudia


  • sara

    salve , abito in un condominio minimo , sono proprietaria di un appartamento in cui vivo con mia figlia molto piccola , mentre i proprietari degli altri due appartamenti non ci abitano in quanto hanno ereditato , ma vivono presso le loro abitazioni . in questo piccolo stabile manca l’impianto di illuminazione , e io posso accendere solo nel mio pianerottolo, che è al primo piano . ma non essendoci ascensore , per me salire 20 scalini al buio è un dramma . posso costrinegerli a mettere un contatore per la luce nelle scale , anche se nessuno di loro ci vive ? grazie . sara


  • michele

    abito in un condominio di 3 piani io sono al piano terra è giusto pagare la luce scale in parti uguali?


  • ottaviano di.legami

    c’è sentenza al riguardo ,abito 5 piano non salgo + le scale c’è ascensore sporco solo entrata il metro
    per arrivare alla mia porta xkè devo pagare secondo art. 1123?non sporcando più scale?
    faccio presente ke 5 condomini del 1e2 non hanno partecipato all’installazione dell’ascensore.
    grazie per risposta


  • GIACOMO

    Salve ho letto l’osservazione fatta da Giovanni il 12 agosto del 2011 e sono pienamente d’accordo con lui. Per le stesse considerazioni è corretto che là dove sia presente un ascensore la spesa di pulizia+luce scala vada inquadrata in seno dell’art.1123 e 1124. A tal proposito ‘esse devono essere ripartite a metà in ragione al valore dei singoli piani o porzioni di piano e l’altra metà in misura proporzionale all’altezza di ciascun piano’. In altri termini la spesa complessiva pulizia+luce scala dovrebbe essere divisa in due parti uguali: di cui una metà va suddivisa per millesimi di proprietà dei singoli appartamenti, l’altra metà della spesa complessiva in misura proporzionale all’altezza dei singoli appartamenti. Ciò non vale se l’edificio è sprovvisto di ascensore.


  • Pietro

    Abito in un condominio con 10 u.i., a riguardo la ripartizione delle spese dell’ energia elettrica, la dove c’è un ascensore con forza motrice la luce scale e illuminazione notturna del piazzale garage, con un solo contatore come viene calcolata?


  • Mauro

    Salve!
    Siamo una piccola palazzina di 6 famiglie.
    Una persona del condominio attualmente pulisce le scale e viene pagata.
    Poiché sono sorti problemi sulla divisione delle spese, anziché pagare, potrei periodicamente e in misura proporzionale a quanto mi spetta, pulirmi personalmente le scale, anzichè pagare?


  • Silvia

    abito in un condominio con 6 appartamenti(di cui uno disabitato e sfitto), in tutti i condomini sono 13.La spesa della luce delle scale come si divide? In base alle persone ( immagino e spero!), al piano …..o come?
    Ci sono 5 famiglie così composte: – 1:una persona (PT),1: due persone,(PT) 1: quattro persone (1°P) e 2:tre persone (1P°)(2°P).
    Attendo risposta, grazie


  • graziella

    la pulizia e il consumo della luce delle scali per legge come va pagata in um condominio?Parole chiare e semplici non fate riferimenti agli articoli di codice civile, grazie


  • paola

    Salve sono propietaria di un immobile situato a piano terra di uno stabile di tre piani con sei appartamenti vorrei sapere primo devo pagare le spese x le pulizie scale visto che io non ci abito perche l’immobile e chiuso dal tre anni e se dovessi farlo vanno divise In millesimi In che modo faccio la suddivisione grazie


  • liliana

    abito il piano terra di un appartamento per le vacanze con ingresso indipendente rispetto all’androne del condominio ma in detto androne sono contenuti i contatori dell’acqua e della luce del mio appartamento quanto devo per tale servitù in proporzione rispetto alle altre quote dei condomini che abitano il resto dell’edificio ?


  • Roberto

    Abito in condominio dove ci sono due scale con due numeri civici diversi ma facenti parte dello stesso palazzo, in una scala i millesimi complessivi sono 455 mentre dove sono io i millesimi complessivi sono 365…. in base a quanto detto l’amministratore imbeccato da un condomino della scala dei 455 millesimi mi fa pagare di più le spese di pulizia scale e di illuminazione perché ha diviso in parti uguali tra le due scale gli importi complessivi di pulizia scale e luce e poi li ha divisi per i millesimi complessivi tra le due scale…. in pratica mi ritrovo una bolletta più alta di uno che ha gli stessi millesimi del mio appartamento soltanto perché abita nella’altra scala….. ma se siamo un unico condominio non si dovrebbe dividere la spesa totale per la somma di millesimi totali delle due scale?


  • redazione

    I millesimi sono unici all’interno di un unico condominio.

    Quindi lei ha teoricamente ragione a pensare di contestare l’attuale ripartizione.

    Ma non escluderei che in una nuova ripartizione dei millesimi per lo scopo di suddividere le spese di pulizia delle scale lei non potrebbe trovarsi esattamente nella condizione in cui già è.

    La ripartizione millesimale per la manutenzione delle parti comuni tiene in conto un ampio numero di fattori: non mi stupirei se – carte alla mano o a seguito di riconteggio – si scoprisse che effettivamente lei paga di più del suo vicino ‘a ragion veduta’.

    Il ‘civico’ non influisce, il ragionamento sulle diverse ‘scale’ del palazzo invece sì.


  • Michele

    Abito in un condominio di 3 piani, ci sono 12 appartamenti. Facciamo la pulizia delle scale a turno, tranne il proprietario di un appartamento che sostiene di non doverle fare in quanto ne usufruisce per poche settimane all’anno visto che è fuori per lavoro. cosa dice la legge in merito?


  • redazione

    La pulizia è una spesa che va divisa a seconda dei millesimi. Accordi di natura non economica non sono previsti dalla legge.


  • Sergio

    Salve,
    Ho appena preso in affitto un piano terra e con i condomini, primo e secondo piano, da già 3 settimane non riusciamo a trovare un accordo per la pulizia del vano scale.
    Nello specifico l’inquilino del secondo piano è disponibile a tutto, il vero problema è quello del primo piano che continua a dire che a lui spetta solo il suo pianerottolo e una rampa di scale (la scala e formata da ingresso, due rampe per raggiungere il primo e due per arrivare al secondo, nonostante tutto il tipo del primo piano ha pure un cane).
    Detto ciò premesso che ci sono stati richiesti 100 euro per la pulizia settimanale, come si procede alla ripartizione?
    Confido in voi.
    Sergio


  • redazione

    Se avete il condominio dovete dividere la spesa secondo i millesimi legati al ‘consumo’ delle scale condominiali. Più sei alto e più paghi, in sostanza.


  • raf

    abito in un condominio con tre inquilini tutti al 1° piano; uno degli inquilini chiede di pagare le spese per l’illuminazione delle scale in misura inferiore perchè il suo nucleo familiare è composto da due persone mentre gli altri nuclei familiari sono composti da quattro persone. premesso che stiamo parlando di cifre irrisorie e che il grosso della cifra è dato dal costo dell’impegnativa, esiste una legge che stabilisca il riparto delle spese in questione con precisione? mi potreste citare i riferimenti? grazie


  • Patty

    Buon pomeriggio volevo dei chiarimenti per favore, abito in un condominio (solo area esterna in comune) ingresso indipendente dal condominio al piano terra, altri 3 appartamenti con altro ingresso .
    Il mio contatore della luce e all’ interno del pianerottolo del condominio di 3 appartamenti, la pulizia delle scale mi tocca ?
    Rimango in attesa di risposta grazie


  • redazione

    si


  • Mario

    Nel nostro condominio ci sono 5 unità. Una al piano terreno ex ufficio sfitto, due al primo piano occupati da condomini, due al secondo piano sfitti da due anni. I condomini delle unità sfitte sono tenuti al pagamento del consumo dell’acqua della caldaia di riscaldamento, alle spese di pulizia del condominio ed al consumo dell’acqua per innaffiare il giardino condominiale ed infine al concorrimento delle spese di manutenzione del giardino? Se si in che misura?


  • redazione

    Si, e la misura è determinata dai millesimi secondo cui dovrebbero essere suddivise tali spese.

    I millesimi sono a loro volta determinati dalla disposizione e dall’uso prevedibile di tali beni comuni, ma la natura di NON locazione o utilizzo di alcune unità NON incide affatto sulla determinazione dei millesimi.


  • lucia

    A me risulta che la spesa della luce delle scale, in un condominio di sei appartamenti senza calcolo dei millesimi, per il proprietario di un appartamento sfitto spetta solo le spese fisse della luce delle scale ma no i consumi; è così? ringrazio anticipatamente per la risposta.


  • redazione

    A noi risulta il contrario.

    A meno che il condominio non abbia deliberato un’eccezione, il proprietario di un appartamento deve pagare quanto gli spetta, a prescindere che tale appartamento sia sfitto oppure no.


  • Roberto

    Buongiorno.
    Sto a piano terra con ingresso indipendente dalle scale.
    Nell’atrio ci entro solo per leggere la bacheca annunci amministratore e al vano contatori.
    Fortunatamente non pago nulla per l’ascensore. E non c’è nulla in soffitta di mia utilità.
    È lecito che io paghi pulizia e luce scale secondo i millesimali e non debba contribuire per la sola parte atrio e accesso vano contatori?


  • redazione

    E’ lecito ma non necessariamente obbligatorio.

    Le tabelle millesimali per le spese dell’ascensore, esattamente come anche queste per le luci e per la pulizia delle scale, possono essere suddivise in base accordi diversi stabiliti dal condominio.

    In una condizione analoga alla sua, all’interno di condomini, molti commercianti su strada non partecipano alle spese di pulizia delle scale condominiali cui non hanno acceso diretto.

    Se ha accesso o servitù su parti comuni deve comunque partecipare alla spesa, ma forse con millesimi rivisti in base all’uso derivante dalla posizione della proprietà.


  • luciana

    Abito sola in una palazzina di 2 appartamenti. il mio è grande perche posseggo il 69% dell’immobile
    L’altra appartamento è stato affittato ad un ufficio di commercialista e anche le 2 cantine relative vengono usate dalla commercialista come archivio
    Succede che loro ricevono spesso clienti e danno tutti i tiri : cancellino, porta e luce.. anche in piena estate e naturalmente quando vanno in cantina ( e ci vanno spesso ) accendono la luce.
    Io sono anziana e esco in genere una volta al giorno e non accendo mai la luce, perchè ci si vede bene
    Abbiamo i lampioncini esterni con lampadine crepuscolari e cancello automatico. Aggiungo che io in cantina ci vado 4-5 volte l’anno..
    La legge dice che io devo pagare il 69% ?

    Adesso succede così, ma siccome le bollette bimestrali arrivano a 90 euro, mi sembra che non sia così giusto
    Grazie mille se mi potrete dare delucidazioni


  • redazione

    Voi potreste riconcordare la distribuzione dei millesimi per questo genere di spese condominiali, quindi quella cifra percentuale non è affatto obbligatoria o necessariamente equa.

    Però il ricalcolo le darebbe comunque un costo effettivo non molto dissimile dall’attuale, molto probabilmente.

    Il suo utilizzo soggettivo dei beni non intacca le logiche di ricalcolo.


  • Roberto

    Salve, sono in affitto in un condominio. Le spese condominiale devo pagarle come tutti anche se io a differenza degli altri non ho garage e non usufruisco come il resto degli altri condomini dell’area garage sottostante al palazzo? Dove avviene la pulizia, il consumo della luce elettrica e l’ascensore?
    grazie mille in anticipo


  • ANNA MARIA

    Mia madre abita in affitto al piano interrato di una palazzina di tre piani composta da 5 appartamenti facenti capo ad un unico proprietario che ha preso l’iniziativa, senza avvertire nessuno, di riverniciare le finestre poste sulle scale del I e II piano. Adesso ha mandato il conto agli inquilini ripartendo la spesa in base alla rendita catastale di ciascun appartamento.
    A me risulta che esistano anche i millesimali scale, o sbaglio? Mia madre è costretta a pagare?
    Grazie


  • redazione

    Esistono i millesimali ripartiti per la pulizia e l’illuminazione delle scale. Occorre verificare però la situazione del singolo condominio. Mi sembrano comunque spese di manutenzione straordinaria.


  • Ambra

    Ambra
    22 settembre 2014
    Buona giornata a tutti.
    Il nostro condominio, di soli condomini, è sito in una palazzina di due piani, più il piano terra e ampio giardino.
    Il piano terra, ex ufficio, è sfitto da alcuni anni.
    Nel primo piano, abitano due condomini incluso la mia famiglia.
    I due appartamenti del secondo piano, gemelli del primo, sono sfitti da alcuni anni.
    Abbiamo controversie con l’amministratore circa la suddivisione del consumo dell’acqua relativo al condominio, ed all’irrigazione del giardino, che lui ritiene eque ripartite come segue:
    Al piano terra non attribuisce alcuna spesa. ( Il Pt. ha ampio accesso al giardino.)
    Al primo piano vengono attribuite spese a secondo del numero familiare delle persone per appartamento.
    Al secondo piano viene calcolata solo mezza persona per appartamento.
    Se questa ripartizione non fosse esatta, a quale legge ed articolo potremmo appellarci. Grazie Ambra


  • Ambra

    Ambra
    22 settembre 2014
    Buon giorno e chiedo scusa alla redazione,
    in aggiunta a quanto sopra detto vorrei precisare che l’acqua per la pulizia delle scale viene attinta dalla fontana che serve per l’irrigazione del giardino. Grazie Ambra


  • redazione

    La suddivisione ci sembra troppo ‘originale’ per essere valida.

    In ogni caso lei dovrebbe in primo luogo consultare il regolamento di condominio, se presente, e chiedere senz’altro un riconteggio dei millesimi relativi alle spese per illuminazione e pulizia delle parti comuni citate.


  • fabio

    Salve vorrei un piccolo chiarimento. Ho un appartamento di mia propietà; sono già 8 mesi che non vivo piu lì dentro, quindi completamente disabitato, in più sono staccate tutte le utenze. Devo pagare il condominio con tutte le altre spese? grazie


  • redazione

    Si, ovviamente si.


  • stefania malfatti

    Se il propietario tiene sfitti gli appartamenti chi deve fare il servizio di esposizione e lavaggio della raccolta differenziata?


  • redazione

    Dipende dal regolamento condominiale e dalle norme comunali in materia di raccolta differenziata, che non sono uniformi su tutto il territorio italiano.

    La risposta logica che le darei è che un appartamento sfitto non produce di per sè una raccolta di rifiuti, ma evidentemente lei ha un caso di applicazione particolare che non viene risolto da questa considerazione.


  • Tiziana

    Sono proprietaria di un appartamento che uso come appoggio, nel 2013 non sono mai andata a gennaio ho mandato il pagamento del condominio tenuto da una signora del palazzo. Quest’anno sempre a gennaio sono andata di mattina, controllato la casa e pagato l’importo relativo ai 12 mesi del 2014. Non mi sono mai lamentata ne delle mega bollette di luce ( palazzina con 4 appartamenti al piano terra e 4 al primo piano)ne dei continui aumenti annuali al signore che pulisce la scala. Giorni fa sono arrivata a casa ( sono partita L’indomani) , posato la valigia sono andata a farmi la spesa, la pulizia scala viene fatta ogni 15 giorni, quando sono uscita non c’era alcun secchio d’acqua che poteva indicare che sarebbe stata effettuate la pulizia. Domenica sono stata insultata e minacciata dalla vicina perchè non ho messo l’acqua fuori dalla porta, e perchè durante l’anno non ci sono cosi viene a mancare la mia acqua nel lavare, specifico che con due secchi d’acqua il signore fa tutto, il resto la butta in strada. La mia domanda è questa premesso che continuo a pagare luce e pulizia scala senza neanche fiatare ma sono veramente obbligata quando mi trovo nel mio appartamento a mettere l’acqua fuori la porta. Naturalmente non si discute la mia buona educazione e poi 5 litri di acqua non mi cambiano la vita, mi cambia la vita le minacce … e minacce di un condominio non “legale”. grazie


  • Emilio

    Salve, vorrei delucidazioni in merito al contatore condominiale:
    siamo 4 appartamenti, con 3 proprietari (di cui uno ne ha, uno al pian terreno e l’altro al piano superiore + c’è un 4° proprietario che ha solo un garage, sfruttando solamente il cancello elettrico e la zona per arrivare al suo garage).
    Quando si andava daccordo, visto che ero l’ultimo arrivato (ultimo ad acquistare l’ultimo appartamento) e l’ex proprietario non voleva più niente intestato, avevo deciso di intestarmi anche il contatore condominiale (non fate il mio sbaglio).
    Da circa un anno, quello che ne ha due, non mi rivolge la parola (ho cercato di parlargli per capire ma niente da fare, rapporto da sempre molto freddo, evidentemente per il suo carattere) e faccio fatica ad avere la loro parte in tempo prima della scadenza (quindi anticipo sempre io e poi mi faccio rimborsare) tranne se suono o becco sua mamma per le scale (quando c’è solo lui non apre, anche se so che c’è, oppure viene sua mamma che gli consegno la bolletta).
    Quindi convivo con questa situazione da 11 anni e adesso è arrivato il momento che se lo intestino un pò anche loro. Decisione a loro conferita da circa un mese, con un secondo sollecito verbale, ma fino ad oggi ancora niente.
    Detto ciò, legalmente potrei costringere uno di loro ad intestarsi (almeno per altri 10 anni) il contatore. Se faccio staccare senza preavviso, vado contro qualcosa visto che è intestato a me? E’ un bel casino!!! aiutatemi


  • redazione

    No, ovviamente non è obbligata a mettere a disposizione un secchio d’acqua per la pulizia delle scale.


  • redazione

    Si, è una situazione delicata. Le conviene rivolgersi ad un avvocato.

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